IdeocoopSpazio Open
Reverendo Frank Reverendo Frank Corvo rosso Corvo rosso Occhio al Degrado Occhio al degrado
Giovani in biblioteca
Mediterranea

LE MADONNE BRUNE DEL MEDITERRANEO

L’origine etimologica della parola sincretismo deriva dal greco antico “sunkretismos” (συνκρητισμός), che è composto da due elementi, da un prefisso e da un riferimento a “Creta” (Krete), l’isola greca.

In un contesto più ampio, il termine si riferiva a una pratica di unione o alleanza tra diverse comunità o gruppi, tipica della civiltà cretese.

Oggi, il sincretismo è utilizzato per descrivere il fenomeno in cui diverse credenze e pratiche vengono integrate e mescolate, creando, de facto, nuove forme di espressione culturale e religiosa. 

E questo particolare sentire, è diventato una delle caratteristiche della cultura del Mediterraneo, che infatti è profondamente votata all’accoglimento dell’altro, e allo scambio con altre realtà, mantenendo però intatta la propria identità e unicità, così come anche la capacità di trattenere ciò che è visto e vissuto come ‘kalos kai agathos’, cioè bello e buono.

Ma se guardiamo la cultura dei territori, questa si nutre anche dei riti e dei miti che vi si sviluppano, e che si incardinano nella struttura sociale di riferimento.

Questa fusione di elementi culturali e religiosi continua a influenzare le pratiche contemporanee, rendendo il Mediterraneo un’area di straordinaria diversità e vitalità culturale, e nel Mediterraneo, molte feste tradizionali e religiose mostrano elementi sincretici, sottolineando così il costante scambio tra diverse culture e tradizioni.

Il sincretismo è stato anche motore della costruzione dell’Identità, e ha contribuito alla formazione di identità culturali complesse, in cui le comunità si identificano e confrontano con una grande varietà di simboli e pratiche derivanti da tradizioni diverse.

Molte festività e riti popolari tuttora vivi nel Mediterraneo riflettono proprio questa capacità di assorbimento di Culti ed espressioni diverse, proprie dei vari Territori.

Ed è così che le diverse celebrazioni possono includere elementi di diverse culture, come danze, canti e rituali che uniscono pratiche cristiane e pagane, così come le narrazioni folkloristiche spesso mescolano elementi mitologici di diverse tradizioni, creando storie che riflettono la complessità culturale e sociale dei luoghi in cui nascono e poi si diffondono.

Centrale nella cultura del Mediterraneo è la rappresentazione del femminile, nelle pratiche religiose che hanno assorbito elementi di diverse tradizioni. Ad esempio, il culto di Iside in Egitto ha influenzato il cristianesimo primitivo, portando a pratiche sincretiche che univano elementi pagani e cristiani.

Ma in particolare le figure religiose femminili, come la Madonna e le Sante, hanno spesso integrato simbolismi e pratiche da culti precedenti, come quelli dedicati a divinità pagane.

D’altronde sappiamo bene che le comunità che vivono in contesti sincretici spesso sviluppano nuove identità religiose e culturali, che possono includere elementi di diverse tradizioni in risposta alla loro storia e al loro contesto sociale.

Tutto ciò lo possiamo ben notare nella rappresentazione iconografica sacra, specialmente in riferimento alle Madonne Brune,

Le immagini religiose possono riflettere caratteristiche di diverse tradizioni.

Ad esempio, le rappresentazioni di queste possono mostrare influenze iconografiche ereditate e mutuate da divinità precedenti, creando figure ibride che uniscono elementi di diverse credenze.

Le Madonne Brune, come figure del culto mariano, possono riflettere elementi di riti antichi dedicati a divinità femminili come Iside.

Questi elementi possono manifestarsi in leggende, racconti popolari e pratiche di culto.

Le connessioni tra il culto di Iside e quello della Madonna, comprese le Madonne Brune, evidenziano un filone comune nella venerazione del sacro femminile e della maternità. Questa interrelazione si manifesta attraverso simbolismi, pratiche e significati che si sono evoluti nel tempo, creando un ricco tessuto di tradizioni religiose.

