Domenica, 19 Settembre 2021

E Editoriali

RUBENS CURIA

LA CALABRIA VUOLE RUBENS CURIA SUB-COMMISSARIO ALLA SANITÀ

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L’imbarazzante e incredibile saga dei personaggi che ruotano attorno alla sanità calabrese ha generato uno stato di disagio non più sopportabile. È ormai evidente, anche ai più sprovveduti, che il lungo commissariamento ha incancrenito i problemi e si è rivelato un caso scuola di “eterogenesi dei fini”. Ma risulta anche evidente, che, fin quando il governo centrale non decide di porre fine a questo stato di cose, il commissario e i sub-commissari devono essere individuati tra persone competenti, esperte ed operose. Nei giorni scorsi, proprio per sentire il polso della gente, ho immesso su Facebook il seguente post: “Dopo l’ennesima performance imbarazzante del commissario alla sanità di turno, i calabresi onesti e consapevoli chiedono con forza la nomina di una vera personalità competente. Il dr Rubens Curia in questi due anni ha dimostrato di avere idee chiare e grande capacità comunicativa ed in passato ha manifestato grande capacità amministrativa e gestionale. Reclamiamo a gran voce la sua nomina”.

Il post ha registrato un notevole interesse e un alto consenso, d’altra parte Rubens Curia gode di stima universale come dimostra lo straordinario dibattito creatosi attorno al gruppo “Comunità competente” di cui è portavoce e fondatore.

Nei giorni scorsi si è svolto un confronto pubblico online promosso da “Comunità competente Calabria”, a cui hanno preso parte il candidato alla presidenza della Regione Calabria Nicola Irto, lo stesso Rubens Curia e don Giacomo Panizza presidente del comitato “Progetto Sud” con la giornalista Emanuela Martino in vesti di moderatore. Un’iniziativa che ha fatto registrare una larga partecipazione da parte di tanti attori del terzo settore, dell’associazionismo e del mondo delle professioni sanitarie e che ha posto sul tavolo gli argomenti di stringente attualità che stanno caratterizzando il dibattito pubblico in Calabria sul tema della sanità.

Numerosi gli spunti e le sollecitazioni giunti da alcuni dei rappresentanti delle circa quaranta realtà associative partecipanti al confronto. Dal recupero della dimensione sociale delle politiche sanitarie, al diritto alla cura e alla salute come fondamento universale da tutelare nel quadro del dibattito sugli equilibri tra pubblico e privato. E ancora, il quadro dell’offerta sanitaria e le problematiche legate alla governance del settore. Nicola Irto nel suo intervento ha rimarcato l’importanza dell’integrazione tra sanità e terzo settore.

«È impensabile che le Asp non abbiano ancora un canale di dialogo con tutti gli attori del sistema socioassistenziale. Dobbiamo in questa direzione ridisegnare i dipartimenti regionali, non secondo logiche di carrierismo, ma sulla base dei bisogni reali. E sul debito sanitario occorre essere responsabili e non basta dire che lo Stato deve farsi carico di tale voragine. Si può semmai avanzare la proposta di dividere il problema, dicendo ad esempio che è responsabilità dello Stato tutto il passivo maturato negli anni del commissariamento. Ma per fare ciò serve recuperare una forte e credibile capacità di confronto ai tavoli nazionali. E infine, – ha poi concluso Irto – occorre lavorare su un vasto piano di riassetto delle piante organiche, rilanciando le assunzioni e introducendo nativi digitali nelle strutture regionali».

Rubens Curia si è soffermato sulla necessità di una nuova visione «…e soprattutto di una riforma organizzativa ed etica della sanità in Calabria. La partecipazione è un altro tema centrale, bisogna garantire qualità e trasparenza perché due terzi del bilancio regionale è rappresentato dalla sanità. Chiediamo che tutti gli strumenti legislativi di partecipazione vengano attuati. Ma occorre muoverci anche per il presente perché tra qualche giorno la Calabria raggiungerà quota mille morti per Covid. Eravamo convinti di averla superata ma ci siamo sbagliati. E oggi abbiamo un’economia in ginocchio, si avverte una sensazione forte di abbandono da parte del governo nazionale e le risposte da parte di quello regionale non sono rassicuranti».

Don Panizza ha chiosato da par suo: «Tanti mondi in Calabria hanno diritto di parola e non si può su questo tema fingere un dialogo che in realtà non esiste, specie tra sanitario e sociale. La governance deve comprendere il tema della partecipazione, dei bisogni e dei diritti. È necessario che la Regione sappia governare con le diverse espressioni del territorio, sapendo però distinguere bene chi opera davvero, ad esempio nel terzo settore, perseguendo interessi di carattere generale. In Calabria c’è una forte consapevolezza da parte dei cittadini, si riparta da qui, ponendo al centro la competenza, a cominciare da chi fa politica».

Io direi che i tempi sono maturi, la cittadinanza attiva e competente deve fare arrivare la sua voce fino ai palazzi romani, si può pensare a una raccolta di firma o ad una manifestazione davanti al Ministero della Salute, ma la nomina del dr Rubens Curia a sub commissario (uno dei posti è ad oggi ancora vacante) è ineludibile.


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