Medicina di prossimità che cura e si prende cura
Giovedì 24: Un momento di riflessione e di festa per la sanità calabreseIl prossimo Giovedì...

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(Di Pierfrancesco Bruni di Giornalisti Italia)
Walter Pedullà, scomparso ieri all’età di 94 anni nella sua casa di Roma, dopo una lunga malattia, era calabrese e la sua terra d’origine è rimasta sempre nel suo viaggio umano e anche nei suoi scritti con i vari lavori su Corrado Alvaro. Nato a Siderno, in provincia di Reggio Calabria, il 10 ottobre 1930, laureato in Lettere all’Università di Messina, ha insegnato Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università La Sapienza di Roma dal 1958 al 2005. Era giornalista pubblicista iscritto all’Ordine del Lazio dal 1° ottobre 1981.
Una carriera importante sino a toccare la presidenza della Rai (nel 1992), l’azienda del servizio pubblico per la quale lavorava dal 1977. Ma il suo mestiere di scrittore, di critico letterario, di giornalista e di docente universitario sono stati i punti di riferimento del suo lavoro culturale. Impegnato in una letteratura che cercava il vero e le indagini sulla psicoanalisi ha scavato in molti personaggi: da Italo Svevo a Emilio Gadda passando attraverso Alberto Savinio, Stefano D’Arrigo, Luigi Malerba e soprattutto Giacomo Debenedetti. Fu proprio alla cattedra di Debenedetti che si formò e fu assistente insieme a Francesco Grisi. I due assistenti che si erano divisi i compiti nel campo della ricerca. Poi Francesco Grisi lasciò l’università per altri interessi e Pedullà rimase l’unico assistente.
Ho avuto modo più volte di incontrare Walter in più occasioni. I suoi interessi nella ricerca letteraria ci hanno visto più volte insieme. Soprattutto su Alvaro e Svevo. Il suo leggere la letteratura oltre gli schemi metaforici lo conducevano ad approfittare gli elementi realisti e formali. Ci trovammo insieme a discutere di Futurismo anche insieme a Francesco Grisi. Uno dei suoi insegnamenti profondi fu il modello proprio Debenedettiano del personaggio e dell’avventura nel destino della letteratura.
Una indagine particolare ha svolto sulle avanguardie e si Balestrini. Come il suo primo lavorare con Pagliarini per una antologia sul racconto italiano che risale al 1964.
Un intrecciare il lavoro letterario al giornalismo letterario e artistico ha sempre costituito una impalcatura fondamentale le cui pubblicazioni sono una documentazione imponente.
