Menomale che Giuseppe c’è
È sufficiente un pizzico di reale, concreta chiarezza per far comprendere all’ignaro cittadino quanto sia...

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Nuovo Paradigma in Italia: il popolo Arbëreshe ha diritto ad utilizzare la Lingua Arbëreshë. Il popolo Albanese ha diritto ad utilizzare la lingua Albanese. Come? Nel rispetto delle regole Europee!

Nuovo Paradigma in Italia: il popolo Arbëreshë (gli Italo- Albanesi DI Italia) hanno diritto ad utilizzare la loro Lingua Arbëreshe. Il popolo Albanese (gli Albanesi IN Italia) ha diritto ad utilizzare la lingua Albanese, come? Nel rispetto delle regole Europee! Questo articolo vuole dare un contributo all’annoso problema. L’utilizzo delle diverse preposizioni “DI” e “IN” è stato introdotto
Per la prima volta in Italia dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale Istituto del Ministero Italiano per la Cultura:
“La lingua arbëreshe è, una vera isola linguistica di antica tradizione, che ha tramandato, attraverso i secoli, il patrimonio linguistico, culturale e religioso.
Questa definizione è pubblicata sul proprio sito web ad oggi (dicembre 2023) dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, che nel tempo ha assorbito altre strutture del Ministero della Cultura della Repubblica Italiana.

L’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale è una organizzazione del Ministero della Cultura del Governo Italiano, così definisce gli Arbereshe in termini di comunità e lingua.
La lingua parlata dagli arbëreshë è l’arbërisht, varietà antica del tosco (toskë), dialetto meridionale dell’albanese. In qualche centro è misto con inflessioni tratte dal ghego (gegë), il dialetto parlato nel nord dell’Albania, con il greco antico e con contaminazioni con i dialetti meridionali sviluppatesi durante la permanenza in Italia. La lingua arbëreshë appartiene al gruppo di minoranze di antico insediamento che hanno poca contiguità territoriale con il ceppo d’origine; è, infatti, una vera isola linguistica di antica tradizione, che ha tramandato, attraverso i secoli, il patrimonio linguistico, culturale e religioso.
Una delle caratteristiche peculiari di questa lingua è la mancanza di vocaboli per la denominazione di concetti astratti, sostituiti nel corso dei secoli da perifrasi o da prestiti dalla lingua italiana o da grecismi. Le parlate arbëreshe, pur mantenendo nella loro struttura fonetica, morfosintattica e lessicale tratti comuni, registrano variazioni consistenti da paese a paese.
La lingua albanese (n.d.r.: ovvero la lingua arbërisht, degli Italo-Albanesi) in Italia è tutelata dalla legge n. 482 in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche.”
Che lingua parlano gli arbereshe?

Dizionario Arbereshe Italiano e Italiano -Arbereshe scritto da Papas Emanuele Giordano di Enjania Fraz. di Frascineto (CS).
Molto semplicemente una preposizione (di e in) fa comprendere la sottile differenza, quando si riferiesce agli Albanesi di Italia rispetto agli Albanesi in Italia.
Mentre è da precisare che la lingua degli Albanesi in Italia rimanda a questa definizione:
– La lingua albanese (nome nativo gjuha shqipe /ˈɟʝuˑha ˈʃcçiˑpɛ/, storicamente gjuha arbëreshe, arbërishtja o arbërore) è la lingua ufficiale dell’Albania e appartiene al gruppo delle lingue indoeuropee, standardizzata nel 1972. “
Fatta questa premessa dobbiamo osservare che le preoccupazioni del Primo Ministro del Governo Albanese Edi RAMA, espresse in occasione della visita in Calabria a giugno di quest’anno sono sacrosante, e cioè come poter affrontare la “continuità linguistica” con la lingua madre per i nati in Italia da famiglie albanesi e non far perdere l’uso della lingua agli albanesi adulti soggiornanti permanentemente in Italia.

