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STRANGE DAYS 

«Tratterò, dunque, della natura e delle forze degli Affetti, e della potenza della Mente su di essi, con lo stesso Metodo con cui nelle parti precedenti ho trattato di Dio e della Mente; e considererò le azioni e gli appetiti umani come se si trattasse di linee, di piani o di corpi». No, non è Baruch Spinoza a parlare(nella Prefazione alla Terza Parte della sua Ethica, giustappunto, more geometrico demonstrata») ma è colui che am-ministra, della pubblica am-ministrazione, la minestra ibrida (e, come la guerra:russa) dei rapporti della madrepatria col resto del mondo. E’ vero, si lo ammetto. Ci troviamo, effettivamente, nell’epoca delle passioni tristi. Miguel Benasayg e Gérard Schmit hanno spiegato che la tristezza, oggi molto diffusa, tende a catapultare, nelle nostre vite, moralismo e cupa serietà – passioni tristissime, quant’altre mai. Ma il nostro spinoziano non demorde. «Ottima è la misura», memore, evidentemente, di trascorsistudi classici, egli ricorda la sentenza degli antichi Greci. Dunque, dress code;misurare gonne. Più o meno lunghe, più o meno corte; più o meno. Tutto more geometrico demonstrato, naturalmente. L’equazione iniziale è la seguente: virtù=geometria. Meno lunghezza, virtù inquinata; molta lunghezza, virtù scatenata. In più, proseguendo su questa strada un po’ accidentata (e anch’essa, vieppiù, scatenata), niente velo laddove si fa lezione (che emozione!), secondo il dettato di una nuova equazione: tessuto=accesso. Una volta dato (per scontato?) il tessuto del tessuto del velo, multe salate a genitori; e per le figlie niente accesso e multa, se maggiorenni. Mettendo insieme geometria, arte del tessitore, accesso e virtù varie, si profila, immantinente, una specie di rivoluzione copernicana. Levigata la società degli esuli, degli immigrati e degli stranieri di Albert Camus e levigata la possibilità matrimoniale delle semi-virtuose (più o meno s-vestite), ne viene fuori una specie di struttura dissipativa (come quelle che emergono dal Kaos, secondo il premio Nobel Ilya Prigogine). Insomma, un sistema che è capace di auto-organizzarsi, per fatti suoi, all’interno dello stesso Kaos (che lo contiene). Una bolla. Una Camera dell’Eco. Tale struttura, però, opera lontano dall’equilibrio. L’intero sistema tende a essere, come al solito, squilibrato. Per cui, Spinoza forse non basta. Gonne, pantaloncini, scollature, leggings canottiere e spalle scorazzano qua e là. La minestra, a differenza di quello che dichiarano gli chef, non è cotta e mangiata. Inoltre, la struttura è dissipativa, cioè consuma moltissima energia. Tutta questa energia geometrica, manifestata nel misurare gonne, levare veli, costruire autostrade che colleghino filosofi panteisti con milanesi stilisti poteva essere indirizzata altrimenti. Magari a stabilire se le cacche dei piccioni, al semaforo, cadono a destra o a sinistra del conducente, che è lì fermo al rosso. Pazienza.     

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