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De Luca presenta gli Appunti di un amanuense: la calligrafia incontra il ricordo di Napoli 

Di Nadir Masuero 

All’evento “La parola che illumina”, tenuto a Fontana di Trevi con Erri de Luca, la scrittura manuale rappresenta un pilastro insostituibile per la crescita intellettuale e la conservazione della memoria creativa. Attraverso “Appunti di un amanuense”, Erri De Luca lancia un messaggio che invita a riscoprire la gestualità artigianale che accompagna la nascita di ogni storia. Il celebre autore partenopeo quisottolinea come il contatto fisico con il foglio permetta di radicare i pensieri in modo profondo, restituendo al flusso creativo un ritmo intimo e ponderato. Questo costante richiamo alla carta diventa un vero e proprio manifesto poetico in difesa della grafia tradizionale, minacciata dall’avanzata inarrestabile dei supporti tecnologici.  

Attraverso i ricordi d’infanzia legati ai primi esercizi calligrafici si rievocano dettagli emotivi indimenticabili. L’immagine delle vocali tracciate con cura sui quaderni scolastici riporta alla luce le diverse estrazioni sociali dei bambini napoletani dell’epoca. Mentre alcuni alunni disponevano di carta assorbente per asciugare l’inchiostro fresco, gli studenti provenienti dalle famiglie più umili dovevano soffiare delicatamente sulle pagine per evitare sbavature. Tali gesti quotidiani rendevano l’atto dello scrivere una vera e propria esperienza sensoriale, imprimendo nel carattere di ciascun giovane il valore della pazienza e della dedizione.  

Nel processo discorsivo di Erri De Luca scopriamo che la tecnologia subentra soltanto in una fase successiva e del tutto marginale. La stesura originaria prende forma interamente a mano, per poi essere ricopiata con scrupolo artigianale prima della trasposizione digitale. La successiva digitazione a due dita sulla tastiera rappresenta un mero passaggio tecnico di trascrizione. Questo approccio dimostra come l’elaborazione letteraria più autentica necessiti della lentissima maturazione garantita dalla penna, capace di registrare il tremolio della mano e le imperfezioni organiche dell’inchiostro. 

L’evento di presentazione del brano si è trasformato in uno suggestivo spettacolo culturale. Nella scenografica cornice di Piazza di Trevi a Roma, la lettura interpretativa curata dall’attore Luca Ward ha dato voce e corpo alle parole dello scrittore. L’esperienza artistica è stata ulteriormente arricchita dalle proiezioni luminose di Marco Nereo Rotelli, che ha impresso le frasi celebri sulla celebre fontana attraverso sofisticati giochi di luce. Questa fusione tra letteratura, recitazione e installazioni visive ha mostrato come il fascino ancestrale della calligrafia possa dialogare perfettamente con i linguaggi multimediali contemporanei. 

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