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Al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme la giovane pianista Ilaria Sica

Un concerto in cui la forza visionaria di Beethoven e la poesia inquieta di Chopin sono esaltate dalla sensibilità di una giovane pianista. Sabato 7 marzo, alle ore 18, il Foyer del Teatro Grandinetti Comunale di Lamezia Terme ospiterà Ilaria Sica, nell’ambito dell’accordo tra Soroptimist Lamezia Terme AMA Calabria che condurrà gli spettatori in un viaggio che attraverserà la forza visionaria di Ludwig van Beethoven e la poesia inquieta di Fryderyk Chopin.

Il ritratto di un’artista

Ilaria Sica possiede la capacità di far convivere precisione tecnica e calore umano, facendo diventare la tastiera un’estensione naturale del suo corpo. La sua lettura dei grandi classici non è mai accademica ed ha la qualità rara di non cercare mai l’effetto. La sua presenza scenica è discreta, ma intensa; la sua lettura dei classici è rispettosa delle partiture originali, che esegue sempre “ascoltando” profondamente ogni singola nota, esaltata dal suo tocco pulito, ma mai freddo.

I brani in programma tra tempesta e introspezione

Il concerto lametino si aprirà percorso musicale si apre con la Sonata Op. 57 “Appassionata” di Beethoven, una delle opere più ardenti e drammatiche del suo catalogo. Ognuno dei tre movimenti verranno esaltati nella loro completezza da Ilaria Sica, che farà diventare l’Appassionata un racconto di contrasti interiori, un dialogo continuo tra impeto e fragilità.

Il clima cambia con il Notturno Op. 27 n. 1 di Chopin, un brano che intreccia malinconia e inquietudine, dove la linea melodica sembra nascere da un pensiero intimo, quasi segreto. La pianista ne mette in luce la dimensione più introspettiva, lasciando emergere la delicatezza del fraseggio e la profondità delle armonie.

La Ballata Op. 38 e la Ballata Op. 52, rappresentano due mondi emotivi complementari. Se la prima alterna dolcezza e tempesta, la seconda, considerata una delle vette assolute del pianismo chopiniano, è un universo complesso, elegante, malinconico, che richiede visione e maturità interpretativa. Ilaria Sica saprà affrontare entrambe con grande profondità narrativa. Una chiusura che coinvolgerà fino all’ultima nota e lascerà dentro agli spettatori la sensazione di aver assistito a un concerto dalle mille sfaccettaure.

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