Sanremo e il talento calabrese: Fiat131 firma il successo di Serena Brancale al Festival
L’articolo è apparso oggi nella sezione Redazione-Sud Calabria de “Il Quotidiano d’Italia”, edito da Giuseppe...

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Rosanna Trovato, Presidente di Archeoclub Area Integrata dello Stretto, dopo aver salutato i presenti, ha sintetizzato gli scopi dell’Associazione e ha, poi, colto l’occasione per auspicare che i Sindaci si rendano parte attiva nelle altre iniziative che saranno realizzate e che coinvolgono i loro territori.
Franco Crinò, Vice Sindaco di Casignana, ha ringraziato gli organizzatori per avere scelto il sito di Casignana, consapevole dell’utilità di far parte dei 10 ArcheoComunidiqualità; ha, quindi, affermato che “gli esperti, raffrontando le figure presenti nei siti archeologici di altre parti del mondo conquistate dall’Impero romano, valutano questi mosaici della Villa Romana di Casignana tra i più belli e meglio conservati.
Già originale – ci spiegano – è il fatto di avere raffigurazioni chiare su di uno sfondo scuro, fatto che li rende più plastici e più “ricamati” degli altri.
Sono oggi riconosciuti i frutti della significativa azione di promozione che l’Amministrazione sta sviluppando con la costante presenza sui Media del sito archeologico, e dell’impegno che ha determinato l’aumento esponenziale dei visitatori e le decisioni della Soprintendenza di iniziare un’altra campagna di scavi, la realizzazione anche del prolungamento della copertura che consente di lasciare totalmente visibile il Dioniso, la riorganizzazione della location che ospiterà nuovi prestigiosi eventi, a partire dalla seconda edizione del Dialog Festival. Viene, così, pienamente riconosciuto in tutte le sedi ed in ogni passaggio il ruolo attivo ed appassionato del Comune nella promozione del sito”.
Il Comune è gemellato con quello di Piazza Armerina (EN), celebre per i mosaici della Villa del Casale.
Di seguito, Francesca Crea, Vicepresidente di Archeoclub e Coordinatore di ArcheoComunidiqualita’, ha ringraziato la Città Metropolitana che ha condiviso e patrocinato il Progetto Archeocomunidiqualità e il Ciclo di 10 Conferenze relative all’itinerario de
“I 70 km d’oro: dalla Bovesia alla Locride“,
in quanto le tematiche trattate ogni mese sono state ritenute pertinenti al marketing territoriale.
Ha, poi, ribadito che le due Associazioni continuano ad effettuare una efficace campagna di valorizzazione e pubblicizzazione del predetto itinerario
comprendente i siti archeologici che insistono sui 10 Comuni aderenti all’Accordo di Collaborazione deliberato nel 2013 dai Consigli Comunali di Bova Marina, Brancaleone, Casignana, Locri,Portigliola,Gerace, Goiosa Jonica, Marina di Gioiosa Jonica, Stilo e Monasterace e che ha lo scopo di promuovere SINERGICAMENTE i beni culturali degli stessi, condizione essenziale perché possano entrare nei circuiti turistici.
L’itinerario costituisce un unicum per la vicinanza dei siti che testimoniano il succedersi di tante civiltà ed è contenuto nella piccola Guida, la cui terza ristampa in 5000 copie è stata finanziata con fondi di Archeoclub dello Stretto e distribuita gratuitamente ai Musei, ai Comuni, ad Agenzie di viaggio e a strutture ricettive (complessivamente nelle tre edizioni, ne sono state stampate 27.000 copie).
Dopo la Conferenza su Monasterace, con il complesso termale e i meravigliosi mosaici del “Parco Archeologico Antica Kaulonia”, illustrati dall’ archeologa Maria Teresa Iannelli, la riscoperta dei gioielli di Stilo attraverso l’affascinante racconto di Francesco Cuteri e poi con i tesori di Gerace e,in particolare, con le scoperte emerse dai restauri della Cattedrale (tra cui una moneta d’oro coniata circa mille anni fa) illustrati e resi noti in anteprima dal Direttore della Cittadella Vescovile, Giuseppe Mantella, il quarto incontro è stato dedicato a CASIGNANA con una avvincente Conferenza del prof. Massimo Cardosa, autore di oltre 100 pubblicazioni, tra le quali un volume dedicato proprio alla Villa Romana nel cui sito ha personalmente seguito i lavori di scavo per alcuni anni.
Il tema era ” Dioniso a Casignana. La Villa Romana oltre i suoi mosaici”.
La Villa di età imperiale romana conserva,com’è noto,uno dei complessi di mosaici più rilevanti del Sud d’Italia; sorta in un’area già frequentata in periodo greco, nel I sec.d.C. ha avuto una lunga storia, durante la quale i suoi proprietari l’hanno più volte ampliata, ristrutturata e arricchita, fino a raggiungere il momento del massimo splendore nel IV sec. d.C., per poi essere abbandonata nel corso del V sec.d.C.;
L’archeologo, con grande competenza e precisione,ha mostrato le varie fasi della costruzione della Villa che possiamo considerare esemplare nello studio dell’ evoluzione di questa tipologia architettonica. In Calabria spesso le Ville rustiche, che inizialmente servivano come semplici centri agricoli e produttivi, nel tempo si arricchirono di elementi di lusso, come marmi, mosaici raffinati, terme private e ninfei monumentali. La presenza di spazi residenziali ampi e di ambienti termali indica una transizione verso una funzione più legata allo status sociale e all’otium, come dicevano i latini, tipica delle Ville di piena età imperiale.
