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Mediterranea

ACCADEMIA BELLE ARTI CON IVAN KURYANOV E AVANGUARDIA BULGARA

Nel 1995 un gruppo di giovani artisti manifestò la propria presenza sulla scena culturale, con un manifesto in cui dichiaravano la loro rottura degli schemi di tradizione, e la volontà di creare una nuova corrente di arte in Bulgaria.

‘Per noi è stato fondamentale distinguerci da quella che era chiamata avantgarde   Bulgara, non adeguata al tempo, e dai loro lavori troppo giocosi e ‘decorativi’ nella loro rappresentazione formale’, afferma Ivan Kyuranov.

Nel quadro generale dell’arte bulgara, questo gruppo, denominato XXL. è uno dei primi esempi di attività artistica indipendente, al di fuori delle strutture istituzionali esistenti.  

Nella seconda metà dell’Ottocento e inizio ‘900 la fotografia è usata dai pittori europei, e ne abbiamo una grande testimonianza nei loro archivi, d’altronde non dobbiamo dimenticare che, nella stessa genesi della fotografia, vi è un utilizzo formale della stessa composizione scenica, utilizzata in pittura, come confermato da Nadar.

Nell’arte figurativa in Bulgaria di quel periodo l’uso della fotografia non era soggetto ad analisi. 

È molto tipico l’uso delle foto documentative di diverse feste, mercati, manovre militari. 

Altro caso, venivano ingaggiati degli attori per rappresentare alcune scene tratte dal romanzo intitolato “Sotto il giogo” di Ivan Vasov, documentata fotograficamente la scena veniva poi riprodotta pittoricamente dall’artista Ivan Murkvichka. In quel periodo la fotografia esercita un ruolo chiave per lo spostamento delle percezioni dall’immagine relativa iconica a quella dell’immagine convincente, veritiera, voluminosa e realistica.  

L’arte contemporanea in Bulgaria tuttora non ha una storiografia completa, per cui l’impatto della fotografia sulla pittura dal Novecento fino agli anni 90 è stato analizzato soltanto parzialmente e prendendo come riferimento solo le esibizioni di alcuni artisti. 

 

Gli anni Novanta (90) del Novecento si distinguono in Bulgaria per la loro indagine sociale e artistica.

Se da una parte assistiamo ad una fondamentale attenzione degli artisti coinvolti verso la pittura, la grafica e la scultura, dall’altra alcuni artisti tendono invece ad esplorare il potenziale espressivo dell’arte nell’ambito della fotografia, delle installazioni, delle performance, e si usano in larga scala nuove forme di linguaggio correlate al computer e al digitale.

In questo particolare periodo storico si inserisce la figura di Ivan Kyuranov, che compie una sua propria ricerca artistica che, partendo da un’analisi intima che sembra affondare le radici nella tematica legata alla memoria, al ricordo, trasforma questo in una visione allargata che si nutre, e si riflette in un’analisi sociale e generazionale.

Bisogna anche ricordare come l’arte contemporanea in Bulgaria fino ad oggi non abbia ricevuto un’analisi storiografica degna di nota, fatto questo che ne permette una conoscenza e fruizione purtroppo limitata e non esaustiva. 

Il processo di storicizzazione è sempre stato un valido aiuto alla critica dell’Arte, riuscendo in questo modo a mettere a fuoco le varie connotazioni mentali, che attraverso il segno ci donano un tutt’uno di input artistici, personali e sociali che ci conducono all’opera d’arte.

Il gruppo XXL viene formato nel 1995 a Sofia da Huben Cherkelov, Svilen Stefanov, Ghenadi Gatev, Gheorghi Tushev, Kossio Mincev, Ivan Kiuranov, Krassimir Krastev (RASSIM), Petko Durmana, Slavi Slavov, Maria Toteva. 

Il gruppo appare sulla scena artistica con l’intenzione di creare una nuova arte bulgara rappresentativa e sintomatica del periodo storico, un ‘hic et nunc’ unico e incontrovertibile, che dichiarata la mancata osservazione delle tradizioni, pubblica un manifesto (Breviario. Un calcio alle spalle dell’inerzia) nel giornale Cultura.   

