Costruisci il tuo futuro nel cuore dello Stretto: perché scegliere Giurisprudenza alla Mediterranea
Scegliere il proprio percorso universitario significa fare una scommessa sul futuro. In un mondo del...

Scegliere il proprio percorso universitario significa fare una scommessa sul futuro. In un mondo del...
Una serata di grande fascinazione, con “Visioni dello Stretto – Conversazione e reading”, giovedì 25 luglio 2024, ore 21.30, negli spazi di Planteria – Orto Urbano, sul lungomare di Locri, lato sud.
Tonino Perna, scrittore, sociologo, professore emerito all’Università degli Studi di Messina, converserà con Pasquale Giurleo, architetto e fondatore di Planteria-Orto Urbano, e Maria Teresa D’Agostino, giornalista, muovendo dalle mille e suggestive sfaccettature di quel paesaggio “ultramarino”, di quel tratto di mare e vento che separa e collega le sponde di Calabria e Sicilia, luogo di identità e di identificazione.
Dal libro di Tonino Perna e Gianfranco Neri, “Visioni dello Stretto” (Rubbettino), è nato il reading teatrale di Maria Milasi e Americo Melchionda, musiche di Antonio Aprile, prodotto da Officine Jonike Arti: un’esperienza immersiva e coinvolgente dove i due piloni dello Stretto di Messina assumono forme indefinite e carnali, offrendo una lettura alternativa dell’amore oltre ogni limite. Rapiti dal miraggio della fata Morgana i due fari si personificano, cercandosi instancabilmente come due amanti, lanciandosi segnali di luce attraverso la striscia di mare che abita le nostre vite e ci cattura con i suoi miti e la sua bellezza.
«Questo evento vuole essere un omaggio allo Stretto, una riflessione sulle nostre radici identitarie, sull’integrazione tra l’uomo e i paesaggi e sull’interazione delle costruzioni con la natura, pensando a questa follia progettuale del ponte sullo Stretto, che andrebbe a distruggere un patrimonio millenario di bellezza e identificazione – spiega Giurleo –. Per questo siamo lieti di ospitare il professore Perna e il reading, per poter discutere di questi temi da un punto di vista antropologico e artistico, ragionando su vantaggi e limiti dell’intervento umano affinché le sedimentazioni del tempo non si snaturino o, ancora peggio, non si cancellino».
