Aldo Grasso: Se chi fa inchieste perde la credibilità
da Giornalistitalia.it rip. dal Corriere della Sera di Aldo Grasso La credibilità è il bene...

da Giornalistitalia.it rip. dal Corriere della Sera di Aldo Grasso La credibilità è il bene...
Il libero pensiero è sotto attacco in Italia e in Europa. Chiunque osi disallinearsi dal pensiero unico emanante dalle stanze della Casa Bianca e del Pentagono, viene messo all’indice e additato al pubblico disprezzo.
È d’obbligo, pertanto, per chi crede nella informazione libera e ben argomentata, ricorrere ad ogni sistema per dar voce ad intellettuali, studiosi e giornalisti che intendono sfuggire al mainstream della comunicazione.
Ho raccolto, per iniziare, alcune dichiarazioni che Luciano Canfora, filologo classico, saggista e storico di chiara e fino ad oggi indiscussa fama, è riuscito a rilasciare in varie occasioni schivando risatine di scherno e interruzioni da parte degli intervistatori. Tra l’altro, Canfora, sdogana anche il pensiero di un altro illustre studioso italiano di geopolitica, Lucio Caracciolo, anche lui inserito tra i “putiniani”.
La definizione che Canfora dà dei giornalisti italiani rimarrà nella storia di questo triste periodo: “I nostri facitori di giornale”.
Le dichiarazioni sono state rilasciate in diverse occasioni e sono state raggruppate da me in un unico virgolettato.
“La mettiamo come da tempo si sforza di fare una persona seria e competente com’è il direttore di Limes, Lucio Caracciolo. Io concordo pienamente con lui: quella in corso è una guerra tra la Nato e la Russia.
La Nato, poi… si scrive così ma si legge Stati Uniti d’America. Cambiano i presidenti ma l’idea che non esistano alleati ma solo vassalli resta imperitura. E noi ne siamo un esempio evidente e perenne. Una guerra che, come spiega bene il direttore di Limes, non nasce il 24 febbraio, ma ha le sue radici in tempi addietro, almeno dalla mancata attuazione degli accordi Minsk 2. Stiamo parlando del settembre 2014.
E la mancata realizzazione di quegli accordi non può essere imputata solo ai russi. Dire questo è una falsità storica. Caracciolo lo argomenta come fa un bravo geopolitico. E perchè osa far questo ecco che viene additato come un sodale di Putin. Siamo de facto in una guerra che ci coinvolge come Europa e come Italia.
Una guerra che era per procura ma che sempre più rischia di essere un confronto-scontro diretto, il cui campo di battaglia faccio fatica a pensare che possa limitarsi all’Ucraina. E i fatti degli ultimi giorni, oltre ad improvvide dichiarazioni che si ripetono ormai quotidianamente, inducono a immaginare uno scenario allargato.
C’è poi un altro punto dirimente: qual è il vero obiettivo, il fine ultimo di questa guerra Nato-Russia. Non è solo Lucio Caracciolo a porre questo problema, vedo che anche l’ambasciatore Romano, che di diplomazia ne sa qualcosa, ha espresso la preoccupazione che il vero obiettivo della guerra sia la caduta del regime russo.
È lecito discuterne senza essere tacciati delle peggiori nefandezze? Naturalmente i nostri facitori di giornale queste cose non le sanno, o fanno finta di non saperlo, e quindi parlano legibus solutus, senza freni.
Questa è la miseria di una certa informazione, si fa per dire, italiota di cui abbiamo abbondantemente parlato in nostre precedenti conversazioni”.
