BASTA CON IL PRESIDE MANAGER
di Pierfranco Bruni Ritorniamo sulla questione scolastica. Da decenni mi interrogo sul problema della dirigenza...

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Uno stage di 3 giorni per allievi attori, registi, danzatori, cantanti, artisti del figurativo, musicisti, performer, studenti di università, conservatori e accademie. Appuntamento il 2, 3 e 4 maggio al teatro di Soverato con Michele Monetta, attore, regista, docente della prestigiosa Accademia Nazionale di Arte drammatica Silvio D’Amico di Roma. Il laboratorio “Gioco, spazio e movimento” è organizzato da “Il teatro del Carro”.
Nella tre giorni di Soverato si lavorerà su: arti figurative e movimento scenico, elementi di biomeccanica, corpo, spazio e movimento; i 7 spazi drammatici, gli spazi di relazione, i 4 elementi, la piramide espressiva: pensiero-emozione-forza; coordinazione corporea e giochi di reattività, partitura fisica. Saranno proposte letture da: Copeau, Laban, Artaud, Decroux, Soldati, Barrault e Shakespeare.
Il Novecento è stato il secolo degli esercizi. Un esercizio ha all’interno gli stessi meccanismi drammaturgici di un testo teatrale, esso rappresenta un percorso di conoscenza dei mezzi espressivi dell’attore e del performer. Come in un testo teatrale, una storia o un racconto l’esercizio, che generalmente se ben condotto sviluppa oltre alla tecnica e il controllo anche l’immaginazione, insegna a pensare con l’intero corpo ed ha un inizio e una fine, ma il percorso tra questi due estremi si arricchisce di sorprese, cambiamenti e contrasti. L’esercizio e il lavoro di partitura di un’azione rappresentano principalmente un lavoro su se stessi, i cui risultati possono arricchire e alimentare la qualità dell’interpretazione e della presenza scenica. L’attore, per poter sviluppare ed evolvere il proprio gioco scenico, deve saper governare e guidare tre componenti che coesistono e convivono in lui: pensiero, emozione e forza.