Vaccarizzo Albanese, 3/6/2023 Sindaco Antonio Polillo di Vaccarizzo Albanese (Vakarici) mentre consegna l’Onorificenza di Cittadino Onorario del Comune al Primo Ministro Edi Rama.
Esiste un rapporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Italiano pubblicato nel 2022 sulla Comunità Albanese che ci dice che gli albanesi regolarmente soggiornanti in Italia sono 396.918, in tale documento vengono pubblicate interessanti informazioni. Tale comunità soggiornante permanentemente in Italia non è da considerare “migranti”, ma italiani a tutti gli effetti talvolta con doppia cittadinanza, anche perché svolgono con continuità una vita sociale regolare, per il lavoro, famiglia, i figli che vanno a scuola, ecc., ecc. Dal rapporto si evince una distribuzione territoriale molto articolata e concentrata nelle aree del nord Italia e centro Italia.

La strada possibile per soddisfare le sacrosante preoccupazioni del Primo Ministro Edi RAMA e del Suo Governo sono da ricercare nel modello e nelle opportunità offerte dal Trattato Europeo n. 148 CARTA EUROPEA DELLE LINGUE REGIONALI O MINORITARIE approvata in Strasburgo, 5 novembre 1992, da parte del Consiglio Europeo. Come è noto il Trattato/Carta Europa per essere efficace in un determinato Stato deve essere ratificato ovvero dei 68 TEMI indicati dal Trattato/Carta Europa devono essere ratificati almeno 35 TEMI e poi vige il principio di RECIPROCITA’ . La Repubblica di Albania ha iniziato il percorso di ratifica nel 2019 e ha indicato i seguenti temi, per completa informazione riportiamo quanto indicato nel documento di ratifica, reperibile nel sito ufficiale del Consiglio di Europa:
“Bozza di strumento di ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie da parte della Repubblica di Albania. La Repubblica di Albania dichiara, conformemente all’Articolo 2, paragrafo 2 e all’Articolo 3, paragrafo 1 della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, che le seguenti disposizioni della Carta si applicheranno alle lingue greca, macedone, rumena, romani, bosniaca, serba/montenegrina e bulgara: Articolo 8 – Istruzione/Insegnamento Paragrafo 1.a.iii; b.iv; c.iv; d.iv; e.iii; f.iii; g; h; i. Paragrafo 2. Articolo 9 – Autorità giudiziarie Paragrafo 3. Articolo 10 – Autorità amministrative e servizi pubblici Paragrafo 1.b. Paragrafo 2.a; g. Paragrafo 3.c. Paragrafo 4.b; c. Paragrafo 5. Articolo 11 – Mass media Paragrafo 1.a.iii; b.ii; c.ii; d; e.i; f.ii. Paragrafo 2. Paragrafo 3. Articolo 12 – Attività culturali e loro strutture Paragrafo 1.a; d; e; f. Paragrafo 2. Articolo 13 – Vita economica e sociale Paragrafo 1.a; b; c. Articolo 14 – Scambi transfrontalieri Paragrafo a; paragrafo b. “ Una volta ratificata la Carta Tutti gli articoli citati dall’ Art. 8 all’Art. 14 sono da verificare periodicamente attraverso un Comitato Paritetico tra i Ministeri degli Esteri da costituire con lo Stato in cui si attiva il principio di reciprocità. Per comprendere cosa significa occorre osservare la cartina delle bandiere dove abbiamo indicato accanto al nome dello Stato che ha ratificato il Trattato/Carta la lingua della nazione per cui si impegna a garantire i servizi ( i famosi 35 temi). La lingua italiana e’ garantita nei seguenti Stati: Bosnia e Erzegovina; Croazia; Romania; Slovenia; Svizzera. E lo stesso vale per la Lingua Albanese, che viene garantita nei seguenti Stati: Bosnia e Erzegovina; Montenegro; Romania; Serbia. Pur non essendo l’Italia e l’Albania Stati che abbiano ancora ratificato la Carta. Ovviamente in questo contesto non ci occuperemo del grado di soddisfazione e penetrazione del servizio nei diversi Stati, ma la ratifica del Trattato/Carta è Legge di quello Stato, pertanto qualcuno la deve far rispettare. Come esempio il Montenegro ha scelto di garantire la lingua albanese, mentre la Svizzera tra le altre lingue ha ratificato, come è noto, la lingua italiana. La lingua Albanese utilizzata dalla Comunità Albanese soggiornante permanentemente in Italia visti i numeri consistenti è da considerare una Lingua Minoritaria, rispetto alla Popolazione degli italiani, nella definizione giuridica del Trattato/Carta Europea secondo il Consiglio Europeo di cui la Repubblica di Albania fa parte a pieno titolo insieme agli altri 47 Stati che compongono il Consiglio di Europa, come è noto. Il Trattato/Carta non pone vincoli e avverte: “Le Parti (n.d.r.: i vari Stati) sono incoraggiate ad assumere ulteriormente altri impegni, man mano che evolverà la loro situazione giuridica o lo consentiranno le loro condizioni finanziarie (Articolo 3.2)”.
