Il Partigiano calabrese nella Resistenza: Sebastiano Giampaolo, nome di battaglia “Fiore”
La libertà – sosteneva Ignazio Silone – è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la...

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“Mi chiamo Maris e vengo dal mare” dà il via al Globo Teatro Festival tra riflessioni ed emotività
Un’apertura di grande impatto quella della terza edizione del Globo Teatro Festival: lo spettacolo teatrale “Mi chiamo Maris e vengo dal Mare”, adattamento, regia e interpretazione di Chiaraluce Fiorito, progetto drammaturgico di Melania Manzoni, ha proposto un lungo viaggio emotivo, simbolico e, allo stesso tempo, straordinariamente reale. Andato in scena nel suggestivo palco del Parco Ecolandia, il monologo ha proposto al pubblico presente la storia vera di Maris che, sfruttata, venduta e costretta a prostituirsi, rimane incinta. Il terribile viaggio sul barcone che la porterà in Italia, diventerà l’allegoria di un tormentato cammino interiore dove il naturale sentimento verso quella maternità che vive suo malgrado diviene un conflitto mosso da sentimenti contrastanti di amore e rabbia. Lo spettacolo si sviluppa attorno a una storia che, oltre a raccontare la reale battaglia per la salvezza di Maris (nome di fantasia), vuole essere archetipo di una esistenza tanto attuale quanto antica. La donna piegata, sfruttata, costretta a guardarsi dai nemici che trova anche nella sua stessa casa, viene rappresentata in scena con immediati simboli che, senza interposizione, riportano allo spettatore la proiezione delle condizioni di uno sfruttamento atavico: la rete di pesca, tra tutti, diviene lo strumento di cattura che da concreto si evoca paradigmatico e la danza tribale che muove gesti antichi, li esibisce mai sopiti, come racconti di storie non dette e intuite tramite lo scambio un linguaggio privilegiato.
Lo spettacolo messo in scena da Chiaraluce Fiorito, produzione Retablo, improvvisazioni vocali Giulia La Rosa, avvia un programma fatto di originalità espressiva e sperimentazione, rafforzando la Mission del Globo Teatro Festival, organizzato da Officine Jonike Arti con il supporto del Parco Ecolandia e la direzione artistica e organizzativa di Americo Melchionda e Maria Milasi, che incentiva una riflessione sui percorsi di innovazione nell’ambito del teatro contemporaneo.

