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ANALISI DEL VOTO

di Pasquale Andiloro

Il centrosinistra Calabrese ha perso male le ultime tre elezioni regionali senza essere stato mai in partita. Ha perso anche le elezioni di secondo livello e cioè le elezioni provinciali e metropolitane di tutte e 5 le province (anche di Cosenza dove possedeva lamaggioranza assoluta degli amministratori).

Il PD ha perso, dopo la lunga parentesi di Giuseppe Falcomatà, la città di Reggio Calabria, la città di Crotoneed anche Rende dove è riuscito persino a litigare con unafigura straordinaria come Sandro Principe, fondatore del PD, che ha poi stravinto a furor di popolo le elezioni lasciando al Pd appena il 6%.

In questo modo, perdendo non solo contro il centrodestra ma anche contro una parte della stessa coalizione di centrosinistra, il Pd ha perso anche importanti Comuni come Paola, Trebisacce e Villapiana (per limitarci a Cosenza) in una storia di frazionamenti e lacerazioni, per arrivare alla comica del Consiglio comunale di Cosenza dove esistono 2 gruppi Pd, uno in maggioranza e l’altro all’opposizione!

Eppure nel territorio regionale alle ultime elezioni politiche del 2022 la somma di PD, M5s, Azione-Iv, DeMagistris superava la maggioranza assoluta e precisamente il 53,22% dei voti alla Camera e analogo risultato ottenevano le forze del centrosinistra al Senato!

Alle ultime suppletive a Reggio il candidato Benedetto ha perso in malo modo, raggranellando appena il 36%. Rispetto al risultato del 2022, dato dalla somma dei candidati del centro sinistra dello stesso collegio, se si vuole fare un confronto matematico, ha perso 12,16 punti percentuali.

Se invece si vuole fare una valutazione politico-elettorale, è innegabile come il candidato del PD non sia mai stato in partita, nonostante avesse di fronte un candidato paracadutato ed interposto come Roscioli (residente a 800 km di distanza) che ha limitato le sue apparizioni a brevi e garbati cenni di saluto.

È difficile non riflettere sul patto che nemmeno nel caso di una elezione dove il centrodestra corre sostanzialmente senza candidato, si spacca ed oltre il 10% della destra si presenta autonomamente, lo schieramento guidato dal PD sia minimamente competitivo. 

Numericamente il 36%, ottenuto con un’affluenza del 22%, equivale in termini reali al 7,92% dei votanti e cioè ad appena 27511 votanti. In un’elezione cui ha partecipato soltanto il 22% degli aventi diritto al voto,Roscioli ha vinto con 38 mila voti e il Pd non è riuscito a mobilitare su Benedetto che appena 27 mila votantinonostante la crisi della sanità regionale, il caro carburante, la disoccupazione giovanile, il costo della vita e perfino il video in inglese del candidato che forse avrà dato i suoi frutti in Nordamerica!

Sarebbe bastata la mobilitazione della base o di una parte dell’elettorato di sinistra ma evidentemente nessuno ha creduto alla proposta ed alla candidatura. 

È visibile una crisi di credibilità generale su cui sarà bene riflettere tutti al più presto.

Non basta fare grandi tavoli con decine di sigle più o meno fittizie. Il grande tavolo messo su nelle ultime elezioni contava una ventina di sigle che quindi nella media hanno portato uno 0,5 % l’uno!

Sembra però dalle dichiarazioni post elettorali che il Pd sia soddisfatto del risultato e che difenda la scelta del candidato, Benedetto come civico pur essendo stato consigliere comunale proprio del PD e direttore generale del Gom nominato da Oliverio!

Pare anche che la colpa della sconfitta (o del sostanziale successo) sia da addebitarsi al disimpegno di Falcomatà,reo di essere stato alquanto freddo verso il candidato. Già qui ci sarebbe da rilevare come Falcomatà, che è bene ricordare ha sempre vinto ogni elezione cui ha partecipato, difficilmente possa essere il colpevole delle comunali (da non candidato) e delle politiche (da freddo sostenitore) giacché se cosi fosse ci si dovrebbe domandare come sia stato possibile che un leader politico, così forte da determinare da solo la sconfitta in un’occasione così ghiotta, non sia stato ascoltato al momento della candidatura.

È realmente incomprensibile per chiunque la logica che viene adottata.

È risaputo come Falcomatà fosse assolutamente impossibilitato a spendersi per Benedetto per il semplice fatto che lo stesso è ritenuto dalla intera famiglia Falcomatà responsabile per negligenza ed imperizia della morte di Rosetta Neto, moglie del compianto Italo, che ha subito un drammatico calvario, durato mesi nel reparto diretto da Benedetto e sul quale sarà presto la Magistratura a dover fare le valutazioni e i giudizi.

Come sia stato possibile che dirigenti assennati non abbiano minimamente capito il disagio e la pressione umana e psicologica che facevano ricadere su Giuseppe Falcomatà, sulla sua famiglia, sugli amici di Rosetta (che sono tantissimi a Reggio) e non comprendano ancora oggi l’errore madornale che hanno commesso e che si ostinano a reiterare con dichiarazioni risibili ed argomenti a dir poco sconcertanti.  

Chi ha vissuto o seguito la triste vicenda ne è uscito scosso e segnato, tale vicenda è nota a molti ed ha fatto scalpore in città.

Un partito che conosce gli avvenimenti e si rispetta,prima ancora di essere amico della verità, si sarebbe interrogato e avrebbe tenuto conto del fatto che Falcomatà non era nelle condizioni di fare a botte per tale candidato. 

Si sarebbe interrogato anche in generale sulla qualità delle proprie scelte.

Avrebbe così evitato di perdere un’occasione straordinaria per tornare a competere invece di cercare a posteriori di ostinarsi nell’errore o di usare tale vicenda come mezzo di lotta interna e distrazione di massa dalla propria evidente debolezza politica ed organizzativa.

Se fosse prevalsa la ragione, sarebbe bastata ancheun’analisi approfondita del profilo del candidato per constatare come avesse già miseramente fallito da direttore generale del Gom così come da consigliere comunale, spesso schierato dalla parte del sindaco della destra di allora e per fatti poco edificanti.

Qualcuno ci ha pensato che anche queste ragioni hanno influito a far crollare il risultato del centrosinistra? O vogliamo ancora raccontarci sciocchezze e inventarci un capro espiatorio per non dire che il partito a Reggio e provincia non esiste salvo rare enclave frutto dell’impegno isolato di singoli?

È vero che la politica è ormai un teatro dell’assurdo ma il PD, che nelle note post voto annuncia retoricamentesempre una ripartenza, dovrebbe cominciare a fare i conti con la realtà ed abbandonare la tentazione di ritenere che gli elettori e i propri sostenitori siano condannati ad essere trattati come imbecilli!

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