E l’Italia, dov’è, dove si colloca? L’Italia nel rispetto della Sua Costituzione Repubblicana dal 1946 Tutela le Minoranze Linguistiche attraverso l’art. 6 mediante opportune norme e queste sono rappresentate dalla Legge Quadro Nazionale, la famosa Legge 482/99 il cui titolo è molto eloquente: ” Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche ” (Legge 15 Dicembre 1999, n. 482 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 20 dicembre 1999). La legge italiana è stata emanata dal Parlamento Italiano a distanza di 7 anni dall’approvazione dal Trattato/Carta Europea e l’ Italia ha sottoscritto solo nel 2000 il Trattato/Carta Europea, forse a pensar male prima non si fa peccato, ma aver sottoscritto il Trattato/Carta Europea solo dopo 8 anni vuol dire aver voluto consolidare la Tutela Costituzionale delle Minoranze Linguistiche Storiche presenti nel proprio territorio.
Vista la forte e giusta esigenza dell’attuale Governo Albanese di tutelare non solo in Italia ma in Europa senza calpestare i diritti riconosciuti anche dall’Unesco in merito alla tutela della lingua Arbëreshë forse è arrivato il momento anche per l’Italia di ratificare il Trattato/Carta Europea indicando come reciprocità la lingua Albanese, senza ambiguità, e lo stesso dovrebbe fare nell’iter già il Ministero degli Esteri Albanese nel far aggiungere nelle reciprocità della ratifica in corso la lingua italiana. Credo che sia una grande opportunità per tutti e accrescerebbe l’occupazione sia degli albanesi stessi che degli italiani.
Infine vorremmo precisare che La Tutela Costituzionale in Italia verso la lingua Arbëreshë del popolo Arbëreshë, quasi dimenticata per oltre 50 anni, popolo tanto stimato dalle attuali Istituzioni Albanesi, merita piu’ che mai una forte attenzione e rispetto per tutto quello che rappresenta da 600 anni ad oggi, sia per l’Albania che per l’Italia. Gli scarsi fondi destinati agli Arbëreshe, per ricorrenti interpretazioni legislative nel corso degli anni, tutti concordano sul fatto che i fondi della 482/99 non possono essere destinati all’utilizzo di lingue delle nazioni di riferimento in questo caso la lingua albanese, perché si avrebbe come conseguenza la perdita di riconoscimento di essere una Minoranza Linguistica Storica. Altre Minoranze Linguistiche Storiche in Italia utilizzando al meglio la Legge Nazionale 482/99, hanno ottenuto servizi di tutela con forti risvolti socioeconomici ed occupazionali su tutti i fronti, per citarne alcune Friulano e Sloveno, corpo insegnanti e comunicazione di massa, con ricadute sull’indotto produttivo, ecc.
Non dimentichiamo inoltre l’impegno ultra decennale del Vice Presidente del Senato Sen. Maurizio Gasparri per il suo impegno a difesa della Lingua Arbërshë per esempio nell’aver introdotto in Italia nel 2002 il Trattamento Automatico del Linguaggio, in qualità di Ministro delle Comunicazioni, oggi quel processo è studiato da un giovane ricercatore di Piana degli Albanesi in Germania per la tutela della Lingua Arbëreshë anche nell’ambito dei social e dei servizi amministrativi, per consentire alla lingua Arbëreshë di poter essere riconosciuta anche su rete internet, il nome del ricercatore è Giulio Cusenza. Gasparri anche di recente ha presentato numerosi emendamenti al Contratto di Servizio RAI-STATO 2023-2018 rompendo un altro tabu’ sulle Minoranze Linguistiche Storiche che non avevano diritto di cittadinanza sulle reti della RAI, oggi se si sta discutendo l’utilizzo della Lingua Arbëreshë nell’ambito di Accordi tra RAI e Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana come già avviene per le altre Minoranze Linguistiche Storiche lo si deve principalmente a Lui avendo sostenuto tra l’altro un importate Gironata di Studi presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica il 3 Luglio 2023.

