Crollo a Pietra Cappa, il Parco dispone l’interdizione di un tratto del sentiero
A seguito di un fenomeno franoso verificatosi nell’area di Pietra Cappa, il Parco Nazionale dell’Aspromonte...

A seguito di un fenomeno franoso verificatosi nell’area di Pietra Cappa, il Parco Nazionale dell’Aspromonte...

di Nadir Masuero
Dichiarata la mobilitazione permanente in otto città
Il diciassette e il diciotto ottobre tra Milano, Torino, Bologna e Roma folle di persone sono scese in piazza per reclamare a voce unanime i propri diritti. Sentite chiamate in causa dalle rivolte europee e dalle mobilitazioni del meridione hanno reclamato il diritto alla vita, alla casa, al salario minimo, all’istruzione, e hanno denunciato il progressivo carovita, il caroaffitti, lo sfruttamento sul posto di lavoro e l’indisposizione statale a colmare le latenze rivolte a permettere il diritto allo studio di milioni di studenti fuorisede. Durante le manifestazioni del milanese, dichiarate pacifiche, gruppi autonomi organizzati hanno fatto ricorso alla violenza per attirare l’attenzione pubblica: decine di negozi saccheggiati hanno dato il via a una guerriglia che dura da almenodue giorni.
Bassissima l’età media dei partecipanti coinvolti nelle tensioni rivoltose: secondo la stima di MilanoToday in 271 fermati ne risultano 220 minorenni; arrestati 32, 23 minori. Le stesse proporzioni, con disordini pubblici di più basso impatto violento, nelle restanti città: nella guerriglia torinese sono stati fermati 12 partecipanti (di cui 10 minori) dopo l’occupazione dei binari di Porta Nuova, per aver fatto irruzione nella sede locale di Feltrinelli, distruggendone gli interni. Intanto, decine di migliaiadi giovanissimi e giovani adulti hanno invaso piazze corsi e vie delle città per far sentire il proprio dissenso pacifico.
Nel caos dell’evento i notiziari focalizzano prima l’attenzione sugli agenti feriti, quattordici in numero, poi sul tentativo di omicidio ai danni di Angelo De Simone, funzionario della polizia colpito da un grosso sampietrino durante la guerriglia milanese. Intanto, il governo richiama il diritto di manifestazione non violenta e condanna il vandalismo, poi convoca un vertice sull’ordine pubblico per arginare e risolvere la situazione. L’opposizione si dichiara pronta a sostituire il governo vigente.
Sui social diventano immediatamente virali i commenti alle riprese amatoriali di locali e turisti costretti ad assistere alla violenza: le immagini di giovani incappucciati che devastano vetrine e negozi si alternano alle riprese dell’utilizzo sconsiderato di lacrimogeni nelle guerriglie di Torino e a quelle delle manganellate su persone inermi nel centro di Milano. I manifestanti si dividono tra partecipanti pacifici che condannano la violenza reclamando i diritti e giovani incappucciati che ammettono di aver creato disordine per attirare l’attenzione pubblica. Non manca, tra questi, una accesa polemica sulle censure televisive e sulla strumentalizzazione dei fatti ai fini propagandistici.
Un’eco delle manifestazioni del ’68 e dei fatti di Genova 2001 risuona in questa ondata rivoluzionaria violenta che sta procurando danni a diverse città europee a partire da Parigi,manifestando il messaggio contro la guerra come causa del caro vita. In attesa di dati aggiornati sui coinvolti e le relative decisioni pubbliche, i presidi si dichiarano in mobilitazione permanente col nome Movimento 17 ottobre e l’appuntamento ad ogni sabato alle 15 in varie città. Gli organizzatori spiegano di agire in risposta a un sistema violento che priva le nuove generazioni del proprio futuro, e di voler procedere fino alla caduta del governo; intanto i negozi restano chiusi e le strade strettamente sorvegliate.
