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Università mediterranea

IL MEDITERRANEO CROCEVIA DI VICENDE SOCIALMENTE SIGNIFICATIVE

Dalla splendida location della locale sezione dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, che prende il nome dalla gloriosa Medaglia d’Argento al Valore Militare, il Sotto-Tenente di Vascello Alessandro Mondello, originario di Villa San Giovanni, e che si affaccia sulle acque dello Stretto, del Mare ‘di mezzo’ (Medi-terraneo), di qua e di là del Faro, ha preso avvio l’evento programmato il 20 agosto u. s. per la presentazione del volume di Salvatore Berlingò, intitolato, per l’appunto, Tempi e temi mediterranei. Ricorrenze e forme di mediazioni socio-religiose in area transculturale, Città del Sole edizioni. Di là dei ritorni di fiamma agostiniani, richiamati nell’Introduzione del volume, inopinate circostanze hanno reso, di nuovo, particolarmente attuali alcuni temi trattati nello scritto, egregiamente ripresi e sviluppati, con ben maggiore autorevolezza, nel corso del dibattito svoltosi in occasione dell’evento e moderato da Luigi Mariano Guzzo, giovane ma già affermato ricercatore dell’Università di Pisa. Felice Arena, Docente dell’Università ‘Mediterranea’, proprio in ragione del sopravvenire di una sempre più grave crisi delle fonti energetiche, si è fatto carico di evidenziare l’urgenza di forme alternative di immagazzinamento dell’energia (storage energy); nella sua ampia e dettagliata analisi, Domenico Scopelliti, dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, con il richiamo alle iniziative della Smile House Foundation, nella cui Direzione è impegnato, ha posto l’accento sulla fragilità di figure rese marginali dall’imporsi di una sempre più uniforme normalizzazione e dal discrimine nei confronti di ogni forma di alterità; mentre Antonino Mantineo, dell’Università ‘Magna Graecia’ di Catanzaro, ha ricercato, con un suggestivo approccio, riscontri nel magistero di Papa Francesco, là dove il Pontefice delinea «il ruolo del Mediterraneo, quale crocevia di interessi e vicende significative dal punto di vista sociale, politico, religioso ed economico» e ricorda come La Pira lo assimilò al “grande lago di Tiberiade”, in cui fare rivivere lo Spirito pacifico, tollerante e plurale della Pentecoste. Può rammentarsi, al riguardo, che un noto studioso, Andrea Riccardi, in alcuni dei suoi lavori relativi all’area del Mediterraneo, aveva, già a suo tempo, giustamente ed energicamente messo in guardia sui possibili tragici eventi collegati ai flussi migratori, avvertendo che essi potevano condurre, come non di rado è avvenuto, ad una drammatica involuzione, dalla coabitazione al conflitto, con il rischio che il Mediterraneo si sdoppi, malauguratamente tralignando, da spazio aperto all’avvento di un mondo migliore, nel «cimitero più grande d’Europa». Onde evitare questo esito nefasto, e quindi il vanificarsi dello spirito ‘pentecostale’, di cui si è prima detto, nell’incontro del 20 agosto si è ribadito, anche da parte del Sindaco di Villa Giusi Caminiti, intervenuta nel dibattito, che è necessario, così come scriveva il poeta veneto Biagio Marin al suo amico Arturo Carlo Jemolo, configurare le linee di confine o di demarcazione quali linee di comunione e il confronto fra le parti in con-petizione non già come un semplice «ponte» fra le diverse culture isolate nell’auto-rispecchiamento di una incomunicabile diversità, ma come un sistema di comunicazione e, quindi, di «coordinamento riflessivo» fra le varie esperienze. Occorre quindi l’impegno non solo delle Autorità ma di tutti i cittadini, come i membri dell’associazione #Correntifestival, che, a cominciare dalla loro animatrice Caterina Trecroci, con l’incontro cui qui ci si riferisce hanno creato l’opportunità di offrire un contributo per il conseguimento dell’obiettivo di una convivenza pacifica, sorretta dalla giustizia e dal rispetto delle relazioni internazionali, secondo quanto auspicato proprio in questi giorni a Taranto, nel corso della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, da eminenti rappresentanti di prestigiose istituzioni.

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