Costruisci il tuo futuro nel cuore dello Stretto: perché scegliere Giurisprudenza alla Mediterranea
Scegliere il proprio percorso universitario significa fare una scommessa sul futuro. In un mondo del...

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«Celebrando il giubileo d’argento dell’ordinazione episcopale, – si legge nella lettera di Papa Francesco all’arcivescovo Nunnari – ci congratuliamo con te per il tuo fedele Presepe Apostolico, prima presso la comunità ecclesiale di Sant’Angelo dei Lombardi e poi presso la Curia Arcivescovile di Cosenza-Bisignano, con la diligente perseveranza e la provata sollecitudine con cui ha sempre predicato. La verità del Signore nella carità. e per come hai servito Dio in mezzo al popolo, con una testimonianza fedele, e per come hai riempito il suo cuore della consolazione del Signore. Mentre ti manifestiamo il nostro amore con il meglio di tutto quello che si può immaginare, ti impartiamo la nostra benedizione, a te e ai tuoi parenti, chiedendo preghiere per il nostro Ministero Petrino. Firmato, Francesco. Dato a Roma, Laterano, il 4 marzo 2014». Questo il messaggio letto mons. Giovanni Checchinato, al termine della messa nella Cattedrale di Cosenza per festeggiare insieme al clero dell’intera regione i primi 25 anni da vescovo di mons. Salvatore Nunnari. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine e al Sindacato dal 18 luglio 1977, mons. Salvatore Nunnari è stato per ben 12 anni consigliere nazionale della Federazione della Stampa e per 13 anni consigliere del Sindacato Giornalisti della Calabria ricoprendo anche l’incarico di vicesegretario e tesoriere. Il 1° dicembre 2005, insieme a Carlo Parisi e don Pippo Curatola, rimette in piedi la sezione regionale dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, e nel 2023 è tra i fondatori della Figec Cisal, il nuovo sindacato unitario dei giornalisti e degli operatori dell’informazione e della comunicazione. «Venticinque anni di episcopato sono un dono – afferma il presule come riportato da giornalistitalia– sono un dono ma sono anche una responsabilità. Quando penso al mio episcopato, lo penso con un disegno: la mitria e la croce. La croce non va cercata, va accolta quando arriva. L’episcopato segnato dalla croce è come un giardino irrigato che produce frutto». L’omelia, affidata a padre Giuseppe Morosini, arcivescovo emerito della diocesi di Reggio-Bova, parla di lui come di un pastore illuminato ed eternamente presente sulle «barricate della fede». E non solo. Una Chiesa strapiena di fedeli come non mai, per questo importante compleanno, una cerimonia fortemente voluta dall’arcivescovo di Cosenza mons. Giovanni Checchinato che ha presiededuto la concelebrazione; una serata intensa e particolare che, nei fatti, è poi un “percorso indimenticabile” della vita privata di qualunque sacerdote. La sua missione pastorale inizia a Reggio Calabria nel cuore del quartiere popolare di Gebbione, nella parrocchia di Santa Maria del Divin Soccorso dove arriva subito dopo l’ordinazione sacerdotale. Prima vicario cooperatore, poi parroco fino al 1999, e qui diventa una vera icona del quartiere, punta di diamante dei mille problemi della sua gente, ma anche confessore e amico personale dei più deboli.
«Una delle grazie che ho ricevuto nella mia vita, – ricorda don Nunnari – è di aver avuto dei vescovi santi, meravigliosi. Monsignor Ferro mi ha accolto in Seminario, mi ha ordinato prete, di cui ero, come mi scrisse, il suo “diletto figlio”. Il mio padre spirituale fu San Gaetano Catanoso. Mi additò la strada della santità, avrei dovuto essere un prete santo. Porto sempre dentro la consapevolezza della mia debolezza, ma il Signore mi ha usato grazia». Una giornata storica per la vita di don Salvatore.