Importante notare come anche nella rappresentazione iconografica di Iside si ricordi la rappresentazione della madonna, inoltre anche Iside era vista come un intercessore potente, capace di proteggere e guidare i suoi devoti. Analogamente, la Madonna è venerata come intercessore presso Dio, e le Madonne Brune sono spesso considerate protettrici della comunità locale.

Possiamo tranquillamente affermare che le caratteristiche di Iside possono essere state assimilate nella rappresentazione della Madonna, rendendo le Madonne Brune un esempio fortissimo della carica evocativa dello stesso fenomeno del sincretismo.

E possiamo ben comprendere come Iside sia una dea della maternità, della fertilità e della protezione, simile alla figura della Madonna, che rappresenta la madre di Gesù e simbolizza la protezione e la cura.

Le Madonne Brune, con il loro aspetto materno, riflettono anche questi temi di maternità e sostegno personale, familiare, e sociale.

Addirittura in alcuni paesi e quindi in alcune tradizioni, le Madonne Brune possono svolgere un ruolo nei riti di passaggio, come matrimoni o nascite, dove il femminile è celebrato e onorato.

Questi riti possono includere offerte e preghiere per la protezione e la benedizione.

La tradizione delle Madonne Brune in Calabria è un esempio potente di come la religione e la cultura si possano abbracciare, creando pratiche che hanno un profondo significato sociale e identitario.

 Inoltre la tradizione delle Madonne Brune può riflettere anche l’influenza delle culture e delle popolazioni che hanno abitato la Calabria nel corso dei secoli, inclusi elementi bizantini e arabi.

Numerose chiese e santuari in tutto il Sud Italia ospitano queste immagini. Ad esempio, la Chiesa di Santa Maria di Viggiano in Basilicata è nota per la sua venerazione della Madonna di Viggiano, che è considerata la protettrice della regione.

Ma tornando in Calabria le statue di queste Madonne Brune sono spesso realizzate in legno e adornate con tessuti e gioielli che riflettono le tradizioni artigianali locali, e possono variare nei dettagli e nello stile, ma tutte condividono un forte legame con la cultura e la storia della regione.

Il Santuario della Madonna Nera di Polsi, nel comune di San Luca, In provincia di Reggio Calabria è uno dei luoghi più noti di devozione alla Madonna Nera in Calabria. Il santuario è meta di pellegrini e visitatori, soprattutto durante la festa di settembre.

Decisamente uno dei luoghi della fede calabrese, ricco di storia, ma anche di significati arcani e leggende che legano sacro e profano.

E ogni anno, dal 31 agosto al 2 settembre, si celebra la festa più attesa della provincia di Reggio Calabria, che accoglie tantissimi pellegrini per celebrare quella che è chiamata anche la Madonna della Montagna.

La festa annuale prevede un pellegrinaggio a cui accorrono numerosi devoti per tutto il mese d’agosto, che culmina nella notte tra l’1 e il 2 settembre, quando si svolge una lunga veglia animata da preghiere, litanie e antichi canti.

Alle prime luci della mattina si celebra una messa e a metà mattinata la tradizionale Processione della Madonna di Polsi, nella quale la statua viene portata a spalla dai confratelli pescatori di Bagnara, che nell’ultimo tratto procedono correndo. Infine, tra lamenti e penitenze, le donne chiedono la grazia offrendo alla Vergine i loro ex voto.

Il Santuario della Madonna della Montagna di Polsi è considerato il luogo simbolo della pietà popolare mariana calabrese.

Agli inizi del settecento a Polsi si costituisce una comunità di Monaci, che si dedicano alla preghiera, al lavoro e a diffondere la devozione della Madonna.

Una delle tantissime testimonianze religiose calabresi che ci parlano ancora una volta di questi territori di storia e tradizioni.

Ricerca Avanzata

Cerca negli archivi per data, categoria e testo.

Torna in alto