Medicina di prossimità che cura e si prende cura
Giovedì 24: Un momento di riflessione e di festa per la sanità calabreseIl prossimo Giovedì...

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di Nadir Masuero
Laika – artista di strada anonima, italiana, riconoscibile per la sua maschera bianca – torna a far parlare di sé nella Capitale con un nuovo ed emblematico progetto. La sua identità celata dietro a una maschera bianca e a una parrucca rossa continua a catalizzare l’attenzione collettiva sui muri urbani e all’interno degli spazi espositivi. L’esposizione romana rappresenta ad oggi il rientro da un viaggio americano: statunitensi le opere che stanno per essere esposte nella Capitale dopo la creazione estera.
Intitolato “The Collapse of Democracy – States of Injustice: Chapter 2”, aperto dal dieci ottobre alla galleria Rosso20sette di Roma, l’evento affonda le sue radici nell’urgente necessità di smascherare le macroscopiche contraddizioni di una nazione che si autocelebra come faro globale di democrazia: l’America. Le nuove opere in mostra invitano lo spettatore a riflettere profondamente sui meccanismi di potere e sulle ingiustizie sistemiche che affliggono la società contemporanea. Ogni creazione visiva funge da forte richiamo alla responsabilità collettiva e alla difesa dei diritti umani fondamentali.
Un Trump denudato in The King is Naked, una tesla in fiamme in Burn, Testa Burn, poi Rosa Parks e Martin Luther King sonosolo poche delle immagini presentate in mostra: l’autrice utilizza la propria ricerca espressiva non solo per denunciare le derive autoritarie, ma anche per offrire uno spazio di riscatto alle categorie più vulnerabili e dimenticate. I vicoli e le sale espositive diventano luoghi di dibattito aperto, dove la cittadinanza attiva può riscoprire il valore fondamentale della protesta e del dissenso costruttivo.
Attraverso questo percorso espositivo, l’artista ribadisce il proprio ruolo di pungolo critico nei confronti del potere e delle istituzioni sorde alle istanze della comunità. La mostra si propone come un’esperienza immersiva in grado di interrogare il visitatore sulla tenuta dei sistemi democratici moderni e sul futuro della giustizia sociale. Chiunque visiti l’allestimento romano potrà cogliere l’essenza di una militanza artistica che non accetta compromessi e che punta a lasciare un segno indelebile nel dibattito pubblico.
