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QUANDO LA FOTOGRAFIA SVELA ALL’UOMO IL SEGRETO DELLA VITA 

di Antonio Marino e Maria Josè Logiudice

Son stati diversi, e d’ogni età, i reggini che, sfruttando gli ultimi scampoli del 2025, hanno deciso di fare una puntatina in via Filippini, girovagando all’interno di Spazio Open, luogo che accoglie e suscita curiosità, che esorta a cibarsi di storie e suggerisce di far proprio volti e fatti, conchiglia preziosa che custodisce e mette a disposizione le pubblicazioni di Città del Sole Edizioni, la casa editrice che vuol far sì che ogni microstoria diventi piccola lanterna luminosa nel firmamento umano.

Lì, a Spazio Open, proprio a sera del trenta di dicembre, è accaduto… St’art iniziamo dall’arte – IV edizione, un progetto promosso dalle associazioni culturali M.Y. Culture e Amici Biblioteca Antonino Arcidiaco Odv. Fra libri, variopinte copertine, riviste e cd ha preso vita una mostra, titolata “Ciò che importa”, nata dal genio di Luca Di Battista. 

A raccontarci i particolari dell’evento è Maria José Logiudice, che, insieme a Jessica Giulia Lombardo, presidente di M.Y. Culture, ha reso possibile l’avverarsi d’un’iniziativa culturalmente intrigante, originale, avveniristica.

Ma… lasciamo che a raccontarci sia proprio la presidente Logiudice: “è un progetto che ogni anno riesce a trasformare lo spazio e la comunità che lo accoglie, grazie alla potenza della cultura e dell’arte. Martedì scorso abbiamo ospitato un’artista che ammiro profondamente, Luca di Battista, la cui visione e il cui approccio all’arte sono davvero straordinari. Luca è un artista che non solo racconta storie, ma riesce ad animarle, ad emozionare e a far riflettere. Il suo nuovo progetto, intitolato “Ciò che importa”, nasce con l’intento di mettere al centro della riflessione la persona, le storie, le identità che formano una comunità. È un invito a fermarsi, a guardarsi intorno e a riflettere su ciò che, in fondo, davvero conta nei nostri percorsi di crescita collettiva. In un mondo che cambia continuamente, il progetto ci stimola a interrogarci su ciò che rimane saldo, come la cultura, la memoria, l’inclusione e l’incontro fra le persone. Attraverso la fotografia e il racconto visivo, Luca riesce a catturare quei frammenti di realtà che spesso ci sfuggono, restituendo loro una forza evocativa che ci permette di riscoprire il valore di ogni storia individuale. Ma “Ciò che importa” non si ferma all’esposizione passiva: è un’esposizione partecipata, dove ognuno di noi è chiamato a contribuire, a riflettere e a fare propria l’esperienza. In linea con la filosofia di ST’ART, che da sempre vede nell’arte uno strumento per innescare un processo di consapevolezza e di cambiamento, Luca di Battista ci invita a comprendere che, per crescere come comunità, è essenziale condividere, ascoltare e imparare dagli altri. Non si tratta solo di ammirare delle opere, ma di aprirci al dialogo e di creare un punto di incontro tra diverse storie, emozioni e tradizioni. La forza di questo progetto sta nel suo essere un catalizzatore di riflessioni collettive, un’opportunità per confrontarci con il nostro passato, con le nostre radici e con il nostro presente, cercando insieme nuove strade per costruire un futuro inclusivo e ricco di senso. Insomma, chi c’è stato, ammirando una sequenza d’istantanee, s’è reso conto ch’è proprio a partir dall’arte che l’uomo può capir sé stesso, e gli altri“.

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