Medicina di prossimità che cura e si prende cura
Giovedì 24: Un momento di riflessione e di festa per la sanità calabreseIl prossimo Giovedì...

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«Fingi di andare avanti con un salto/Poi a sinistra con la finta che stai andando a destra/che stai andando a destra», cantava Franco Battiato nel Ballo del potere, canzone del 1998. E il regista Nanni Moretti, nel film Palombella rossa, diceva: « Se io guardo a destra, il portiere pensa che tiro a sinistra, ma io tiro veramente a destra… a destra, a destra, guardare a destra, devo guardare a destra e tirare a destra… il portiere mi lascia spazio a sinistra… no, forse è meglio a sinistra…». Dunque, in questo postmodernissimo ballo del potere (che non c’è; dato che governa la destra) cui stiamo assistendo, il Terzo sembra essere, addirittura, non escluso. A differenza delle leggi della logica, l’ipotesi di un federatore nel ballo della sinistra, proposta da Giuseppe Conte a Elly Schlein, avrebbe dovuto far fare «un passo indietro» a Pd e M5S. Invece, il «terzo escluso», dalla segretaria del Pd, avrebbe l’onere di demandare l’intero peso della decisione al cosiddetto popolo della sinistra. Ci accorgiamo, a questo punto, con sorpresa, che la questione, da musicale e cinematografica che era, diventa, adesso, metafisica. Si andrebbe a votare (c’è chi dice a novembre, chi a inizio 2027; dipende dai mutamenti e movimenti, altrettanto metafisici ed emendabili, del governo di Giorgia Meloni) un leader in assenza di un programma. Sì. Il programma sarebbe, in sostanza, ancora, tutto da fare, nel momento stesso nel quale, ai gazebo e on line (ma, anche in questo caso, le lingue si confondono; una parte del Pd non vuole il voto telematico per paura di indiscriminate e stregonesche «influenze esterne»), si deciderebbe quale persona debba guidare il campo largo. L’attualeBallo del potere, dunque, sembrerebbe prevedere: «passi indietro», «influenze esterne» e individui al posto di proposte. In definitiva, contenitori senza contenuti. Va beh, che Jean-Paul Sartre, forse in un eccesso di stizza, ebbe a dire, un giorno, che destra e sinistra, in fondo, sono «due scatole vuote», ma in questo ballo, nel quale si finge «di andare avanti con un salto/Poi a sinistra con la finta che stai andando a destra», noi avremmo, alla fine di queste «primarie si, primarie no, primarie bum» (col Terzo finalmente escluso), una strana logica. Esattamente essa sarebbe la logica di una scatola all’interno della quale c’è un gatto che, per motivi suoi, è mezzo vivo e mezzo morto. Come la sinistra, in questo momento.