Percio’ occorre seguire per la tutela della Lingua Albanese in Italia il percorso parallelo del Trattato/Carta europea per le Lingue Regionali ed Minoritarie che non cancellerebbe il valore della Legge Nazionale 482/99 che continuerebbe ad esistere solo per le Minoranze Linguistiche Storiche come l’ Arbereshe e le altre 11 lingue di minoranza storica. La strada tracciata dal Trattato Europeo 148 oltre a dare una grande visibilità all’Albania finalmente metterebbe anche l’Italia nella condizione di non essere più ripresa dal Comitato Consultivo di Esperti del Consiglio d’Europa, periodicamente ogni 5 anni dal 1992 a causa proprio della mancata Ratifica del Trattato/Carta Europea . Un aggiornamento sull’iter della ratifica ci viene da una notizia del febbraio 2023 in particolare un Servizio della Testata Giornalistica Regionale della RAI redazione della Valle d’Aosta in cui si porta a conoscenza che a Ottobre 2022 è stato presentato un Progetto di Legge per la Ratifica del Trattato/Carta Europea. Riportiamo la notizia completa (cortesy TGR Valle d’Aosta) :
17/02/2023

Franco Manes
“Il recepimento della carta è una delle condizioni richieste dalle istituzioni europee, in particolare dal Consiglio d’Europa, per l’adesione di nuovi Paesi al contesto europeo. Si ritiene pertanto opportuno che un Paese fondatore del Consiglio d’Europa, quale è l’Italia, provveda sollecitamente all’esecuzione di questo importante strumento internazionale”.
I deputati Dieter Steger (Svp) e Franco Manes (Union Valdôtaine) hanno depositato il 12 ottobre (n.d.r. 2022) scorso una proposta di legge in cui si propone la ratifica ed esecuzione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, firmata a Strasburgo nel 1992.
I due parlamentari lamentano come nelle ultime cinque legislature non sia mai stato possibile concludere l’iter legislativo, nonostante si sia cercato ogni volta di trovare un accordo sul testo ampiamente condiviso. Steger e Manes parlano di “un’iniziativa legislativa non più procrastinabile”, visto che il Consiglio d’Europa ha richiamato l’Italia sulla tutela delle minoranze linguistiche “numericamente inferiori”. L’Italia riconosce 12 minoranze linguistiche storiche ma “i diritti di queste comunità sono protetti e attuati in modo molto asimmetrico sul territorio nazionale, e non tutte le minoranze godono in egual misura dei diritti riconosciuti. “Lo scopo della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie – dicono i due deputati – è di tutelare le lingue storiche regionali o minoritarie d’Europa che rischiano purtroppo di scomparire”.
La Carta è stata firmata da 33 stati membri del Consiglio d’Europa e dalla Federazione russa. Il trattato, in vigore dal 1° marzo 1998 dopo raggiungimento delle cinque ratifiche previste, risulta ratificato solo da 25 stati. Il diritto a usare una lingua regionale o minoritaria nella vita, sia pubblica che privata, “rappresenta un diritto inalienabile dell’uomo, previsto nel patto internazionale di diritti civili e politici adottato e aperto alla firma a New York e il 19 dicembre 1966 e reso esecutivo ai sensi della legge 25 ottobre 1977 e conforme convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma nel 1950 e resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955, numero 348”. L’Italia ha sottoscritto il trattato nel lontano 2000, ma non ha ancora approvato lo strumento di ratifica.”
Un grande Auspicio per il futuro della Lingua Arbereshe e della Lingua Albanese parte dalla visita del Presidente della Repubblica di Albania presso la Sede regionale RAI per la Calabria nel mese corso di Ottobre 2023.
In Calabria maggiore è la presenza del Popolo Arbërshë e occorre tenere presente anche le esigenze delle altre comunità arbëreshë presenti nelle altre regioni di norma e di fatto, penso alle 7 regioni canoniche, ma sempre di più si sente l’esigenza di trovare una soluzione per gli Arbëreshe che si trovano in Piemonte, magari con un accordo Interregionale tra Regione Piemonte e le altre Regioni di Provenienza della Popolazione Arbereshe (Basilicata, Calabria ecc.ecc.) di recente il Consiglio Europeo si è espresso a favore dei diritti individuali e tra l’altro esiste una Associazione Vatra Arbereshe che ha tutte le potenzialità per assistere gli Arbereshe del Piemonte e anche svolgere dei corsi di formazione in lingua arbereshe per gli impiegati dei Comuni (Torino, Chieri, ecc,ecc.) stiamo parlando di circa 9000 persone.