Lo studio di Casignana, caso particolarmente complesso, fornisce un apporto importante per comprendere il modo in cui i Romani perfezionarono il modello delle Ville, adattandolo alle necessità economiche e sociali di ogni epoca.
Per quanto riguarda in particolare la nostra Villa,per la sua estensione, per i saloni di rappresentanza con vista mare e per l’esistenza di due distinti percorsi termali, gli studiosi hanno ipotizzato che l’imponente complesso, pur essendo appartenuto a privati, avesse potuto avere anche funzioni in qualche modo pubbliche, con la frequentazione di ospiti importanti o che nello stesso si assumessero decisioni di natura politica per l’intero centro.
Sebbene la Villa sia stata abbandonata nel V sec.d.C., l’area continuò ad essere frequentata fino all’inizio del VII sec.d.C. e, probabilmente, uno degli ultimi suoi abitanti fu un tale Rufino, come testimonia la scritta che è stata incisa sulla tegola di copertura di una tomba posta a ridosso delle strutture e riemersa in seguito agli scavi.
Il dotto conferenziere ha poi intrattenuto il numeroso pubblico illustrando i particolari dei mosaici che raffigurano Dioniso (Bacco per i romani), che mostrano analogie con numerose altre testimonianze custodite nei musei di varie parti del mondo; in questa straordinaria panoramica ha avuto un particolare rilievo il mosaico che raffigura l’affascinante mito del Dio trionfante dopo aver sottomesso l’India: è il caso del “Trionfo indiano sul carro trainato dalle tigri”, che in mosaici di altre parti dell’Impero è rappresentato anche con leoni, giaguari, elefanti e altri animali esotici, ma di qualità non inferiore a quella del nostro esemplare calabrese.
Tanti altri sono i mosaici rinvenuti nella Villa Romana, tra i più noti quelli delle Nereidi e delle Quattro Stagioni. In uno di essi Dioniso versa del vino in un grosso contenitore, probabilmente ad auspicarne una copiosa produzione.
A questo proposito, il ritrovamento di numerose anfore per il trasporto del vino e il simbolo dell’uva che compare su un’antefissa che decorava il tetto della Villa, inducono a ritenere che attorno all’edificio vi fossero estesi vigneti che producevano vini pregiati e che venivano esportati in tutto il Mediterraneo, come dimostra il ritrovamento delle stesse anfore, tra gli altri siti, sulla costa francese, a Roma e ad Atene ed è affascinante ricordare che da questi millenari vitigni si produca ancora oggi nella stessa area il Vino Greco e Mantonico.
Proprio il vino, i suoi commerci e la cultura che ne derivò sono rimasti oggi tra i simboli artistici raffigurati dalle maestranze dell’epoca, contribuendo a rafforzare la rilevante tradizione vitivinicola calabrese legata non solo ai fasti della Magna Graecia ma anche a quelli della romanità.
Attraverso i rinvenimenti archeologici si scopre, dunque, come sia forte e tenace il legame tra il remoto passato e il presente, in questo splendido angolo della Calabria.
Al termine, la dott.ssa Crea ha ringraziato il prof.Cardosa per la relazione fondata sulla competenza scientifica, sulla completezza di informazione e sulla fluidità dell’esposizione, ma anche perché con tanti argomenti, ipotesi e suggestioni ha saputo catturare l’attenzione e l’interesse dell’uditorio, suscitando il desiderio di ritornare a Casignana per andare a vedere o a rivedere – ma con occhi diversi – la Villa Romana.
Ha aggiunto che queste occasioni aiutano a riflettere e a prendere consapevolezza non solo del valore dei tesori che la nostra terra custodisce, ma anche della nostra identità.
La Villa è, infatti, una meraviglia non solo per la bellezza geometrica, storica e artistica da ammirare o per i mosaici da osservare per stupirsene, ma perché costituisce le nostre radici più profonde.
In conclusione, un pomeriggio all’insegna, della storia, della cultura e della bellezza .
Ha poi donato ai presenti la piccola Guida e, a ricordo dell’evento, un segnalibro in cui accanto all’immagine del Dioniso di Casignana, vi sono quelle del Dio in due mosaici tunisini -del Museo Nazionale del Bardo e di Tysdrus El Jem – e la scritta:
DIONISO, dio del vino, dell’estasi e della trasformazione, “manifestandosi trascina gli umani alla pazzia”; il suo mito potente ha attraversato epoche e territori: dalla Grecia, attraverso il Mediterraneo, sino al Medio Oriente e all’India.
Il prossimo appuntamento del Ciclo è per il 23 maggio , ancora alla Sala Perri della Città Metropolitana, con la Conferenza che vedrà protagonista il Comune di Locri e la straordinaria Collezione Privata Vincolata Scaglione (che si può ritenere quasi un secondo Museo Archeologico) e sarà illustrata dal dr. Claudio Sabbione,già Direttore archeologo presso la Soprintendenza della Calabria.
