Il Partigiano calabrese nella Resistenza: Sebastiano Giampaolo, nome di battaglia “Fiore”
La libertà – sosteneva Ignazio Silone – è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la...

La libertà – sosteneva Ignazio Silone – è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la...

Che le letture di strada ormai rappresentino un modello di cultura democratico e fruibile, ormai, dopo anni e diverse esperienze, è assodato.
D’altronde, cosa può legare di più la gente che il mangiare e il leggere insieme?
Entrambe le azioni scatenano confidenzialità. E creano legami.
E non solo tra i lettori, perché sul palcoscenico delle letture erranti appaiono attori e figuranti, scenografie ed effetti speciali. E se poi il tema è cult (almeno per noi lettori strani) tutto può accadere.
Può accadere che il migrante tiri fuori dal borsello due fogli di quaderno manoscritti, e ci racconti cos’ha visto in Libia.
Dopo Dante, la migliore descrizione dell’Inferno.
Può accadere che il ragazzo restituito alla vita scriva, e legga, la sua esperienza per scrollarsi di dosso l’odore di morte che per un periodo della sua vita si è appiccicato ai capelli.
Ma adesso è con noi e si chiama Carlo.
Può anche accadere che mentre si legge, una bambina si dondoli sull’altalena. Poi, come qualcuno scrisse, c’è il senso dei luoghi.
Perché la cultura di strada non annoda tra di loro solo i lettori e gli ascoltatori.
Ma le parole lette legano il luogo al lettore.
Le persone diventano ciò che leggono e si fondono con l’ambiente intorno.
Si diventa olmo, come a San Lorenzo, si diventa fiumara, come all’Amendolea.
Si diventa mare, come a Bova Marina.
Però, attenzione, alcune indispensabili istruzioni per l’uso.
Le cravatte sono bandite, perché rischiano di impigliarsi in qualche ulivo, ed impiccare seduta stante il lettore elegante e formale.
Occorre essere disponibili a sedersi ovunque, e quindi rinunciare alle poltrone di velluto rosso scuro delle grandi sale dei grandi eventi.
Per terra, tra le formiche, oppure con la sabbia che ti entra, insieme alle parole lette, nei pantaloncini o gonne. O tutto ciò che vuoi.
Il contatto con la natura è importante nelle letture condivise e collettive, esattamente come il contatto tra i partecipanti.
Da qui la riduzione di eventi previsti a causa della pandemia. Non si può leggere su zoom o su meet. Le letture necessariamente hanno rallentato il percorso, essendo totalmente incompatibili con la distanza fisica.
Ma ne sono avvenute, eccome. Le foto riprendono una lettura collettiva a Gioiosa, presso un parco giochi recuperato e pubblico, dove hanno partecipato con la loro testimonianza tutti gli angoli del pianeta.
E abbiamo letto contro l’odio.
Perché l’odio scompare di fronte alla bellezza. È come il raggio di sole sul vampiro, l’acqua sul fuoco, un bacio mentre si è arrabbiati.
Proseguiranno, le letture, con molta attenzione. Saremo distanti, ma a portata di parola. Magari un po’ mascherati, ma col cuore scoperto.
Prossimo appuntamento in riva al mare, a Bova Marina, la prossima settimana.
Mentre il sole scende.

