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Rashi e Reggio Calabria: un’eredità che unisce Europa e America all’area dello Stretto

Di Felice Francesco Delfino

l Commentario al Pentateuco di Rashi, uno dei testi più influenti dell’ebraismo, attraversa la storia di Reggio Calabria, dove nel 1475 fu stampata la sua prima edizione ebraica nella tipografia di Abraham ben Garton, la prima opera post-datata in loco dopo la scoperta della stampante a caratteri mobili di Johannes Gutenberg che ha incentivato la Riforma e la Controriforma. Un primato che testimonia il ruolo centrale della comunità ebraica reggina nel Mediterraneo tardo-medievale.

Lo storico compianto reggino, recentemente scomparso Franco Arillotta ha ricostruito queste radici nel suo saggio Sul “commentario al Pentateuco” stampato a Reggio Calabria nel 1475, mettendo in luce l’importanza culturale e identitaria di quell’evento. Arillotta ricorda come la presenza ebraica abbia contribuito alla vita economica, intellettuale e civile della città, invitando i reggini di oggi a riscoprire un patrimonio spesso dimenticato.

Il viaggio del commentario che nell’Ottocento ha costituito parte integrante della tradizione del De Rossi, proprio di quel Commentario di Rashi prosegue poi alla Biblioteca Palatina di Parma, che conserva preziosi manoscritti ed edizioni antiche, e arriva fino a New York, dove il testo è studiato quotidianamente nelle yeshivot e nelle università, diventando parte viva e attiva della cultura ebraica contemporanea.

Tre luoghi lontani, uniti da un’unica tradizione millenaria che continua a parlare al presente e che nel reggino parla la lingua archeologica dei reperti, in primis della sinagoga di Bova Marina dell’area di San Pasquale, contrada Deri, identificativa della presenza giudaica dal IV secolo al 1511 e all’editto dell’Imperatore Carlo V col fenomeno aperto del marranesimo. Una presenza che La storia non può e non deve dimenticarsi, anche se la storia ha il rischio di potersi ciclicamente ripetersi. In un periodo dove il tema del genocidio questa volta palestinese sembra ripercuotersi con forza nelle coscienze parlare di ebrei e di ebraismo in questo momento storico così delicato non è stato quanto mai azzeccato.

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