Domenica, 14 Luglio 2024

                                                                                                                                                                             

 

                                                                                                                                                                                                          

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JACQUES MONOD, IL CASO E LE NECESSITÀ... DI RINGRAZIARE PER IL NOBEL

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"...una delle proprietà fondamentali caratteristiche di tutti i viventi, nessuno escluso: quella di essere oggetti dotati di un progetto, rappresentato nelle loro strutture e al tempo stesso realizzato mediante le loro prestazioni, ad esempio la creazione di artefatti. ... gli esseri viventi si differenziano da tutte le strutture di qualsiasi altro sistema presente nell’universo proprio grazie a questa proprietà, alla quale daremo il nome di teleonomia.

...Si ricordi l’esempio della macchina fotografica: se si ammette che l’esistenza e la struttura di questo oggetto realizzano il progetto di captare immagini, si deve anche necessariamente ammettere che un progetto simile si attua nella comparsa dell’occhio di un vertebrato. Ma ogni progetto particolare, qualunque esso sia, ha senso soltanto in quanto è parte di un progetto più generale. Tutti gli adattamenti funzionali degli esseri viventi, al pari di tutti gli artefatti di loro produzione, realizzano progetti particolari che si possono considerare come aspetti e frammenti di un unico progetto primitivo, cioè la conservazione e la moltiplicazione della specie. Per essere più precisi, stabiliremo arbitrariamente che il progetto teleonomico essenziale consiste nella trasmissione, da una generazione all’altra, del contenuto di invarianza caratteristico della specie".

Il libro è tutto qui, due o tre intuizioni geniali e nulla più. Sono più che sufficienti la prefazione e il primo capitolo per cogliere l’essenza del suo ragionamento; quando poi si addentra nella spiegazione con formule e teoremi si fa capire solo dai suoi colleghi. Nel secondo capitolo si abbandona a una demenziale demolizione del materialismo dialettico di Marx e Engels con tanto di incursione pretestuosa nel sistema sovietico, operazione chiaramente strumentale forma di ringraziamento per gli ambienti accademici americani che gli avevano fatto assegnare il premio Nobel per la Medicina nel 1965. Le citazioni di Democrito e Camus (sul Mito di Sisifo) valgono più di tre quarti del libro.


 

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