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La Chiesa dell’Itria: l’antico cuore bizantino di Reggio Calabria

Di Felice Francesco Delfino

La Chiesa di Santa Maria dell’Itria, nel cuore di Sbarre, è uno di quei luoghi in cui la storia di Reggio Calabria continua a respirare silenziosamente. Già attestata nel 1262, testimonia il legame profondo tra la città e la tradizione bizantina, quando la Madonna Odigitria, “Colei che guida”, rappresentava un faro spirituale per un popolo in cammino.

La facciata, sobria e romanica, accoglie i visitatori con tre arcate e piccole sculture leonine che vigilano da secoli. All’interno, la preziosa statua lignea della Vergine (XVII secolo) e un’icona di ispirazione orientale ricordano che Reggio è sempre stata crocevia di culture, più ponte che confine.

Negli ultimi anni, sotto la guida di monsignor Giacomo D’Anna, la chiesa è tornata centro pulsante del quartiere: iniziative sociali, attività per i giovani, momenti di ascolto e comunità. Una presenza discreta ma costante, che restituisce alla parrocchia il suo ruolo di riferimento umano prima ancora che religioso.

La Chiesa dell’Itria non è soltanto un edificio antico: è una memoria vivente. Un luogo in cui la spiritualità dell’Oriente incontra il quotidiano della Reggio moderna, ricordando a tutti che ogni città ha bisogno di una guida — e di una storia che illumini il cammino.

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