A bocce ferme si ragiona molto meglio. Martedì 12 marzo (a due giorni di distanza dall’infausto esito elettorale abbruzzese), Elly Schlein viene intervistata da Giovanna Vitale per le colonne de «La Repubblica». Il titolo dell’articolo è abbastanza eloquente: «Non demordo batteremo Meloni. Se restiamo uniti ce la giochiamo».
Estrapolo alcuni passaggi rilevanti dell’intervista; la segretaria del PD dice: «Riusciremo a costruire l’alternativa alle destre, in vista delle prossime scadenze elettorali: una coalizione che si confronta e si unisce attorno a un progetto comune e a candidature credibili»; «La strada è tracciata»; «Noi siamo testardamente unitari»; «Dobbiamo puntare a una coalizione ampia e soprattutto coerente, in grado di fissare priorità comuni sui temi» e, infine: «E’ un fatto matematico, prima ancora che politico».
Da queste precise dichiarazioni emergono alla fine due «punti»: la sconfitta in Abbruzzo non è stata indicativa di una possibile sconfitta del «campo progressista» finalmente unito e c’è la necessità di realizzare una specie di «somma algebrica» delle varie forze del centro-sinistra intorno a un «progetto comune» che sarebbe quello che in filosofia viene chiamato il telos (cioè: il fine, lo scopo, il significato, ciò che dona senso; Talete di Mileto avrebbe detto: l’archè) che doni «coerenza» alle vare proposte politiche oggi diversificate fra un centro liberale alla Matteo Renzi e una «sinistra» (sia pure «italiana») un pochetto radicale alla Fratoianni e Bonelli (in aria estiva di «cocomero»).
Dunque? L’ipotesi del «campo progressista» è ancora «spendibile» se si trovano: 1) un telos; 2) un accordo e 3) la «coerenza» dei vari innesti (gli addendi da sommare devono essere «omogenei»; ci vuole «buona volontà» e «coraggio» (oltre che «forza d’animo») per smussare gli «angoli» che dividono PD, M5S, Renzi, Calenda, Fratoianni e Bonelli, +Europa e le altre (eventuali) «forze progressiste». Partiamo dal telos: il «progetto comune» si rifà a quello che potrebbe ancora rappresentare e essere una «sinistra» in Italia oggi. Elly Schlein dice ancora: «Sono sempre stata convinta che ai cittadini interessino le cose concrete, in grado di offrire risposte ai loro bisogni».
La Meloni recentemente ha accusato la Schlein di «Offrire utopie, mentre il mio partito offre cose concrete». Dunque esiste un certo fraintendimento e, come direbbe uno psicanalista lacaniano e recalcatiano da quattro soldi: qui qualcuno «Ha un problema con la realtà». Da una parte e dall’altra si rivendica una certa precipua attenzione alla «realtà» e si accusa, allo stesso tempo e nello stesso modo, l’avversario di dedicarsi, invece, ai «sogni». Evidentemente il problema è grosso; è un problema addirittura ontologico: «Cos’è la realtà oggi in Italia?». La questione del telos è dunque dirimibile e individuabile se sia le forze della «destra-centro» e se sia le forze del «centro-sinistra» si mettono d’accordo su «che cos’è la realtà» (sociale e politica) oggi in Italia.
Per ambedue le forze, infatti: sembra, attraverso le loro rispettive politiche di non fare altro che «Venire incontro ai bisogni della gente». La questione del telos resta dunque impregiudicata. Rimangono in piedi le questioni dell’«alleanza» e della «coerenza»: facilmente risolvibili: ci si mette «insieme» in una larga coalizione cercando non di creare tutto questo «campo progressista» con la mission di nascere «contro» qualcosa; ma con quella di essere «per» qualcosa. Ma essere «per» qualcosa (il «per», in definitiva, è solo un machiavellico «mezzo») è «qualcosa» che deve stare di necessità sempre in rapporto a un determinato «fine» (un telos, appunto…); infatti un «mezzo» non sarebbe affatto tale se non ci fosse un «fine» cui esso fa riferimento … Dunque tutto si riduce a quei «problemi con la realtà» italiana che sembrano avere sia Meloni che Schlein! Ora, la «realtà» (qualsiasi cosa essa sia) la si analizza secondo uno preciso schema: i «problemi» vanno da una parte e le «risorse» dall’altra.
Dunque non resta che formularci due domande (da elettori): 1) le politiche messe in campo da Meloni e soci nascono e sono nate da una corretta valutazione della «realtà» italiana in questo momento? 2) La proposta di Schlein e soci nasce da un corretto apprezzamento della «realtà» italiana in questo momento?