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Il Monastero fantasma. Storie e percorsi lungo la Costa ViolaFreedom e Giuseppe Pentimalli – Città del Sole Edizioni, 2026

Di Alfonso Picone Chiodo

Ci sono libri che raccontano un luogo e libri che, oltre a raccontarlo, riescono a restituirgli una memoria. “Il Monastero fantasma” di Freedom e Giuseppe Pentimalli appartiene certamente alla seconda categoria.
È un libro prezioso, utile, necessario, nato da un connubio speciale: quello tra un padre, Giuseppe Pentimalli, storico, e il figlio Freedom, guida escursionistica. Due competenze diverse ma complementari, che qui si incontrano per indagare un territorio attraverso la storia e, nello stesso tempo, attraverso la sua concreta esperienza sul campo.
Il punto di partenza è quasi una suggestione: un muro che affiora dal terreno sul Monte Sant’Elia, affacciato sul Tirreno, tra Cala Leone e Cala Janculla. Un resto apparentemente muto che diventa invece la traccia da seguire per ricostruire una storia lunga più di mille anni.
La prima parte del volume affronta proprio questa ricostruzione: la Calabria tra IX e X secolo, la vita del santo, il monastero, le vie antiche, le spoglie di Sant’Elia e le diverse interpretazioni che hanno accompagnato la ricerca sulla sua collocazione. Non è una semplice narrazione, ma un lavoro costruito attraverso documenti d’archivio, libri, fonti attendibili e un paziente lavoro filologico, mettendo in dialogo storia, toponomastica, geografia e conoscenza del territorio.

Poi il libro cambia passo e diventa anche una guida alla scoperta a piedi della Costa Viola. Il parco di Taureana, le Grotte di Palmi, il Tracciolino, la Chiesa dei Pescatori, Cala Leone, Cala Janculla, il Sentiero del Vino, la Grotta di Sant’Elia Speleota, San Bartolomeo e Serro di Tavola, la Valle dei Caforchi: luoghi che diventano parte di un racconto nel quale paesaggio e memoria si intrecciano continuamente.
Ed è forse proprio questo il pregio maggiore del libro: camminare diventa un modo per leggere la storia.
Un lavoro che colma, inoltre, un vuoto. Un’area di straordinaria bellezza e importanza storica viene finalmente raccontata attraverso una modalità che unisce ricerca e conoscenza diretta, studio e cammino, fonti e territorio.
Una piccola osservazione personale riguarda il Tracciolino: avrei trovato particolarmente utile la descrizione dell’anello con partenza e ritorno dalle Tre Croci di Sant’Elia, soluzione che consente di vivere il percorso in maniera ancora più completa.

Una nota, infine, sulla scarsa, e in alcuni casi nulla, manutenzione dei sentieri: una criticità che stride con la straordinaria bellezza e il valore storico-naturalistico di questi luoghi. Chissà che l’istituzione di un Parco Marino della Costa Viola non possa finalmente contribuire a colmare questa lacuna e ad affrontare le altre criticità dell’area, con una concreta azione di tutela e valorizzazione. Se ne parlerà al convegno di sabato 19 a Scilla.

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