Medicina di prossimità che cura e si prende cura
Giovedì 24: Un momento di riflessione e di festa per la sanità calabreseIl prossimo Giovedì...

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Massimo Recalcati pone una domanda esistenziale rispetto alla coalizione di centrosinistra. «Il cosiddetto “campo largo” nasce da un’esigenza politica o da un interesse squisitamente elettorale?». Nel suo editoriale – apparso oggi su Repubblica – dal titolo «Un’alleanza “per” e non “contro”», lo psicoanalista milanese, a sorpresa, parla di «ideali», di «ideologie» e «scontri ideologici» e lo fa in un’epoca nella quale di tutto quanto questo non esiste più neanche un’ombra. Le grandi ideologie (o, se vi piace, narrazioni) sono, infatti, tramontate definitivamente con la fine dell’Unione Sovietica, nel 1991. Una volta cestinato il ragionamento di Recalcati, evidentemente del tutto inattuale, resta, però, il serissimo interrogativo che apre il suo editoriale. Traducendo questa domanda in termini (più) moderni, la si potrebbe declinare in diversi modi. «Il cosiddetto “campo largo” nasce da un qualsivoglia motivo adeguato ai tempi che stiamo vivendo o è solamente una scatola vuota?». «Il cosiddetto “campo largo” nasce con il solo contenuto del “Mandiamo a casa la Meloni” o contiene, al suo interno, delle istanze di pensiero forte?». A questo punto iniziano i problemi. Infatti, dal punto di vista esistenziale, al momento, il campo largo non contiene altro che sé stesso. E cioè, la corrispondenza con il perimetro della coalizione di centrosinistra (e manco tutta). Per innestare un’«esigenza politica» dentro questo contenitore (tautologico e autoreferenziale) occorrerebbe rompere il cerchio; svellere il loop. Che cos’è di sinistra, oggi? Una volta dismesse le grandi ideologie del Novecento, che cosa resta? Inoltre, cos’è di sinistra in generale? E che cosa lo è, in relazione alle dinamiche, del tutto inedite, che attraversano il tempo presente? Non appena si fosse trovato questo minimo comun denominatore, occorrerebbe mettere d’accordo Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli e, forse, Renzi… Oppure? Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli e forse Renzi dovrebbero proporre (a priori, potremmo dire) una loro propria posizione politica (sempre afferente a quell’oggetto misterioso che è il campo largo) e, partendo da quelle rispettive ottiche, con un’operazione di brainstorming, qualcuno dovrebbe trarre una sintesi… L’armonia rispetto ai tempi che stiamo vivendo non può certo ridursi a uno slogan o a una serie di slogan. Serve un’analisi corretta, servono gli intellettuali. La politica non può fare a meno della cultura. Ma dove sono, oggi, gli intellettuali di sinistra che sono disposti a mettersi a disposizione del campo largo?
