Costruisci il tuo futuro nel cuore dello Stretto: perché scegliere Giurisprudenza alla Mediterranea
Scegliere il proprio percorso universitario significa fare una scommessa sul futuro. In un mondo del...

Scegliere il proprio percorso universitario significa fare una scommessa sul futuro. In un mondo del...
«Lo spettro del fascismo», il «fascismo eterno» (è il titolo di un saggio di Umberto Eco del 1995), Antonio Scurati – che da anni fa i suoi conti con il fascismo per esaltare e far valere, proprio, quell’antifascismo che ha dato vita alla Carta Costituzionale) – e Umberto Eco ci parlano di qualcosa che ci minaccia, che ci sovrasta, e, nel caso di Antonio Scurati: «ci censura».
Umberto Eco scrive: «Ritengo sia possibile indicare una lista di caratteristiche tipiche di quello che vorrei chiamare l’ “Ur-fascismo”(…). La prima caratteristica di un Ur fascismo è il culto della tradizione. (…) Il tradizionalismo implica il rifiuto del modernismo. L’irrazionalismo dipende anche dal culto dell’azione per l’azione. (…). Nessuna forma di sincretismo può accettare la critica (…)». Antonio Scurati, nel monologo che avrebbe dovuto leggere nel corso della trasmissione di Rai3 «Chesarà» di Serena Bortone ha detto (o meglio: avrebbe dovuto dire…) che il fascismo è stato «un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista». Perché, scusate … Che cosa è stato il fascismo? Certo, come ci ha insegnato Eco: il fascismo non «può accettare la critica»; quella roba lì che il filosofo Diego Fusaro in un suo libro scritto per la casa editrice Einaudi nel 2017 chiamava: «Pensare altrimenti». Scriveva allora Fusaro: «L’ordine dominante non reprime, oggi, il dissenso.
Ma opera affinché esso non si costituisca». Giorgia Meloni, oscura (Scurati)? Condanna? Stigmatizza? Critica? Deplora? Abbuia? Offusca? Scurisce (Scurati)? E «lo spettro del fascismo» – appunto perché «spettro» dunque «eterno»- non è certamente quello «spettro» che si aggirava «per l’Europa» nel 1848 (il comunismo di Karl Marx e Friedrich Engels) ma, appunto e viceversa: il suo contraltare postmoderno del 2024: il «fascismo eterno» 2.0, dell’intelligenza artificiale, dell’algoritmo, dei Nativi Digitali, della globalizzazione, del cambiamento climatico e delle guerre Russia-Ucraina, Islam-Hamas eccetera eccetera … Ma stiamo parlando di uno «spettro» non di qualcosa di reale. Antonio Scurati ha individuato la presenza di questo «spettro» ed è stato «censurato». Dunque chi lo ha censurato ha avuto paura non di qualcosa di reale, ma di uno «spettro» – e in questo è stato certamente in buona compagnia perché anche la Sora Cecia e la Casalinga di Voghera hanno sicuramente «paura degli spettri».
Ma se il governo di Giorgia Meloni ci desse degli «indizi», dei «segnali» relativi alla presenza di questo «spettro» ? Beh, un «segnale» ce l’ ha dato: «Nessuna forma di sincretismo può accettare la critica». Ecco allora che ne avremmo un equazione (se i «segnali» fossero tanti) della relazione strettissima tra il governo di Giorgia Meloni, la Rai e «nientemeno» il fascismo? Credo di no. Sempre di «spettro» si tratta, Amleto ne saprebbe qualcosa … Cosa possiamo dire allora di sensato riguardo la tristissima vicenda che ha coinvolto Antonio Scurati? Evidentemente: in questo momento, in Italia, «qualcuno» (una X; non vuol dire il governo, non vuol dire Giorgia Meloni, non vuol dire Rai3, non vuol dire il «Potere» (qualsiasi cosa esso sia), non vuol dire niente di definito: come lobby, stakeholders, elites, politica, cultura eccetera) non ama che si possa «pensare altrimenti». Ovvero, per rifarci alla seconda parte dell’intervento di Antonio Scurati (parte relativa al 25 aprile, alla liberazione e, appunto, all’«antifascismo») che si possano esaltare i valori dell’«antifascismo». Questo mi sa (a ragion veduta e con tantissimo buon senso) che lo si possa dire.
Di più no! Qualcuno non ama l’antifascismo nel 2024. C’è una «X» (che «si aggira per l’Italia») che mette la museruola a chi difende i valori che hanno dato vita alla Carta Costituzionale. Dunque? Nel 2024 si ha «paura» dell’antifascismo; non del fascismo come, evidentemente, dovrebbe essere … «(O)scurati da Giorgia Meloni» tutti gli altri partiti, tutte le coalizioni, tutti i possibili campi larghi, tutte le alleanze politiche, adesso vedono rimanere in piedi solo Fratelli d’’Italia. Il partito che governa il nostro Paese si dovrebbe occupare di politica e di fare politica … Evidentemente: questa «X» (che, per ragioni contingenti occorre far risalire a Fratelli d’Italia) si è presa la briga non di fare politica democratica, ma di fare «antidemocrazia». La censura non è un atto democratico.
Ma «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro»: dunque questa «S» pone in opera e fa qualcosa di contrario al dettato della «Costituzione». A parte che un altro articolo della stessa (il 21) afferma che «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione» … Tutti tranne «Antonio Scurati» evidentemente … Ma, scherzi a parte, diciamo le cose come stanno. Questo «qualcuno» è un «fatto»; non è una «X»! E questo «fatto» rappresenta un momento «gelido» per la storia del nostro Paese. Un momento agghiacciante! Ancora nel 2024 c’è qualcuno che ha paura della parola «antifascismo»! Credo sia stato questo il momento «più basso» del governo Meloni. Più difficile da capire. Più insulso. Più ingiurioso, anche.
Il mondo è arrivato all’intelligenza artificiale, al bosone di Higgs e alle onde gravitazionali e si ha «paura» di «spettri» del secolo scorso se non addirittura di tantissimi secoli fa? L’Italia è ferma! Celebra scenari postmoderni e di avanguardia interplanetaria facendo appello a «rovine e macerie» (è il titolo di un libro dell’antropologo Marc Augè) che non hanno nulla a che vedere col momento storico che stiamo vivendo! Il mondo è andato avanti e noi «censuriamo» Antonio Scurati! Il mondo è andato avanti e ancora noi parliamo di «fascismo e antifascismo». Si rendano conto queste innumerevoli «X» che hanno le redini della cosa pubblica e che, comunque, hanno accesso al «Potere» che sono, come si rendeva conto lo stesso Friedrich Nietzsche, di essere «tragicamente inattuali»! Censurare e (O)scurare Scurati nel 2024 non fa ridere; fa riflettere. Il Paese si sta accartocciando su se stesso.
