Giovedì, 26 Novembre 2020

E Editoriali

Cultura siciliana

I NUOVI OSSIMORI

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Lettera aperta al presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci. 

Gentile Presidente,

le scrivo dalla Calabria in difesa dei fratelli Siciliani e, perché no, del nostro Sud. Lo faccio perché difendersi l’uno con l’altro, con intransigenza ed altrettanta civiltà, indebolisce lo stereotipo che vede il meridionale “meschino” e “indolente”. E noi sappiamo bene che gli stereotipi ci azzoppano da tempo, soprattutto da quando l’Italia è stata “unita”.

Le scrivo perché lei è un siciliano e sono certo che, se vuole, potrà capire (ammesso che dentro di lei non abbia già capito). Ogni uomo può rimediare ai propri sbagli, anche agli errori più grandi e indicibili. Per fortuna non è questo il caso. In questa occasione lei (vorrei dire a “mio avviso”, per non risultare presuntuoso, ma il fatto è troppo palese) ha fatto “solo” una scelta sbagliata. Niente di estremamente grave: non ha ucciso nessuno, per intenderci. Nemmeno la dignità dei Siciliani, come qualcuno comprensibilmente ha azzardato. E sa perché Presidente? Perché la dignità di un Popolo come quello siciliano probabilmente non scomparirebbe nemmeno se il mondo smettesse di esistere.

Detto ciò, rifletto sulle quattro parole chiave che ruotano intorno al suo errore: Lega, Sicilia, Identità, Cultura. Premesso che quasi la ringrazio per averci fornito un nuovo passatempo, ha creato un indovinello che probabilmente ci vorranno anni a risolvere, ovvero: con quale di queste tre parole (Sicilia – Identità – Cultura), azzecca meno la parola “Lega”? Credo (e sfido chiunque e provare il contrario) che l’unica certezza dalla quale partire sia che, in ogni caso, ne ricaveremo un ossimoro. Lega Sicilia, Lega cultura, lega identità. (I brividi).

Ha il merito, quindi, di aver contribuito ad arricchire il nostro vocabolario fornendoci spunti concreti che torneranno utili ad accostare termini di senso completamente contrario.

Tali accostamenti andrebbero presentati alla Crusca, probabilmente avrebbero più successo del famoso “petaloso”. Così, oggi, grazie a lei e coloro che le hanno “consigliato” questa mossa, anziché fare appello alla “lucida follia” (che probabilmente potremmo usare in questa vicenda), ci rifaremo ai nuovi ossimori, quelli del XXI secolo. Abbandoneremo il “siamo e non siamo” di Eraclito e sposeremo il “Lega – Cultura” di Musumeci & Co. Con la differenza che il primo richiama alla riflessione, il secondo sembra uno scherzo o un errore di battitura.

Vabbè, è il progresso.

Bando al sarcasmo, presidente Musumeci, si è bevuto il cervello?

Guardi, penso che il “leghismo” sia una corrente di pensiero presente in ogni fazione politica, quindi non ne faccio una questione di antipatia verso il colore verde o verso chi spera (potrei dire fino a ieri, ma mentirei e lo sa anche lei) che l’Etna lavi col fuoco i Siciliani e faccia arrivare un terremoto per affondare anche Reggio.

La Sicilia, culla di culture orientali e occidentali, intreccio ultra millenario di civiltà immense, accostata al nulla. Perché di nulla si tratta.
L’identità, messa in mano a servi sciocchi di chi crede nella “padania”, una terra inesistente in storia come in geografia (se non da poco tempo). La padania: un’offesa per gli stessi settentrionali che sono certo siano attaccati a ben altre radici.
La Cultura, gestita da chi aderisce e rappresenta coloro i quali hanno il compito di continuare il progetto Cavourrista di annientamento sociale ed economico dei Popoli dell’attuale meridione d’Italia. Gente che per cultura ha dimostrato di avere solo quella del pretendere senza pudore ciò che non gli appartiene, del rubare dicendo di subire un furto, dell’accusare creando polveroni utili a coprire le proprie malefatte.

Presidente, se l’Etna laverà col fuoco i siciliani o affonderà lo stretto, lo lasciamo decidere al buon Dio, alla selezione naturale. Abbiamo, però, la possibilità di scegliere se essere “fessi per sempre” o fare la differenza.

Lasci stare i compromessi, “capisco” la sua posizione: doveva dargli qualcosa.

Se “proprio deve” gli dia una mancetta, li tratti per come meritano. Sono anni che danno mancette a noi (quando non prendono), raccontandoci la barzelletta che ci danno tutto.

Fossi in lei (anche se preferirei non esserlo, tantomeno se alleato di questi personaggi), a questo punto, agirei di strategia, troverei nuove alleanze e li butterei fuori, per la serie: “vi ho sfruttato, strumentalizzato ed ora uscite che non servite a niente”.

E’ pessima come soluzione? Sarà, ma da ogni male, bisogna cercare di ricavarne un bene.

Come vede non entro in merito della sua gestione, non faccio politica partitica. Qui la questione è più profonda. Al Sud c’è bisogno di far saltare gli schemi partitici e allearsi con chiunque sappia da dove veniamo (destra, sinistra, centro, sopra, sotto), abbia voglia di pretendere quello che ci spetta e abbia il coraggio di dire “o ci trattate in egual modo o continuiamo da soli”.

Se, però, Presidente, assegna questi compiti al leghista meridionale (altro ossimoro), lascia intendere che non di certo potremo contare su di lei. Il che è grave, visto che ci rappresenta. Dico “ci rappresenta” perché se sono Calabrese, sono anche Siciliano e Napolitano.

Concludo con un consiglio, qualora non fosse chiaro tra le righe: si risparmi questa figuraccia. O meglio, a questo punto, rimedi e ne esca con un briciolo di dignità.


 

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