Il Partigiano calabrese nella Resistenza: Sebastiano Giampaolo, nome di battaglia “Fiore”
La libertà – sosteneva Ignazio Silone – è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la...

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Fa parte delle storie e dei ricordi di ogni reggino, la Via Marina di Reggio Calabria raccontata attraverso le immagini e le parole nel volume Via Marina di Reggio Calabria. La luce del blu, racconti e visioni edito da Città del Sole Edizioni, dal giornalista Giuseppe Smorto, già vicedirettore di Repubblica e il fotografo e reporter Marco Costantino. Presentato venerdì pomeriggio presso il sito archeologico dell’Area Sacra Griso Laboccetta a cura del Touring Club di Reggio Calabria, nell’ambito del cartellone eventi gestiti dall’associazione Ulysses; gli autori, si sono confrontati e hanno raccontato sensazioni e ispirazioni che li hanno spinti a realizzare questo libro insieme al giornalista Rai Pietro Raschillà e Anna Mallamo giornalista per Gazzetta del Sud. Gli autori, ripercorrono attraverso gli scatti “personali e non accondiscendenti” di Marco Costantino, la storia della città attraverso le mutazioni e i cambiamenti apportati, dal terremoto del 1908 sino ai giorni nostri, riuscendo a svelare storie mai sentite e personaggi poco conosciti ma che, per un motivo o per l’altro, hanno segnato in modo significativo il volto e la storia della Via Marina così come noi la vediamo oggi. Un volume nato per essere custodito nei salotti di ogni abitante di questa bella e sofferente città, come sottolinea Smorto, un libro “che ogni reggino dovrebbe avere”, un libro per godere della bellezza di uno dei panorami più evocativi e ricchi di storia che esiste. Un luogo raccontato attraverso le sue contraddizioni, dalle piante tropicali, alle rovine greche e romane che convivono i piena armonia con istallazioni modernissime che fanno da sfondo alle foto dei molti turisti in visita. Smorto con i suoi racconti e Costantino con le sue immagini, consegnano un’opera che racchiude in un luogo l’essenza di una citta e dei suoi abitanti e lo fa, attraverso uno dei luoghi più simbolici e di indiscutibile bellezza. Una bellezza che, entrambe gli autori, si augurano venga custodita e tutelata.
