Costruisci il tuo futuro nel cuore dello Stretto: perché scegliere Giurisprudenza alla Mediterranea
Scegliere il proprio percorso universitario significa fare una scommessa sul futuro. In un mondo del...

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(Da laNovità.it)
Il Sistema Bibliotecario Vibonese è al collasso. L’articolo apparso oggi sulla Gazzetta del Sud ha messo in evidenza la drammatica situazione di un ente culturale che, nonostante le molteplici difficoltà economiche e istituzionali, continua a sopravvivere grazie all’impegno di pochi volontari. Tuttavia, la mancanza di risorse economiche, di una leadership stabile e l’assenza di supporto da parte delle istituzioni hanno portato questa realtà culturale a un passo dalla chiusura definitiva.
In questo contesto, riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera dell’ex direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, Gilberto Floriani, recentemente coinvolto in una controversa vicenda giudiziaria, che fa chiarezza su alcuni aspetti della crisi.
Lettera di Gilberto Floriani
“Vorrei dire qualcosa in merito a un articolo di oggi sulla pagina di Vibo Valentia della Gazzetta del Sud riguardante il Sistema bibliotecario, senza entrare in alcun modo sulla vicenda giudiziaria che farà giustamente il suo corso.
Una prima osservazione riguarda i debiti di questa istituzione, essi aumentano ogni volta che viene scritto un nuovo articolo. L’unica cifra certa è quella deliberata dal comitato di gestione sotto la presidenza Signoretta con tanto di certificazione da un revisore dei conti. E anche su questa ci sarebbe da discutere perché fondata, almeno per quanto riguarda il comune di Vibo, su richieste da verificare; mi pare anzi che sulla questione sia in atto un contenzioso per arrivare a una definizione.
L’altro aspetto che vorrei precisare è che il Sistema bibliotecario istituito dalla Regione sulla base di una legge, è un’associazione con personalità giuridica pubblica, per come da vari pareri espressi, tra i quali ultimo quello dell’avvocato Domenico Sorace. È necessario altresì ricordare che pochi degli enti partecipanti all’associazione hanno le carte in regola, in particolare lo possono fare solo quelli che hanno regolarmente pagato la quota di adesione.
Ricordo che il comune di Vibo non lo ha mai fatto, che la provincia a causa del suo dissesto è riuscita a far volatilizzare più di 300.000 euro di quote non versate e che la Regione Calabria a partire dal 2008 ha smesso di erogare il sostegno alle spese di funzionamento del Sistema previsto dalla legge e dagli strumenti istitutivi. L’ultimo contributo concesso fu di 50.000 euro, moltiplicatelo per il numero di anni e si potrà vedere quali sono le responsabilità della Regione nel default del Sistema.
Un’ultima considerazione: non si fanno le nozze con i fichi secchi, le istituzioni culturali costano. Il Sistema con la indiscutibile valorizzazione del sito di Santa Chiara, con la sua grande biblioteca, il cui valore monetario può essere stimato a oltre un milione di euro, con le sue infinite attività durate un trentennio e con il festival Leggere & Scrivere, aggiungerei anche con l’ottenimento del prestigioso riconoscimento di capitale del libro, ha cercato con passione e molto lavoro a riqualificare in Calabria e in Italia l’immagine culturale di Vibo Valentia.
Possibile che ora non si riescano a trovare poche migliaia di euro per pagare le utenze? Se tutti pagassero la loro quota di adesione e con un doveroso piccolo contributo di Provincia e Regione in poco tempo si potrebbero ripianare tutti i debiti. Ma forse la città non è interessata alla vera cultura, gli basta solo un po’ di retorica.”
Le parole di Gilberto Floriani offrono una prospettiva più approfondita rispetto a quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, evidenziando non solo le criticità economiche ma anche le gravi responsabilità istituzionali che hanno condotto il Sistema Bibliotecario Vibonese alla situazione attuale. La cultura, come Floriani ricorda, ha un costo, e il disinteresse dimostrato da enti locali e regionali rischia di cancellare una delle poche realtà culturali di rilievo rimaste nel territorio. La speranza è che queste parole possano fungere da stimolo per un intervento deciso e tempestivo delle istituzioni, prima che sia troppo tardi.
