Il sole è alto e bacia i pellegrini che, in silenzio, arrivano a rendere omaggio ad un luogo ferito, ferito nell’anima e che, prova –come ogni volta- a risorgere dalle sue ceneri. Il Parco Ecolandia, mostra ancora una volta la sua forza e, con esso, l’amore che un intera comunità sta dimostrando. Nel tragitto che porta all’interno del Parco, la mente non può far a meno di pensare a quello che è accaduto nella notte tra il 6 e il 7 aprile; un incendio ha letteralmente divorato i locali della direzione, cuore pulsante dell’attività del Consorzio Ecolandia, soggetto gestore del Parco. Non si conosce ancora la natura dello stesso. I Vigili del fuoco stanno lavorando per venirne a capo. La direzione non ci ha pensato su nemmeno un attimo a creare un momento di condivisione e reciproca solidarietà. Aderente alla rete promossa dall’Associazione Libera “La libertà non ha pizzo”, di cui fa parte il Consorzio Ecolandia, ha nei suoi dieci anni di attività trasformato il Parco da luogo vandalizzato e abbandonato a luogo significativo e eccellenza del Sud Italia. Nel silenzio di un pigro sabato pomeriggio nella collina di Arghillà, risuonano le note degli artisti che hanno subito aderito all’iniziativa, mentre con voce decisa, vengono letti i messaggi di solidarietà arrivati da ogni parte d’Italia. Ogni angolo del Parco, è invaso da gruppi di persone: scout, famiglie con bambini, politici e semplici cittadini, innamorati del Parco accorsi per consolare un luogo ferito e “dirgli” che, come ha sempre fatto: “si rialzerà più forte di prima”. Le pareti annerite dal fumo degli uffici amministrativi, con pennarello in mano, sono tantissimi quelli che lasciano una sigla, un pensiero, un cartello che testimoni la loro presenza e vicinanza; perché, come scritto a grandi lettere viola su una parete, qui è “vietato calpestare i sogni”.

“Penso che il tema vero di oggi – dichiara Tonino Perna, già presidente del Parco – sia che la città non ha spazi belli da vivere come questo, che è tenuto come è tenuto. Qua ogni giorno si taglia l’erba, si mette l’acqua, ma poi viene anche animato perché vengono le scuole. Ieri son venuti da Catania per dire. Cioè vengono le scuole da varie parti e potrebbe avere anche molto di più, ecco se avessimo diciamo anche risolto i problemi burocratici”. Problemi di competenze e di confini se vogliamo, visto che l’area è divisa tra Demanio e Comune di Reggio Calabria. “È un problema loro, devono risolvere loro il problema. Noi non dobbiamo fare nulla. Noi semplicemente dobbiamo lavorare perché qua dobbiamo mantenere dieci persone, un contratto regolare a tempo indeterminato, non so se mi spiego qual è il costo, e quindi abbiamo bisogno di lavorare”. “Ci sono centinaia e centinaia di giovani, tante persone, tante associazioni, tanti che ci hanno fatto pervenire il loro incoraggiamento dai livelli nazionali. Sono veramente tante organizzazioni anche importanti. Eh cosa le debbo dire – dice il presidente del Parco Gianni Pensabene -, non siamo stupiti del fatto che siano venuti in tanti, perché la gente sente questo parco come suo, lo sente un luogo loro, vengono per portare i loro bambini, perché è un luogo all’aperto, non ci sono strade, i bambini sono al sicuro, possono passare una giornata lieta. È un parco che si affaccia sullo Stretto di Messina in uno dei più bei panorami e dei più bei paesaggi che la città può offrire. Un luogo forse ancora sottovalutato, ma è anche un luogo simbolico perché è un momento di bellezza all’interno diciamo di un quartiere che è un po’ in difficoltà quindi c’è una ragione profonda dell’essere qui e del continuare a lavorare e a coltivare quel sogno che una bella squadra di persone ha coltivato per tanti anni”.

Ha voluto essere presente anche il primo cittadino, Giuseppe Falcomatà che non si è detto sorpreso della massiccia presenza al Parco. “La città ha risposto sempre quando è stata attaccata, quando ha sentito di subire un torto rispetto a qualcosa che fa parte di sé, ed Ecolandia evidentemente lo è. Ecco perché io nel mio intervento parlavo di beni comuni non semplicemente di beni del comune. La città checché qualcuno ne vuole dire non è affatto morta, è viva in tutte le sue pieghe e i suoi risvolti sociali, culturali, sportivi, associativi. Insomma qui c’è tanto della città, non c’è tutta la città, ma c’è tanto ed è davvero un’ottima risposta. È bello vedere questo parco vivo e vissuto”. «Quello che è stato distrutto, noi lo ricostruiamo. Forse questa è la parte più facile –prosegue il Sindaco- la parte meno romantica, la parte dovuta, la parte più fredda forse. Perché è anche dovere di un’amministrazione ricostruire laddove si è distrutto, ma la ricostruzione non è solo cemento e mattoni, la ricostruzione deve essere un moto di orgoglio. Questo evento negativo possa essere la scintilla che ci fa rendere conto di tutta la bellezza che abbiamo intorno, che spesso diamo per scontata e che, invece, è frutto da un lato della fortuna di essere nati in questa terra, dall’altro dello straordinario lavoro di chi come il consorzio Ecolandia da sempre non lo ha soltanto manutenuto e tenuto vivo, ma lo ha implementato di attività, lo ha curato, lo ha riempito di contenuti, insomma ha fatto di Ecolandia quello che è oggi. Questo è lo straordinario lavoro e la risposta non deve essere soltanto quella che parte dal momento emozionale. La risposta migliore è quella che questo parco sia così sempre ogni giorno”. Si riparte con più voglia di prima, grazia all’aiuto di tutti, è stata anche avviata come ricorda Laura Cirella, presentatrice dell’evento “una campagna di crowdfunding con un invito a scansionare il Qr code per poter contribuire alla ricostruzione, ed è stata avviata una raccolta fondi posizionando una cassetta delle offerte nella biglietteria del Parco che da lunedì, resterà aperto”.