Nel settembre 1996 gli artisti inaugurano un proprio spazio espositivo, chiamato galleria XXL, dove oltre a mostre individuali, supportano anche lo sviluppo della giovane arte bulgara. 

Tipico per gli artisti del gruppo è che la gran parte di loro, pur essendosi laureati in Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti, utilizza mezzi espressivi quali la performance, l’installazione, la video arte, la fotografia, sottolineando così la loro volontà di rottura degli schemi.

La fotografia in particolare, gradualmente assume un ruolo importante per lo sviluppo dell’arte contemporanea bulgara in generale, a partire dai cambiamenti politici del 1989. 

Il suo ruolo si rivela di primaria importanza proprio per gli artisti della galleria XXL, appartenenti alla seconda ondata della così detta “avanguardia”, di cui Kyuranov fa parte.

Quella di Ivan Kyuranov è una ricerca al tempo stesso intima e sociale, che nell’espressione fotografica alterna all’elaborazione dell’immagine come simulacro di confine tra le varie e possibili espressioni artistiche, la foto come espressione di ricerca e analisi sociale.

Ed è proprio qui che maggiormente possiamo capire il valore dissacratorio e di testimonianza sociale della sua Arte.

Altri artisti del movimento XXL, tra cui Rassim, operano in maniera più apparentemente ‘estrema’, utilizzando un doppio binario comunicativo che crea una sorta di corto circuito emotivo.

Esemplificativo in questo senso le opere realizzate con l’urina, come il ritratto del figlio bambino.

Opere rassicuranti nell’espressione formale, sia nella rappresentazione del soggetto che nella scala cromatica, ma di impatto emotivo anche, e soprattutto, per la scelta materica, per alcuni disturbante, d’altronde come non pensare di rimando alle opere ‘blasfeme’ di Andres Serrano.

In questo caso Rassim fa una scelta emotiva ed intima, a sottolineare ‘l’appartenenza’ affettiva ed intima al soggetto.

Opere dove parla il corpo ed il suo legame con la realtà, corpi permeati di una umanità densa di significati sublimati dall’aspetto tecnico che diventa narrazione poetica, demiurgo a metà tra espressività tecnica e tensione emotiva, una bellezza statica ed insieme il cambiamento del segno dovuto al materiale organico, in trasformazione nella sua impermanenza dovuta alla non stabilità propria dei materiali organici, non stabili per loro stessa natura nella dimensione temporale, quella più mutevole; ma anche i più ‘stabili’ nella memoria ‘fisica’, quella che rimane impressa nella ‘ragnatela’ dei sensi.

Ma torniamo al lavoro di Kyuranov, anche lui si sofferma su dei ritratti, questa vota fotografici, dove il corpo diventa ‘tela sociale’, archivio storico legato all’attimo, testimone ‘oculare’ dei cambiamenti storici. 

E anche nelle sue opere più conosciute come ‘woman in red’, dove la serialità della raffigurazione femminile che, man mano si spoglia, da una parte ci riporta ai souvenir di una volta, appartenenti alla memoria collettiva, dall’altra ci offre un ulteriore spunto di riflessione sociale, da una parte la dimensione ludica, da un’altra un’idea di serialità che banalizza il rituale della seduzione femminile e la sua imago.

La sua presenza all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria all’inizio di Giugno ha rappresentato per i nostri studenti un’esperienza conoscitiva unica ed importante di uno dei protagonisti dell’avanguardia Bulgara, un modo per confrontarsi con realtà ed espressività diverse.   

 Importante anche il concretizzarsi di una possibilità finora non utilizzata, in seno e grazie al programma Erasmus, di conoscere importanti realtà estere legate al mondo dell’Arte, sottolineando ancora una volta la volontà dell’Accademia stessa di porsi come polo di riferimento culturale ed artistico per la città.

 

Prof. Marina Lebro

Coordinatore Erasmus Accademia di Reggio Calabria

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