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L’INDAGINE CAMIOLA, EROINA RIBELLE DEL MEDIOEVO MESSINESE

L’Indagine Camiola è un romanzo storico scritto dallo studioso Amedeo Finocchiaro e pubblicato dalla casa editrice calabro-sicula Città del Sole edizioni.

Il titolo dell’opera già risulta indicativo: infatti la parola chiave con cui possiamo definirlo è indagine. Si tratta di un’indagine per scoprire la verità su un caso oscuro: la sorte di questa donna straordinaria per l’epoca dei fatti, vissuta a Messina nella prima metà del 1300, donna bellissima di cui parla Boccaccio nel De mulieribus claris, un’opera composta tra il 1361 e il 1362. In essa l’autore, anticipando alcuni aspetti dell’Umanesimo, compone dei medaglioni su 106 donne famose, sia pagane che cristiane, sia divinità che donne umane, sia della tradizione mitologica che storica. Per essere inserita in quest’opera Camiola deve essere stata una donna eccezionale non solo per la sua bellezza. Ma, come risulta dal romanzo, su di lei cala il silenzio in conseguenza di una vicenda legata ad un membro importante della corte aragonese, il barone Orlando, personaggio anche lui per certi aspetti straordinario, coraggioso combattente, fatto prigioniero durante la battaglia di Lipari in cui gli Angioini sconfissero gli Aragonesi e lasciato in prigionia per parecchio tempo finché proprio la protagonista decide di pagare il riscatto. Ma il conte Orlando non adempie alla promessa di matrimonio e qui si inserisce una reazione di Camiola, impensabile per il tempo, che la porterà alla chiusura nel convento: scelta voluta questa o costrizione dovuta alla sua reazione per aver osato contrapporsi al conte e alla famiglia reale? Tentativo da parte di Don Blasco, il Giustiziere del regno, di soffocare lo scandalo, imponendo la monacazione forzata e il silenzio a tutti? Da questo momento cala il silenzio nelle fonti tranne in un’antica canzone popolare e in uno strambotto.

Il protagonista del romanzo, Manfredi Alagona, viene in possesso dei gioielli che il conte Orlando aveva con sé, quando muore per le ferite riportate in combattimento, e che lui dovrà restituire alla vedova, risposatasi quasi subito. Questi gioielli gli riportano alla mente un antico e confuso ricordo della sua infanzia: ricorda di averli visti indossare ad una donna bellissima. Così, incuriosito, comincia una lunga indagine per rendere giustizia ad una donna dimenticata e per capire le ragioni di un caso molto controverso.

L’indagine si snoda in un contesto storico difficile: le lotte fra Angioini e Aragonesi e fra questi e i baroni ribelli. L’autore, in maniera documentata e precisa, ci fa entrare nelle lotte, nei tradimenti, nelle fragili tregue, negli accordi, nei rapporti difficili fra il Papato e la corte Aragonese, negli intrighi di potere che riguardano tutta la Sicilia, in cui Messina è uno snodo particolare, essendo una città che si è ribellata, controllata direttamente o indirettamente ora  dall’una ora dall’altra parte, ago della bilancia, ma anche città con una vita politica ed economica autonoma, brulicante di navi e di commerci.

Nel romanzo colpisce molto anche la descrizione dei luoghi, così attenta che sembra, leggendo, di vedere i castelli bui e freddi, i fortilizi di difesa, le chiese, le campagne. Soprattutto con amore l’autore ricostruisce l’ambiente messinese del Trecento, attraverso gli occhi pieni di meraviglia del protagonista, durante i due viaggi a Messina nello scontro fra la dinastia aragonese e i baroni ribelli Chiaramonte e Ventimiglia. Sembra al lettore di trovarsi dentro il porto o la cattedrale, di camminare nelle rughe cittadine fra i banchi del mercato, di dominare la città dalla fortezza Mataegrifone sulla rocca Guelfonia, o di vedere il monastero di Basicò, centrale nella ricerca di notizie su Camiola.

La particolare cura con cui l’autore descrive luoghi ed eventi storici rivela la sua passione per la storia siciliana e messinese in particolare, la sua facilità a muoversi fra gli archivi e la ricerca delle fonti storiche, la sua curiosità. Il personaggio protagonista rivela queste qualità nella ricerca di notizie su Camiola, ma anche nell’interpretazione delle fonti, scarse, ritrovate, nei lampi intuitivi, importanti questi in qualsiasi ricerca sia storica che di altro tipo. In questo senso il romanzo risulta anche metastorico, cioè una riflessione sulla ricerca storica e sulle sue caratteristiche.

 Come definire il genere? L’indagine è svolta secondo gli schemi strutturali del giallo, condotto con abilità fino alla conclusione a sorpresa. Ma il genere del giallo non esaurisce le caratteristiche del romanzo. Infatti si può definire anche un romanzo storico, dato che la storia non è solo lo sfondo ma è la sostanza dell’opera. Manzonianamente l’autore inserisce anche documenti e parti di trattati politici dell’epoca. La struttura del giallo, unita alla parte storica, spinge il lettore a proseguire con curiosità nella lettura. Gli indizi che il protagonista via via trova, letterari e non, sono ben distribuiti nel corso dell’opera.

Nel tentativo di rendere la patina medievale, a livello linguistico, l’autore in alcune parti inserisce il linguaggio dell’epoca, misto di volgare siciliano e vocaboli del latino parlato.

Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma non vorrei correre il rischio di annoiarvi, dunque preferisco lasciare al lettore la scoperta del romanzo.

Mi piace concludere evidenziando come questo romanzo sia un omaggio maschile ad una donna eccezionale per quei tempi: bella, decisa, autonoma, capace di intrattenere rapporti economici e bancari, un’eccezione vista la posizione di estrema inferiorità del genere femminile; ma anche un omaggio alla letteratura di Boccaccio.

Concludo questo breve intervento con le parole di Manfredi Alagona : “Camiola nella sua ribellione è una metafora della storia di Sicilia, metafora di una terra in sposa al proprio destino, tradita dai baroni, che precipita verso l’isolamento dall’Europa. E Manfredi capì che qualcosa ancora si poteva fare”.

In questa affermazione c’è l’atavica storia della Sicilia, ma c’è anche il desiderio di fare qualcosa, di non lasciare tutto nel silenzio. Un messaggio valido anche oggi. Infatti in molte parti dell’opera si può vedere in filigrana la storia di oggi.

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