Domenica, 14 Luglio 2024

                                                                                                                                                                             

 

                                                                                                                                                                                                          

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OLTRE L’INFINITO NUOVA SILLOGE DI ELISA BIASI

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La Città del Sole edizioni ha pubblicato la nuova silloge della poetessa cosentina Elisa Biasi, “Oltre l’infinito”. La presentazione del volume si è svolta presso la sala Tokio del Museo del Presente di Rende davanti a un pubblico numeroso e attento, a dimostrazione che la poesia, in piena era digitale, può ancora svolgere la sua parte sfidando le sirene dell’Intelligenza Artificiale e dei potenti interessi commerciali che ne alimentano la velleità di sostituirsi all’anima e al pensiero degli uomini. La manifestazione si è svolta nell’ambito del premio Calliope ed è stata aperta dall’intervento di saluto del suo animatore Giacomo Vercillo. La moderatrice Assunta Morrone, a sua volta scrittrice e poetessa, nonché dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Mendicino, ha definito i presenti in sala, “interlocutori primari delle domande e delle risposte del verseggiare nobile di Elisa” e ha continuato: “ci piace pensare di esserlo perchè le linee poetiche che si intersecano sembrano davvero parlare a ciascuno di noi, alle persone che hanno la fortuna di vivere il poeta in modo tangibile e a quelle che lo scoprono nei suoi lemmi che diventano straordinariamente versi memorabili e magnifici”. È quindi intervenuto l’editore Franco Arcidiaco, che si è soffermato sulla responsabilità che si assume il poeta nei confronti delle aspettative dei suoi lettori che “attendono delle risposte”; aspettative che, nel caso di Elisa Biasi, sono raddoppiate dal suo ruolo di insegnante di Filosofia. Arcidiaco, la cui casa editrice è intestata alla più famosa e suggestiva opera del filosofo di Stilo Tommaso Campanella, ha ricordato l’attrazione che il filosofo cosentino Bernardino Telesio esercitava su Campanella con il suo empirismo naturalista ed ha voluto dedicare ad Elisa Biasi i significativi versi del sonetto madrigale di fra’ Tommaso, scritto nelle carceri di Napoli nel 1601: “Stavamo tutti al buio. Altri sopiti/d’ignoranza nel sonno; e i sonatori/pagati raddolciro il sonno infame./Altri vegghianti rapivan gli onori,/la robba, il sangue, o si facean mariti/d’ogni sesso, e schernian le genti grame./Io accesi un lume...”

È quindi intervenuto lo scrittore, poeta e docente Flavio Nimpo, autore della prefazione del libro, secondo cui “Elisa esplora l’universo umano e osserva attenta e lucida la realtà, sentendo sgorgare in sé l’esigenza di esprimere il caleidoscopio di considerazioni e stati d’animo dettati da questa esperienza unica, che ci accomuna ed è la vita”. Nimpo ha inoltre rivelato che la poetessa vive la poesia come canale emotivo e sentimentale di comunicazione con l’altro mentre quello logico e razionale è la Filosofia e che, affidando il suo messaggio, tende a ricevere “scambio proficuo nell’incontro con chi si ritrova lungo il suo cammino”.

Gli interventi dei relatori sono stati opportunamente inframezzati dalle declamazioni di Elisa Bianchi che ha emozionato la platea, composta insolitamente da molti giovani, recitando personalmente i propri versi. Ed è proprio con i suoi versi che vogliamo concludere questa nostra cronaca consegnandoli come testimoni della bella serata ai lettori di questo giornale.

“Oltre l’infinito/è la vertigine che ti coglie/è il ritorno che ti cambia per sempre/lo smarrimento/ di ogni identità precedente/la perdita dei confini/che la mente ha disegnato/per non perdersi/se troppo si osserva/se l’universo t’invade/e non c’è più spazio sufficiente/per contenere una piccola vita...”


 

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