Domenica, 14 Luglio 2024

                                                                                                                                                                             

 

                                                                                                                                                                                                          

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LE IRREALTÀ VISIBILI DI RODOLFO NUCIFORA: UN ARTISTA POLIEDRICO E COSMOPOLITA

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Un vero artista lo riconosci subito. Forse per la luce che lo attraversa, o lo sguardo proiettato in un Oltre che cerchi di afferrare ma ti sfugge. Ed è sempre un’esperienza intesa, incontrarlo sul tuo cammino.

 Così è stato con Rodolfo Nucifora, artista calabrese - artista cosmopolita, che mi ha accolto nella sua casa-museo di Taurianova, con l’entusiasmo che ha solo chi brucia nel fuoco dell’arte, chi “vede nell’impossibile”.

Migliaia le opere all’attivo, non conosciute ai più, perché Rodolfo, autodidatta poliedrico, ha vissuto per molto tempo la sua arte come un fatto intimo. Sicuramente, anche adesso è così; ma tanta bellezza e meraviglia deve uscire da quelle mura e incontrare il mondo. Il mondo ha bisogno del suo sguardo sulle cose: geniale, autentico, libero.

Nelle numerose opere realizzate con varie tecniche, passate in rassegna durante la nostra piacevole chiacchierata, si ravvisa proprio una esigenza di liberazione della materia, dell’arte che prende forma nella materia… per comunicare.

“L’arte vuol sempre irrealtà visibili”, diceva Borges, e questo concetto si addice perfettamente all’artista Nucifora che crea dal nulla, dall’anonimo, dal mondo irreale, figure, forme, visioni, che lasciano senza fiato.

Oltre alle tele di juta, usa tanto materiale di recupero (legno, corteccia) trovato in riva al mare, dove ama passeggiare… figlio di una terra che ha il sapore della salsedine e il calore del sole, il cui canto è un vento, la cui energia è roccia.

Un ritmo forte quello che attraversa le maschere, le figure di animali, un ritmo che a volte si fa tribale, dai colori intensi, su cui domina il nero, quasi a raccontarci storie lontane nello spazio e nel tempo. Suggestive le figure accennate (volti, corpi, per lo più femminili), a metà… che fanno intuire quella quota di imponderabile in ogni persona.

Un artista ovviamente ribelle, che “non ha simpatia per il pennello” Rodolfo Nucifora, che realizza le sue opere con un’urgenza espressiva, oggi sempre più rara, e che è in grado di comunicare in tutte le lingue del mondo. Classe ’56, una laurea in scienze bancarie, e un talento innato che ha via via preso il sopravvento, da quando appena dodicenne compose la sua prima opera, fino a divenire un artista originale, che compone appunto come un compositore per raccontare storie sempre diverse.

 E, ancora, le immagini sacre, i cristi, che volutamente spezzano le regole della narrazione tradizionale, senza mai cadere nel blasfemo, ma quasi a voler perpetuare un messaggio umano e rivoluzionario, al tempo stesso.

In questa serie, in particolare, per l’artista la tecnica è divenuta ricerca espressiva: geniale qui l’uso della luce, cosicché le opere diventano lampade luminose, e le tele sovrapposte come due facce della stessa medaglia.

 Incontrare un artista e trovare energia fluida ci libera dal peso del “possibile”, varchiamo una soglia reale e ideale di noi stessi, così siamo in grado di vedere e di “sentire”. Per questo si tratta di un privilegio. Incontrare e conoscere Rodolfo Nucifora è stato un privilegio, e le emozioni e le sensazioni, che la sua arte - fuori dagli schemi e dalle mode - mi ha suscitato, sono impresse in me.

  


 

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