Sabato, 13 Luglio 2024

                                                                                                                                                                             

 

                                                                                                                                                                                                          

C Cultura|Società

LE BELLE COMPAGNIE

Questo articolo contiene parole
Il tempo di lettura è di circa minuti.
Livello di difficoltà di lettura:

«Lieti vivevano in un castello
col marcondirondirondello;
mai avevan visto un contadino:
facevan tardi a tirar mattino.
E whisky kid col suo cirano
e un produttore napoletano
registi, critici e premi vari,
rossi al crepuscolo i cardinali».

ROBERTO VECCHIONI, Le belle compagnie

Sembra che il governo italiano sia sempre più schiacciato sulla destra sovranista orbaniana. Donald Tusk, premier polacco, ha dichiarato: «Abbiamo già una maggioranza con Ppe, Liberali e socialisti e altri piccoli gruppi. La mia sensazione è che sia più che sufficiente». In sostanza, per Ursula questo basta e avanza: Giorgia Meloni … Evidentemente «avanza»! Senza esponenti dei cosiddetti «Conservatori» si può già trovare una maggioranza per governare l’Unione Europea … E i «Conservatori»? Certo la von der Leyen, a suo tempo, aveva «aperto» ai «Conservatori». Ma cosa ci ha trovato in quella «Casa delle Libertà»? Olaf Scholz ha sottolineato l’«irrilevanza» di quella «casa» e di quelle «libertà». Non ci servono, grazie, grazie. Non ci serve niente. No, neppure un caffe, una granita! Niente! Come se avessimo già accettato! Dunque questo gruppo dei «Conservatori» (detto «ECR»: esso va dai polacchi del Pis agli spagnoli di Vox, i seguaci di Orban, di Marine Le Pen; finanche tre eurodeputati francesi di Reconquete …) sta rischiando, davvero, di sgretolarsi. Più che le «belle compagnie», gli analisti politici segnalano, nel caso di Giorgia Meloni, «la mancanza  di classe dirigente attorno alla Presidente del Consiglio». A più riprese questo «problema» è emerso nei mesi scorsi facendo arrivare qualcuno a dire che questo governo è del tutto affetto da una «penuria di nomi spendibili» a livello europeo – su questo si era poi innestata la polemica sulle «nomine» negli enti vari, come ha sostenuto anche Ezio Mauro, effettuate più «sulla base della fedeltà che della competenza». Un vero paradosso, per un governo che ha ascritto tra i suoi ministeri anche uno dedicato al «Merito»… Insomma questi «Conservatori» (a livello europeo) sembrano «in panne». «Le belle compagnie» (conservatorismo nazionale, anti-europeismo, euro-scetticismo, populismo di destra) non sembrano avere portato bene a Giorgia Meloni che a un certo punto voleva pure «federarare» tutta la destra europea più estrema. Ma non c’è niente da fare; non piacciono! Se ne può fare a meno! Non interessano! Saranno pure in forte crescita… Rappresenteranno pure il «Nuovo che avanza» … Ma, niente, non hanno «appeal»… Non hanno «charme» … Nessuno li vuole … Emanuele Lauria, su «La Repubblica» del 18 giugno, scrive a questo proposito che la Meloni ha «La sensazione di non essere entrata in partita». Niente! Le «belle compagnie» non hanno funzionato. Forse ci sarebbero volute delle «brutte compagnie»; chi sa! Sembra che Mao Zedong un giorno disse: «A me non interessa se il gatto è rosso, verde, grande o piccolo: mi interessa che prenda il topo!». E mannaggia! Altro che Ministero del «Merito»; bastava «prendere il topo»!

 


 

Ultimi Post

Le idee espresse dagli opinionisti non necessariamente debbono coincidere con quelle del direttore e dell’editore di Calabriapost.net 

..........................

 Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete  a direttore@calabriapost.net

 

top