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Sei qui: HomeATTUALITA'CISL Medici: occorre investire in quello che serve realmente

CISL Medici: occorre investire in quello che serve realmente

Pubblicato in ATTUALITA' Lunedì, 18 Marzo 2019 07:56

E’ interessante leggere l’appello della Ministra Grillo ai bravi medici calabresi affinchè tornino a lavorare in Calabria, per risollevare quel Sistema sanitario Regionale distrutto negli anni e che non è più in grado di garantire il diritto alla cura ai cittadini calabresi.  In Calabria si sta verificando quello che tra poco sarà la realtà italiana e purtroppo si sta già verificando in altre Regioni Italiane. Non crediamo che sarà sufficiente un DL per salvare la situazione, e neanche i medici da soli potranno compiere questo miracolo.  Solo andando a visitare, dopo il servizio televisivo delle Iene, l’ospedale di Locri si è resa conto che la Sanità Calabrese è stata distrutta da Direzioni Strategiche (nominate da politici di tutte le correnti) ha bisogno dei medici. 

Peccato che i medici per le Istituzioni non hanno diritto al rinnovo del contratto, hanno un decimo degli incentivi rispetto al personale amministrativo, subiscono continui tentativi di disconoscimento della professionalità, aggressioni verbali e fisiche, morti bianche… E’ vero che molti calabresi sono andati alla ricerca di un lavoro migliore nel Centro e Nord Italia, ma questo anche perché spesso sono obbligati ad emigrare per fare l’Università. La Calabria è sempre stata abbandonata dalle Istituzioni, da immemorabile tempo.  Bisognerebbe visitare anche la cittadina di Locri, andare in estate in quelle splendide spiagge bianche e fare il bagno in quel mare cristallino, che poche Regioni possono vantare! A Locri c’è anche un teatro greco coperto dalle erbacce, per fortuna gli Scavi archeologici sono stati valorizzati in quella cittadina che rappresenta il cuore della Magna Grecia, dove ad Agosto si fanno rappresentazioni teatrali nell’ambiente suggestivo del Tempio di Marasà e da dove nessun abitante, neanche i medici, vorrebbero andarsene. Eppure sono obbligati a farlo e spesso emergono, proprio per la loro capacità di adattamento, il loro innato estro, la loro cultura. Ma oggi anche i giovani medici calabresi, come quelli di tutta Italia, preferiscono non rivolgersi più al SSN e quindi neanche al SSR della Calabria e andare all’estero o nella Sanità Privata. Purtroppo ha ragione il Ministro: pagheranno come sempre gli innocenti cittadini che dovranno mettere mano al portafoglio, quando e se potranno, per mantenere chi impunemente si è arricchito con le “vacche da mungere” che sono le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, purtroppo non solo in Calabria.  Sarebbe auspicabile non aspettare la denuncia di un programma televisivo, sforzarsi di capire in quale realtà stiamo vivendo, ascoltare quegli operatori che vengono esclusi dai tavoli tecnici ministeriali, che prediligono le associazioni dei cittadini alle società scientifiche.  La soluzione è quella che ripetiamo da anni e cioè investire in quello che serve realmente, migliorare il clima aziendale, il benessere organizzativo, restituire dignità ai professionisti della salute e investire sulla qualità in modo che il privato possa essere integrativo e soprattutto governato da un SSN che abbia la forza per farlo.   Forse tutti quelli che stanno distruggendo il tanto invidiato SSN dovrebbero ricordarsi che sono potenziali utenti e che potrebbero pentirsi domani di non avere più diritto alla cura.

Cisl Medici RC

18 marzo 2019

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