Aldo Grasso: Se chi fa inchieste perde la credibilità
da Giornalistitalia.it rip. dal Corriere della Sera di Aldo Grasso La credibilità è il bene...

da Giornalistitalia.it rip. dal Corriere della Sera di Aldo Grasso La credibilità è il bene...

Massimo Recalcati, nel suo articolo Come rispondere alla paura (apparso sul quotidiano «La Repubblica» del 26 agosto), afferma che occorre «riconoscere l’esistenza della pulsione securitaria». Tagliando in due la psiche umana (paura e desiderio, l’uno da una parte e l’altro dall’altra) si potrebbe, anche, dire che occorre riconoscere la «spinta (anti sociale) a rifiutare l’estraneo» tanto quanto il desiderio di poter sfondare i propri confini e aprirsi, quindi, all’altro, alla «sorpresa» e al rischio di un incontro. Non è affatto detto che ogni (possibile) interazione con gli altri sia destinata a diventare uno scontro. Così come non è detto che la «distanza» (che sempre ci teniamo a mettere) fra noi e l’altro possa diventare, ad esempio, un atto d’amore o di inclusione. Il bell’articolo di Massimo Recalcati si sviluppa, quindi, poi, in termini politici (citando il collettore attuale di tutte le paure e le ansie diffuse e generalizzate: l’ex generale Roberto Vannacci). Riconoscere che noi siamo fatti anche di desiderio di protezione non vuol dire riconoscere il Vannacci che è in noi. E riconoscere (come affermava il filosofo Louis Althusser rispetto al suo «materialismo aleatorio») che noi desideriamo l’incontro – sottoposto alla contingenza di un’improvvisa deviazione dall’ordinario (che spesse volte provoca stupore e gioia) – non vuol dire riconoscere il mago Othelma o il «buonista» che è in noi. La sinistra ha, evidentemente, un problema con la «»pulsione securitaria». A forza di rasserenare, tranquillizzare e dire che «va tutto bene», storicamente, ha trasformato il famoso «There is no alternative» di Margaret Tatcher nel «non vale nemmeno la pena ci cercare un alternativa». Finendo per abbracciare così (e facendo propri) i temi del neoliberismo, del riformismo, della globalizzazione e del pensiero liberale (che già, profeticamente, Giorgio Gaber diceva che «ora è buono anche per la sinistra»). Dunque? Riconoscere che un tema politico è, oggi, «anche» la «pulsione securitaria» dovrà condurre la sinistra a porre in atto concrete proposte (e azioni) che, da una parte, costituiscano delle iniziative volte a preservare la sicurezza dei cittadini e dall’altra parte confermino il fatto che l’Italia è, pur sempre, uno stato di diritto. Insomma…. Né demonizzazioni e nessuna Guantanamo. Né giustificazioni antropologiche e nessun «cappio» esposto in Parlamento. Antigone, forse …. Una sinistra-Antigone che, fra la legge e la giustizia, privilegi le «ragioni del cuore» rispettando sempre la legge quando essa è frutto di una democrazia e non di un regime autocratico come quello di Creonte. E sì, Creonte è già arrivato … Eteocle è stato sepolto con tutti gli onori che gli spettavano. Ma Polinice sta aspettando una degna sepoltura …
