Sabato, 22 Giugno 2024

                                                                            

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INCENDIO ALLO STADIO DI CATONA: NON VANDALISMO MA ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA

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Abbiamo avuto modo di apprendere quanto successo allo stadio “Reitano” di Catona, oggetto di interventi di riqualificazione da parte del Comune per restituire decoro e dignità a questa importante struttura sportiva periferica la cui riqualificazione era ed è attesa da tutta la comunità.

Non possiamo e non riusciamo ad accettare il fatto che si tratti di semplice “vandalismo”; a Reggio, purtroppo, siamo stati abituati a leggere i fatti in modo diverso: non per paranoia ma per storia.

Non può essere casuale che da Pellaro a Catona, passando per l’area collinare, si siano registrati precisi e puntuali episodi di danneggiamenti troppo “scientifici” da poter essere asseverati a ragazzotti sbandati o fenomeni di devianza.

Si palesa un modo di agire e di fare che presuppone strategia mirata; perché quelli che apparivano come “episodi” ora appaiono come azioni studiate non certo opera di dilettanti.

D’altronde, come detto anche dal Sindaco, “a chi avrebbero fatto il dispetto”?

Quando distruggi giostrine (finanche dei disabili), quando devasti un parco, quando danneggi strutture ancora neppure inaugurate ( vedi Parco Lineare Sud), quando incendi gli uffici di Ecolandia, quando danneggi i quadri elettrici al servizio dei serbatoi (curiosamente sempre e solo d’estate), quando riversi incendi in modo sistematico cumuli enormi di rifiuti in quartieri sempre a rischio…come fai a pensare che non ci siano precise strategie per bloccare ogni sussulto di civiltà lì dove “deve”, secondo la criminalità, permanere uno stato di degrado e quindi di ricattabilità sociale?

Come ANPI avvertiamo l’esigenza di lanciare un segnale d’allarme democratico importante alle massime autorità perché è la democrazia che è fortemente minacciata da questi fatti indecorosi.

Lo diciamo a gran forza perché quando un quartiere o una città intera vengono privati di opportunità di sviluppo, emancipazione e riscatto allora significa che la cittadinanza viene privata di spazi di democrazia sostanziale; spazi di pratiche di civiltà, comunità, solidarietà.

Tutti aspetti sanciti dalla nostra Costituzione che devono, invece, trovare riscontro concreto in ogni politica istituzionale in modo da consentire la piena attuazione di quei valori enunciati dalla nostra Carta Costituente.

Non solo condanniamo ma lanciamo un appello alla società civile, da una parte, ed a tutte le Istituzioni (di ogni ordine e grado) per una mobilitazione che non sia solo simbolica ma porti il Governo, attraverso la Prefettura, ad adottare misure importanti a tutela di quelle condizioni di garanzia democratica per la nostra comunità.

Cedere alla stanchezza ed allo scoraggiamento sarebbe la vittoria di una delinquenza cancro dei nostri territori che deve incrociare, invece, una ferma e ferrea risposta da parte dello Stato e della società civile tutta.


 

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