Medicina di prossimità che cura e si prende cura
Giovedì 24: Un momento di riflessione e di festa per la sanità calabreseIl prossimo Giovedì...

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Si parla di relazioni tossiche, di quando nascono, di come riconoscerle e di come uscirne. Si è parlato di “Violenza di genere”, nel corso dell’incontro organizzato da Odv Amici Biblioteca Antonino Arcidiaco e dalla sua presidente Maria Josè Logiudice e da Ideocoop Media Services Società Cooperativa Sociale rappresentato dalla presidente Antonella Cuzzocrea; l’evento, ospitato presso i locali di Spazio Open, è stato patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Calabria. Un tavolo tematico a più livelli che aveva lo scopo di discutere di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, una vera e propria “pandemia ombra” che ha raggiunto, ormai, numeri allarmanti. All’evento, hanno partecipato la professoressa Paola Radici Colace, già docente ordinario di Filologia classica presso l’Università di Messina, la dottoressa Giovanna Cuzzucrea, medico e autrice del volume “Il Manuale del Califfo” Città del Sole Edizioni -che per l’occasione è stato distribuito gratuitamente a tutti i presenti in sala-; il giornalista Franco Arcidiaco, direttore de “La Riviera” e “CalabriaPost.it”. L’evento è stato moderato dalla giornalista Antonella Giordano. Ad aprire l’incontro è la professoressa Paola Radici Colace che ha affrontato il tema dalla violenza di genere come fenomeno sociale e linguistico dall’antica Grecia ai giorni nostri, con excursus storico di rilevante importanza, dimostrando come, l’idea della donna come: “oggetto”, “proprietà” e “per nascita inferiore”, abbia origini molto più antiche di quelle che pensiamo. Basti solo pensare ai miti antichi greci o romani, per individuare sia nel racconto che nella terminologia utilizzata, il netto squilibrio che esiste tra uomo e donna. Zeus e gli altri Dei, erano autorizzati a redarguire -con ogni mezzo- le mogli, figlie, amanti solo per il gusto di farlo. Un modo di agire che, nel tempo, ha permeato il nostro pensiero e la nostra cultura, un modus operandi che, ancora, si fatica a scardinare. Altrettanto dettagliato l’intervento di Giovanna Cuzzucrea, che ha illustrato i contenuti del suo libro, spiegando cos’è e chi è un “uomo Califfo” e soprattutto come fare per riconoscerlo e liberarsene. Si tratta di una forma di narcisismo che crea, nelle donne vittime, una dipendenza pari a quelle causate da droghe o alcol. Viene sottolineata l’importanza di conoscere, capire e prevenire; prerogative vitali per le donne che, troppo spesso, cadono nella rete di uomini violenti, che le irretiscono sia fisicamente che psicologicamente. In queste dinamiche, fondamentale, risulta il ruolo della stampa, come ha spiegato Franco Arcidiaco che ha concluso l’incontro. È importante il ruolo dei media, tanto importante che l’attenzione che si deve prestare alla terminologia utilizzata, nel raccontare i fatti, deve essere scrupolosa. “Sono sempre stato contrario a resoconti di cronaca troppo dettagliata, che racconti l’esatto modo in cui la vittima è stata uccisa; oppure, i motivi scatenanti, sono particolari che, a mio avviso, dovrebbero essere risparmiati per non incorrere nel rischio di emulazioni morbose. Anche i termini, che spesso noi giornalisti inventiamo, rischiano di entrare nel linguaggio comune e, potrebbero, assumere connotazioni paradossalmente positive anziché negative. Ne è un esempio il termine: ‘baby squillo’ che, ad un certo punto sembrava essere diventato uno status da raggiungere per molte ragazzine”.

