IdeocoopSpazio Open
Reverendo Frank Reverendo Frank Corvo rosso Corvo rosso Occhio al Degrado Occhio al degrado
Calabria verde campagna antincendio
Università mediterranea

Ponte sullo Stretto: Ti tengostretto annunciata la diffida al CIPESS

Annunciata la diffida al CIPESS. La politica può accelerare le procedure, ma non può sostituirsi agli accertamenti tecnici sulla fattibilità di una mega opera. Titengostretto richiama comunità e territori a non stare a guardare.

Si è svolta ieri a Palazzo Zanca a Messina, una conferenza organizzata dall’Associazione Invece del Ponte nella quale è stata proposta una dettagliata analisi del parere espresso il 6 agosto scorso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, con particolare riferimento alle prescrizioni rilevate.

La conferenza che ha visto la relazione del Prof di Tecnica delle costruzioni Mario De Miranda e del Prof Guido Signorino, hanno centrato l’attenzione su aspetti ingegneristici, geologici, economici e procedurali.

Una considerazione: questo progetto può dirsi definitivo sol perché ha ottenuto dei lasciapassare con prescrizioni. A partire dalla VIA-VAS e VINCA e fino al parere del CSLLP, non uno dei passaggi di approvazione risulta privo di prescrizioni. Poco male considerato che si tratta di una grande opera, ma andiamo oltre: le prescrizioni sono 361 e tutte sono vincolanti; a queste si aggiungano 77 raccomandazioni ed indicazioni.

Ma non basta, per l’ottemperanza a 166 prescrizioni delle citate, è necessario che siano svolti studi, analisi e prove propedeutiche all’avvio della progettazione esecutiva. Il CSLP subordina la risoluzione delle prescrizioni alla prosecuzione della progettazione non per un capriccio procedurale ma presumibilmente perché gli esiti degli studi e delle verifiche richieste potrebbero di fatto mettere in dubbio la fattibilità dell’opera. Un progetto definitivo che di definitivo ha poco quindi, sostenuto da decreti pensati, finalizzati ed approvati per consentire la prosecuzione dell’iter normativo, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l’avvio, forse, dei primi cantieri. De Miranda sottolinea delle questioni cruciali: faglie sismiche, comportamento del territorio in prossimità della faglia in caso di sisma, prove in galleria del vento, prove sulla tenuta dei cavi, fondazioni, sicurezza dei treni e transito di navi con altezza superiore a 68m contro i 65 dichiarati dal progetto. Anche i conti non tornano, ha dichiarato Guido Signorino. La cifra di 13,5 miliardi si riferisce al costo dell’opera senza considerare che la soddisfazione delle prescrizioni potrebbe comportare sostanziali modifiche del progetto definitivo tali da far lievitare ulteriormente i costi. Da qui la dichiarazione di inviare una diffida al CIPESS alla bollinatura previa risoluzione puntuale delle prescrizioni. Ma veniamo alle città. Tutto questo cosa comporta? Innanzitutto il protrarsi della tensione sociale degli abitanti. Il tempo del si è del no è trascorso, adesso le falle sono tutte disvelate e le istanze sono quelle della tutela del territorio, tutto, della cittadinanza, tutta, con particolare attenzione alla questione espropri. E ancora quanto sta costando ad oggi tutto questo? È arrivato il momento di quantificare il danno economico derivante a privati dai vincoli preordinati all’esproprio di terreni ed immobili, è arrivato il momento di chiedersi quanto l’immobilizzazione della pianificazione urbanistica stia costando alle città. È arrivato il momento di chiedersi quanto il Ponte della propaganda stia danneggiando l’erario pubblico.

Ricerca Avanzata

Cerca negli archivi per data, categoria e testo.

Torna in alto