Medicina di prossimità che cura e si prende cura
Giovedì 24: Un momento di riflessione e di festa per la sanità calabreseIl prossimo Giovedì...

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Strana storia quella del Forte Siacci.
L’imponente struttura negli ultimi 4 anni a causa di lavori, le occasioni per visitarne l’interno si sono ridotte, quasi annullate. L’eterno cantiere che impedisce le visite ha trovato delle pause solo in concomitanza con la Biennale dello Stretto. Tra le cose meritorie di quell’evento va ascritta anche il conferire temporanea fruizione a questa opera magnifica. In occasione degli eventi d’apertura dell’ ultima biennale ho deciso di fare un salto per dare un’occhiata a questo gigante che insieme al gemello Masotto costituiscono le opere permanenti ottocentesche più imponenti dello Stretto. La necessità della ricerca mi ha spinto a fotografare le ultime iscrizioni graffite sui muri del forte, voci dirette dei giovani italiani che dagli ’90 dell’ 800 fino al 1943 (talvolta anche dopo ma a me interessano meno) si sono susseguiti in una catena lunghissima di reparti, gradi e specialità. Un filo che ci permette ancora oggi di entrare in contatto con questi ragazzi che attraverso questo sistema hanno fatto pervenire il loro ricordo e qualche pensiero. Avviandomi all’uscita ho deciso di fare un salto per fotografare le pitture degli alloggi ma questo oggi non è più possibile. Quei colori tramandati nel tempo che abbellivano alcuni ambienti donando maggiore fascino oggi non esistono più. Una mano degna dei più agguerriti talebani ha deciso di dare una passata di bianco su tutto. Qualcuno ha deciso che non andavano più tramandati alle generazioni future. Qualcuno ha deciso che la memoria va custodita con scelte arbitrarie e dannose per il bene comune. Qualcuno ha deciso e forse ha scelto male. Qualcuno ha deciso senza chiedere parere soprattutto perché nel tempo, su queste preziose strutture, si è deciso di dare ascolto a storici Walt Disney e a esperti nominati motu proprio.
Non mi stupisco…
Fa solo male vedere la sofistica e la retorica al potere senza un briciolo di competenza e studio. Prima che l’onda talebana colpisca ancora, amici, continuate a fotografare gli interni del forte. Oggi nulla sembra essere più al sicuro. In foto l’ impietoso confronto tra il prima e il dopo e una voce dal passato.
