È MORTO MELO FRENI, VIVONO LE OPERE SUE
A casa Freni, a pochi passi dal lungomare di Terme Vigliatore, sulle pareti giaccio istantanee,...

A casa Freni, a pochi passi dal lungomare di Terme Vigliatore, sulle pareti giaccio istantanee,...

Oliverio ha costruito negli anni una produzione letteraria importante, ottenendo numerosi riconoscimenti. Tra questi spicca il Premio Amnesty International, conquistato con l’opera prima “Sulle terre dell’ultimo barone”, pubblicata nel 1985. A questo titolo sono seguiti romanzi come “La Casa dell’Angelo”, “La Collina di Ritani”, “Il Console e il Professore”, “Uccialì il re di Algeri”, “Il Sogno di Annibale” e la raccolta poetica in vernacolo “L’Umpruliata di ’lla sira”.
Con “La Fattoria del vento”, l’autore torna a raccontare una terra affascinante e complessa: le Serre di Isola. È qui che si muovono i protagonisti del romanzo, dentro una storia fatta di legami, contrasti, segreti e speranze.
Al centro del racconto ci sono Renato e Teresa, due figure che trovano la forza di opporsi a un destino apparentemente già scritto. Il loro sogno diventa simbolo di rinascita: una fattoria del vento, immagine potente di cambiamento, futuro e resistenza.
Il romanzo affronta temi profondamente attuali, dal rapporto con la terra alle energie alternative, dalla forza delle scelte alla necessità di difendere il seme della speranza anche davanti alle prevaricazioni.
Con una scrittura autentica e raffinata, Santino Oliverio conferma la profondità della sua voce narrativa e consegna ai lettori un’opera che merita attenzione, capace di parlare alla Calabria ma anche oltre i suoi confini.
