Medicina di prossimità che cura e si prende cura
Giovedì 24: Un momento di riflessione e di festa per la sanità calabreseIl prossimo Giovedì...

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L’aumento dei prezzi condiziona il potere d’acquisto delle famiglie. I dati Istat ci dicono che a settembre, l’inflazione è salita al 4,2%. Dopo il Big Bang, nell’Universo – durante un tempo piccolissimo – sembra si sia realizzata una certa fase inflattiva che ha reso, nei successivi primi tre minuti, l’Universo quello che è oggi; le cose come sono, oggi. Dunque, l’inflazione, sia essa cosmologica o economica, è sempre legata al concetto di incremento. Qualcosa cresce. I prezzi crescono in maniera diffusa e stabile. L’universo cresce, nei suoi primi tre minuti. A questa crescita, dovuta sostanzialmente, oggi, ai carburanti e alle bollette, corrisponde la crescita dell’energia (ma i carburanti non sono, appunto, energia?) nell’Universo primordiale, e quindi, ancora oggi. Siamo, dunque, di fronte a una proporzione matematica (ma, anche, economico-cosmologica) energia : prezzi = energia : tutto. Risolvendo questa proporzione, ponendo come incognita i prezzi, si ha che l’inflazione dipende, essenzialmente, dallo stato attuale delle cose. Ma, come? Occorre inserire altri due elementi, abbastanza eterocliti: il clima e i trasporti. Aumentando i costi per i carburanti, aumentano automaticamente quelli per i trasporti. Nei primi tre minuti, il clima (drammaticamente cambiato negli ultimi anni), invece, fa aumentare i prezzi degli alimenti freschi, quelli, cioè, non lavorati (ortaggi, tuberi e legumi, ad esempio). L’attuale massiccia crescita dell’inflazione (economica), perciò, ha a che vedere con la (prevista) frenata dei consumi, in questa ultima parte dell’anno. E fin qui siamo, ancora, nei primi tre minuti. Fattori ponderabili e/o imponderabili hanno, dunque, causato questa crescita. La guerra in Medio Oriente, le politiche dell’attuale governo italiano, le dinamiche predatorie del capitalismo (che rilascia anidride carbonica nell’atmosfera attraverso le sue aziende multinazionali), il senso della mancanza di un’alternativa a tutto questo, l’avvento della cosiddetta «internazionale nera» dei partiti ex fascisti in Europa, la sfiga vera e propria, il grande tema delle risorse del Pianeta, che restano, pur sempre, in numero limitato? Sarebbe davvero proficuo e interessante riuscire a individuare una causa unica che valga, da sola, a spiegare tutta questa crescita. I prezzi crescono ma io (classe media, soprattutto) non riesco quasi più a tenere assieme il «carrello della spesa». Sarebbe davvero comodo rintracciare una causa unica; ma, l’inflazione, appartenendo alla storia dell’universo, ha molteplici (e spesso inevidenti) cause che la spiegano. In mancanza di una giustificazione possibile, non ci rimane che esaminare, per un attimo, le possibili conseguenze. Il «carrello della spesa» diminuisce e l’inflazione cresce. Non me la posso prendere con una variabile economica. E nemmeno con i proprietari del mio supermercato. Me la prendo col governo, come voleva il vecchio proverbio piove, governo ladro? Io ho un’unica arma, ogni cinque anni, per cambiare le cose: la consultazione elettorale. Saprò approfittarne?
