IdeocoopSpazio Open
Reverendo Frank Reverendo Frank Corvo rosso Corvo rosso Occhio al Degrado Occhio al degrado
Università mediterranea

INDAGINE SU CARTESIO

L’editore palermitano Sellerio ha appena pubblicato Cartesio. Una stanza in Olanda, opera dello scrittore francese Pierre Bergounioux. E, fin qui, abbiamo i geografici Palermo, la Francia e l’Olanda – ma anche una metafisica «stanza». Geneviève Rodis-Lewis ha scritto che «Su una vita di quasi cinquantaquattro anni, Descartes, oltre al primo soggiorno a Breda durato quindici mesi, è rimasto in Olanda dalla fine del 1628 fino al settembre del 1649, con solo tre viaggi di qualche mese in Francia, nel 1644, nel 1647 e nel 1648«. Ci è rimasto, insomma, per ben 21 anni. Roberto Esposito, nel suo bell’articolo, apparso sul quotidiano La Repubblica il 25 ottobre 2026, si chiede: «Cartesio arriva nei Paesi Bassi dopo aver peregrinato a lungo per l’Europa, alla ricerca di qualcosa che sembra sfuggirgli. Ma cosa?». La motivazione dello spostamento è geografica oppure è metafisica? Occorre sentire Cartesio stesso. Il filosofo, infatti, scrive, in una lettera, datata 18 giugno 1629, a Jean Ferrier che «Non oso tuttavia pregarvi di venire qui, ma vi dirò chiaramente che se ci avessi pensato quando ero a Parigi, avrei tentato di farvi venire; e se voi foste coraggioso abbastanza da affrontare il viaggio per venire a trascorrere qualche tempo con me nel deserto, potreste esercitarvi a vostro agio». E, sul finale, scrive ancora: «Quanto a me, mi trovo così bene qui, che non penso di allontanarmi ancora per molto tempo». Il luogo, dunque, è un deserto; l’umore è gaio; e, la metafisica? Continua ancora Esposito: «Ciò che comincia a delinearsi, dopo l’illuminazione della notte tra il 10 e l’11 novembre 1619, è un’idea radicalmente nuova». Partendo dall’esistenza (che Cartesio – diversamente da noi contemporanei, dotati di un’ intelligenza fattasi ormai del tuttoartificiale – dà per scontata) arriva, niente meno, alla giustificazione di tutto quanto il mondo, attraverso pensieri chiari e distinti che pensando si accorgono, giustappunto, di esistere. Fondando la modernità filosofica, Cartesio fonda, così, nello stesso tempo la modernità tout court. Dunque? Occorreva un deserto, un umore gaio e una filosofia, abbastanza scolastica (a dire il vero), da catastroficamente decostruire, per ottenere una metafisica inedita. Un deserto geografico è cosa triste. La catastrofe, del resto, non penso che possa essere mai allegra. Perciò, la modernità ha avuto bisogno di una gioia e di due tristezze. Si tratta di un gesto alla Prometeo; coraggio, audacia e assoluta fiducia nei propri mezzi. Per incazzarsi c’era stato bisogno dell’Olanda e di Aristotele, in quanto nemico. La terra dei tulipani andava davvero bene come location...

Ricerca Avanzata

Cerca negli archivi per data, categoria e testo.

Torna in alto