LA FONDAZIONE CORRADO ALVARO SALUTA IL NUOVO VESCOVO DI LOCRI-GERACE
Ecco il testo della lettera che Franco Arcidiaco, Presidente della Fondazione Corrado Alvaro, ha inviato...

Ecco il testo della lettera che Franco Arcidiaco, Presidente della Fondazione Corrado Alvaro, ha inviato...

Evoluzione della sicurezza meloniana
La parabola meloniana intorno ai temi della sicurezza – evidentemente senza mai aver mai appreso la lezione di Micheal Foucault che ha scritto un’opera capitale, Sicurezza, territorio e popolazione – ha avuto come inizio, nell’ottobre 1022, con il decreto Rave. Sei anni di galera per l’invasione di terreni (e edifici) per raduni di massa, anche se avvengono senza consumo di stupefacenti. Ha avuto il suo vertice con il decreto Caivano (completa trasformazione del sistema della giustizia minorile) e trova, adesso, il proprio compimento (si tratta di una parabola, dunque: prima va su, poi, raggiunge un vertice, e poi va giù) con un decreto legislativo incentrato sulle tematiche del Cyberspazio. Si tratta, infatti, in quest’ultimo caso di un ampliamento di poteri di polizia sul riconoscimento facciale attraverso l’intelligenza artificiale. Senza entrare nei contenuti più prettamente giuridici di questi provvedimenti legislativi, filosoficamente, invece, appare subito evidente una spinta verso l’alto, un abbandono della materia, una messianica e mistica torsione trascendente. Dal «terreno» (che potrebbe essere invaso) al Cyberspazio (che invade il volto dei cittadini italiani), il passaggio appare arduo, eppure possiede una sua logica. All’inizio c’è sempre l’agricoltura – ce lo dicono tutti i testi antropologia. Oggi c’è la tecnologia. Dall’agricoltura alla tecnologia, la sicurezza, per come è stata interpetrata dal governo Meloni, appare subito episodica, frammentaria, legata a fatti contingenti. Ora, tornando, per un attimo, a Micheal Foucault: la sicurezza, per lui, doveva «normalizzare» e governare la vita. Il territorio non era un dato geografico, ma un fatto politico e la popolazione era due cose: un fenomeno biologico naturale e, anche, un oggetto del potere. Il governo Meloni, se avesse seguito il magistero di Foucault, per «normalizzare» la vita, avrebbe dovuto occuparsi della natalità, della salute pubblica e l’urbanistica. Nascita della biopolitica, dunque. Invece, il governo Meloni è partito direttamente dalla materia (un «terreno», un podere, un campo, un appezzamento) ed ha concluso (per ora) nel puro spirito (il Cyberspazio). Per cui, il senso metafisico di questa parabola è quello dell’ascensione, della rivelazione e della redenzione. In contrasto con questo, il verso della parabola appare discendente perché non si è mai trattato di interventi strutturali ma di veri e propri provvedimenti-tampone. Ma una certa logica, comunque, c’è: è quella, come detto, dell’ascensione. Quel senso misterioso e ascetico a cui non interessa affatto l’esito catastrofico di un Referendum sulla giustizia, e che, anzi, si accinge a varare una nuova legge elettorale. Quel senso misterioso, profetico e cabbalistico per il quale l’estasi può essere conseguita solo attraverso la contemplazione, la purificazione e l’illuminazione. La parabola dei cosiddetti decreti-sicurezza, dunque, è soltanto l’espressione di un progressivo abbandono della materia. «Il primo uomo che, avendo recinto un terreno, ebbe l’idea di proclamare questo è mio, e trovò altri cosí ingenui da credergli, costui è stato il vero fondatore della società civile». Queste, sono parole di Jean-Jacques Rousseau. Il governo Meloni ha «recintato un terreno» e, adesso, ha fondato la «società bionica».
