Quando il dono diventa coraggio: i ragazzi di Catona premiati al concorso “La Forza del Dono”

di Felice Francesco Delfino
Ci sono parole che sembrano antiche, quasi consumate dal tempo.
Solidarietà. Gratuità. Dono.
Le ascoltiamo ogni giorno senza più fermarci davvero a pensarle. Eppure basta entrare in un’aula scolastica, osservare gli occhi di un bambino che disegna un albero pieno di sorrisi, o leggere una poesia scritta con mani ancora inesperte, per capire che il mondo forse non è perduto del tutto.
A Catona, tra i corridoi dell’Istituto Omnicomprensivo e le voci semplici degli studenti, il dono è tornato ad avere un volto umano.
L’associazione Nuova Solidarietà ODV ha promosso il concorso “La Forza del Dono: piccoli gesti che cambiano il mondo”, rivolto agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Non un semplice progetto scolastico. Non una delle tante iniziative che finiscono dimenticate dentro una cartellina. Ma un tentativo ostinato di insegnare ai più giovani che esiste ancora qualcosa capace di opporsi al cinismo, al bullismo, alla violenza silenziosa dell’indifferenza.
Perché il dono non è un regalo.
Il dono è offrirsi.
È tendere una mano quando tutti voltano lo sguardo altrove.
È avere il coraggio della gentilezza in un tempo che premia l’arroganza.
Gli elaborati presentati hanno sorpreso la commissione composta dal professor Chirico, dalla professoressa Franca Musolino e da Natalina Laganà. Disegni, poesie, racconti e lavori artistici hanno raccontato un’umanità ancora capace di emozionarsi davanti alle cose semplici.
Particolarmente apprezzati gli elaborati delle classi IV B, IV D, V B e V C del plesso di Salice, insieme alle classi terza e quarta di Catona Centro e agli studenti del plesso di Villa San Giuseppe.
Nella sezione grafica, un ex aequo ha premiato la V A e la IV C. Un albero costruito con precisione quasi poetica, carico di sorrisi e piccoli gesti, è diventato simbolo del tempo condiviso, dell’amicizia, della presenza reciproca. Non un semplice plastico scolastico, ma una metafora silenziosa di ciò che oggi manca di più: il sentirsi responsabili gli uni degli altri.
Ed è forse questa la frase più importante pronunciata durante la manifestazione.
“Essere responsabili di tutti.”
Parole richiamate anche dal presidente dell’associazione, il dottor Fortunato Scopelliti, che ha invitato studenti e famiglie a partecipare al coro della solidarietà che prossimamente si terrà al Teatro Francesco Cilea.
Gli studenti potranno partecipare con testi poetici, racconti, opere artistiche o video dedicati al tema della solidarietà e della gratuità. Ai vincitori sarà assegnato materiale scolastico e un attestato di merito, ma il premio più grande resterà forse un altro: avere compreso, anche solo per un istante, che la vera forza non appartiene a chi urla più forte.
Appartiene a chi sa ancora donarsi.









