Sabato, 22 Giugno 2024

                                                                            

C Cultura|Società

PASSIONE, INCENDI E PREVENZIONE, TUTTO QUESTO IN: "FUOCO!!!" DI TONINO PERNA

Questo articolo contiene parole
Il tempo di lettura è di circa minuti.
Livello di difficoltà di lettura:

Il termine ‘fuoco’ può avere più declinazioni e rappresentare cose diverse: può essere inteso come l’origine di tutte le cose –la terra prima era una grande palla di fuoco che poi divenne vita-, può voler descrivere un sentimento come la passione per una persona o per un interesse o, più drammaticamente, può voler dire distruzione. A questo straordinario elemento il professor Tonino Perna ha dedicato la sua ultima opera edita da Città del Sole: “Fuoco!!!. Breve storia della lotta agli incendi (Il caso esemplare della CADI)”. Presentata, proprio presso la sede dell’azienda dei fratelli Milasi, l’autore, in quello che definisce come un “libricino”, tratta il tema ‘fuoco’ da diversi punti di vista. Il primo di questi è di natura squisitamente letteraria; il fuoco diventa l’iperbole perfetta per descrivere la passione che arde e tormenta i grandi poeti, come Gabriele D’Annunzio che bruciava di passione per la diva Eleonora Duse. Si  passa poi ad i più conosciuti modi di dire utilizzati nel reggino dove l’esclamazione: “focu meu” diventa un modo per sottolineare l’eccezionalità di un evento. Messa parte la natura poetica dell’elemento, Perna si concentra su aspetti più concreti e mette in campo tutta la sua esperienza in materia di gestione degli incendi. Come ricorda Fortunato Aricò, moderatore dell’incontro, Perna è stato presidente dell’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte e, nel corso della sua presidenza, grazie ad un sistema che ha sempre definito semplice, è riuscito a ridurre del 90% gli incendi che ogni anno distruggevano il territorio del Parco. Attraverso un bando pubblico, l’Ente affidava  i boschi dell’Aspromonte a soggetti del Terzo settore, associazioni e cooperative sociali, con un contratto che prevedeva un contributo iniziale del 50%, e l’altro 50% versato a fine stagione. A patto che fosse bruciato meno dell’1% del territorio affidato. Il principio è sempre quello della responsabilità, ma con l’aggiunta di incentivi. Fu un operazione riuscita. Infatti, da mille ettari bruciati ogni anno si era scesi a 100-150, con una spesa di appena 400mila euro. Un successo che ebbe notevole risalto in ambito europeo. Per la prima volta la Calabria era un esempio positivo, non si parlava solo di ’ndrangheta; Perna, fu convocato a Bruxelles per spiegare i meccanismi vincenti del sistema ideato. Dopo essersi dedicato al racconto della sua personale esperienza all’interno del Parco Nazionale, Tonino Perna, si concentra poi sull’importanza della prevenzione in materia di incendi e su quanto sia fondamentale «far conoscere, soprattutto ai più giovani, non solo il peso che il fuoco può avere nell’economia di un territorio, ma soprattutto, di quanto piccole disattenzioni possano provocare danni inestimabili non solo in termini di perdita di vite  umane ma soprattutto in materia di tutela dell’ ambiente». Da qui, l’autore prende spunto per parlare di un eccellenza,  molto apprezzata come l’azienda fondata nel 1978 dai fratelli Milasi, Pietro ed Enzo. La CADI è un’azienda che nasce in una città del profondo Sud d’Italia e negli ultimi vent’anni si è imposta sulla scena nazionale per la sua professionalità ed è tra le aziende che costituisce la prima rete nazionale italiana di operatori del settore antincendio e sicurezza, Sicurnet. «È la dimostrazione di come si possa fare impresa nel Mezzogiorno resistendo alle pressioni della criminalità organizzata  –ha spiegato Perna-, è stata fra le aziende fondatrici della campagna antiracket “La libertà non ha pizzo” promossa da Libera; e non solo è riuscita senza dipendere dai sussidi statali o regionali,  ma a rispettare i contratti di lavoro nazionali. Che, per il modus operandi tipico delle nostre zone è una notizia da non poco conto». L’importanza della prevenzione e su quanto, la cultura e la conoscenza possano essere fondamentali per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, sono stati l’argomento principe nel corso della presentazione, ed hanno fornito l’occasione per poter introdurre l’importante iniziativa di cui, proprio la CADI è ideatrice. Nasce infatti il MUSEA - Museo interattivo dell’Antincendio, il primo in Italia con questa specificità. Il Musea, ha spiegato Pietro Milasi, «vuole promuovere la cultura della prevenzione e far conoscere principalmente ai giovani, non solo le conseguenze di quelle che spesso possono essere percepite come piccole disattenzioni e che posso creare danni irreparabili all’ambiente, al territorio e al patrimonio artistico; ma vogliamo promuovere la conoscenza e la cultura alla prevenzione e continuare a dare il nostro contributo in materia di sicurezza». «Il mio augurio –ha dichiarato Perna- è che questo museo possa essere visitato dagli studenti perché per prevenire gli incendi, sia nei centri urbani e, soprattutto, nei boschi, serve una consapevolezza, una presa di coscienza che è la prima forma di prevenzione».

                                                                                                                                        

 


 

Ultimi Post

Le idee espresse dagli opinionisti non necessariamente debbono coincidere con quelle del direttore e dell’editore di Calabriapost.net 

..........................

 Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete  a direttore@calabriapost.net

 

top