Nella foto da sinistra: il direttore generale Alfred Peza della TV pubblica albanese, il Caporedattore della TGR Calabria Riccardo Giacoia, il Presidente della Repubblica di Albania S.E. Bajram Begaj, il Direttore della Sede Regionale RAI Massimo Fedele, il Commissario della Fondazione Regionale per la Comunità Arbereshe Ernesto Madeo, il Direttore Marco Zela per le Relazioni Internazionali della RAI.
Grazie alle belle parole utilizzate dal Presidente dell’Albania S.E. Bajram Begaj, ha rinforzato le nostre speranze. E allora come a Bolzano la Sede Regionale della Provincia di Bolzano copre le esigenze comunicative e produttive di servizi giornalistici e programmi di tre lingue: Italiano, Tedesco (lingua propria della provincia di Bolzano), e Ladina, lo stesso fa Trieste per l’Italiano, Friulano e Sloveno pertanto ci auspichiamo che grazie alle tecnologie e il comune sentire tra il popolo Arbëreshë con il popolo Albanese, la Sede Regionale RAI per la Calabria dovrebbe essere destinataria della Tutela per differenti precetti legislativi di due tutele, anche per le affinità storiche e culturali da una parte verso la lingua Arbëreshë in forza della Legge 482/99, della Legge 103/1975 e tutela per la Lingua Albanese senza più ambiguità in forza della Ratifica del Trattato/Carta Europea 148. Ma dalla Calabria nasce la volontà di coprire tutte le esigenze anche delle Comunità Arbërshë presenti nelle altre regioni d’Italia riconosciute e di fatto (n.d.r. Piemonte/Provincia di Torino e Città di Cosenza capitale dell’Arberia della Calabria) e della numerosa Comunità Albanese soggiornante permanentemente in Italia. Questo è il più bel regalo che possa essere fatto alla Comunità Storica degli Arbëreshe d’Italia. Per le capacità delle risorse e per le infrastrutture disponibili e la capacità di utilizzare risorse anche provenienti dal PNRR la Sede Regionale RAI per la Calabria potrebbe coprire le esigenze di trasmissioni: in Italiano, in Arbëreshë e in Albanese è questo non è un dispendio di risorse ma una ottimizzazione per soddisfare i bisogni delle due Comunità Arbëreshë e Albanese presenti in Italia, sarebbe l’Accordo del Secolo, RISPETTANDO LE REGOLE DELL’EUROPA tenendo conto la posizione strategica che la Calabria ha assunto di recente con la nomina del Presidente della Regione Roberto Occhiuto, quale Presidente della Commissione Intermediterranea, qui insieme con il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale On.le Antonio Tajani.

