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CI DISTRAGGONO CON IL PONTE, CI PRIVANO DELL’ALTA VELOCITÀ: NACCARI SCUOTE I REGGINI

Non ci è dato sapere se gli umarells della reggina area metropolitana hanno già individuato i più adatti luoghi per ispezionare quel cantiere che dovrà, o dovrebbe, veder sorgere il tanto famigerato ponte sullo Stretto.

Di certo, però, l’alba di questo quarto nostro giorno del marzo ’25 ha con sé portato le chiare considerazioni di Demetrio Naccari Carlizzi, raccolte da Piero Gaeta per Gazzetta del Sud.

Naccari, che di Italo Falcomatà fu vicesindaco e che a Italo succedette quale facente funzioni, indica concretamente il… perno grazie al quale dovrebbe movimentarsi ogni discussione inerente il ponte: l’urgenza nostra, di noi reggini, consiste nell’agganciarci all’alta velocità soprattutto verso Nord, perché i reggini per andare a Messina avranno anche in futuro convenienza a traghettare, mentre è basilare riuscire a fare in futuro quello che non si riesce a fare adesso: raggiungere le altre città italiane (es. Roma) nel più breve tempo possibile (meno di tre ore) con la ferrovia. In assenza di un quadro infrastrutturale integrato, avremo, infatti, la marginalizzazione più totale del territorio della provincia reggina, e in particolare del territorio dell’area calabrese dello Stretto e della bassa Jonica.

Ora, però, la domanda spontanea sorge: che c’azzecca il ponte con l’alta velocità? Ebbene, giacché stretto è il legame fra i due fascicoli, al Ministero delle Infrastrutture, attualmente di verde padano dipinto, custoditi, ecco che Naccari puntualizza: innanzitutto, salvo smentite ufficiali, il Ponte allo stato attuale non è collegato con Reggio e nemmeno con Villa San Giovanni. Non nasce, infatti, per collegare le due città (che dovrebbero finalmente iniziare a co-programmare) ma nasce per collegare la penisola con la Sicilia. Non esiste, poi, alcun tracciato di alta velocità che arrivi nella città di Reggio, anzi il futuro tracciato si immetterà sul Ponte in quota. Sarà almeno complicato servire con l’alta velocità la stazione centrale di Reggio. Probabilmente occorrerà individuare un luogo tra Gioia Tauro e Bagnara dove si raccorderà il Ponte con l’alta velocità.

Insomma, a quel che stiamo comprendendo, il Ponte sullo Stretto consentirà, grazie al programma dell’Alta Velocità Ferroviaria, di raggiungere il Nord dal Sud e viceversa, o meglio, il Nord dalla Sicilia e viceversa in maniera… veloce. E Reggio Calabria? Se il Ponte non nasce per unire Messina a Reggio – tuona Naccari – per coloro che vivono nell’area reggina il programma dell’Alta Velocità sarebbe una vera e propria beffa, se la scala locale della mobilità non fosse integrata con la scala nazionale, determinando una sorta di “taglia fuori” per i territori a valle del Ponte, cioè quelli della provincia di Reggio. E aggiunge: perché il Ministro delle Infrastrutture afferma che con il Ponte si potrà andare da Reggio a Messina in dieci minuti di treno? La comicità involontaria di tale affermazione è indicativa di una evidente assenza di analisi della mobilità nell’area reggina, che invece il Ministero, la Regione e gli enti locali devono offrire compiutamente al Ministro. Nemmeno è noto se si sia almeno pensato alla collocazione della stazione ferroviaria dell’alta velocità a Reggio Calabria. Integrare il territorio reggino con il Ponte – ribadisce, Naccari, con forza – significa agganciare l’alta velocità soprattutto verso Nord.

E a questo punto entrano in gioco le amministrazioni locali che – sottolinea Naccari – hanno un compito importantissimo: devono raccordarsi con i piani nazionali (anche quelli che non condividono) e richiedere al Governo nazionale ed al Governo regionale di completare la programmazione, senza fermarsi alla logica della scala nazionale.

E se a Messina, chiosa Naccari, si discute da tempo di opere compensative e di connessione della città con la rete ferroviaria (sono previste diverse stazioni che, qualunque sia l’evoluzione dei lavori sull’opera del Ponte, resteranno patrimonio infrastrutturale del territorio), nella nostra Reggio, già sconnessa con l’autostrada – infatti a Reggio l’A2 non arriva, si ferma a Villa San Giovanni – manca persino la progettazione della nuova tangenziale Campo Calabro-Pellaro che il sottosegretario Luigi Meduri aveva finanziato nel 2008 per il primo stralcio, ed era pure nei piani dell’Anas.

Insomma, conclude Naccari, a Reggio manca la progettazione della stazione di collegamento con l’Alta Velocità, e con il Ponte, che dovrebbe essere realizzata in quota per connettersi proprio col Ponte e ricevere il flusso di passeggeri della jonica. E la stazione centrale, che già oggi è un pallido ricordo dell’importante snodo ferroviario del passato, non essendo destinata all’Alta Velocità, che viaggerà in quota, ha già di fatto liberato le aree delle Ferrovie del centro, che potrebbero essere destinate a opere urbane per dotare la città di importanti infrastrutture oggi mancanti.

Pertanto, a quanto pare, a noi abitanti delle Terre dell’area reggina non resta che raggranellar quattrini per compiere l’unico utile investimento: un asinello, destinato a trasportarci di qua e di là. Non inquina, mangia quel che gli propiniamo noi, soprattutto s’adatta ad ogni tipologia di strada. E salta le buche, così da non crear fastidi agli zoccoli suoi…

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