Sanremo e il talento calabrese: Fiat131 firma il successo di Serena Brancale al Festival
L’articolo è apparso oggi nella sezione Redazione-Sud Calabria de “Il Quotidiano d’Italia”, edito da Giuseppe...

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Quel fazzoletto di terra e acqua e cielo che l’uomo, su suggerimento del Divin Creatore, battezzò Melito di Porto Salvo è, un po’, casa per quanti, nel tempo estivo, vivono la possibilità di fare un tuffo nel Mediterraneo o di abbrustolir le membra sotto al sole cocente della Jonica.
Lì, ad Annà, piuttosto che a Pilati o sul Lungomare dei Mille, tanti son coloro che, fra maggio ed ottobre, trascorrono ore, giorni, settimane in totale relax, o magari portandosi dietro un po’ di lavoro da ultimare, cullati dalla dolce nenia che solo il mare e le sue onde sanno donare all’uomo.
Quella terra, e quel mare, nei giorni scorsi, investiti dal cosiddetto ciclone Harry, hanno subìto ingenti danni, che influiranno, probabilmente, sul come, dove e quando poter vivere, in riva al mare e sotto al sole o all’ombrellone, il prossimo tempo estivo.
Logicamente Harry ha provato danni, suscitato forti apprensioni, nonché paure e numerosi disagi, all’intera area comunale, sia alle abitazioni vicine al mare sia a quelle che sorgono a qualche centinaio di metri, o pure qualcosina in più, dalla spiaggia.
Non vi son state vittime, grazie al buon Dio e ad un concreto intreccio fra popolo, amministrazione comunale, protezione civile, forze dell’ordine: ognuno ha giocato il ruolo assegnatogli, ubbidendo o suggerendo…
Tant’è che esattamente allo scoccare dell’ottavo giorno successivo a quelle convulse e numerose ore, inzuppate dai temporali e sferzate da venti impetuosi assai, al protocollo del Comune di Melito di Porto Salvo giunge una missiva.
A vergarla è una famiglia di Melito, Annalisa e Domenico Morabito, lì residente.
Scrivono: desideriamo esprimere con qualche riga un doveroso apprezzamento per tutto il lavoro, gli sforzi e i sacrifici che Lei (si rivolgono al sindaco Tito Nastasi) e la Sua amministrazione avete compiuto in questo periodo di emergenza meteo e a favore della collettività, in particolare dei cittadini e delle cittadine di Melito di Porto Salvo. (…) Con lo sguardo della nostra mente potevamo intravedere non solo mezzi che si muovevano sulla strada, ma persone straordinarie, volontari premurosi, madri e padri di famiglia, fratelli e sorelle, figli che si sono prodigati strenuamente per avvisare e aiutare gli altri, soprattutto i meno fortunati, senza pensare al proprio interesse personale. Il fatto che nessuna vita umana si sia perduta, nonostante un evento così importante, è stato sicuramente anche grazie al vostro lavoro. Possiamo assicurarvi che non abbiamo avuto bisogno del ciclone “Harry” per realizzare il valore del vostro operato e della vostra preziosità. Abbiamo sempre stimato altamente, e lo stimiamo ancor più adesso, l’impagabile servizio che rendete alla popolazione, in particolare alle fasce più deboli e indifese che vivono intorno a noi. (…) Sappia che siamo davvero grati di tutto l’impegno che avete dimostrato senza sosta in questo periodo, spesso invisibile ai più, ma pieno di significato e di altissimo esempio per tutti noi, le nostre famiglie e i nostri figli.
Ora, spontaneo sorge il quesito: si poteva lasciar segreta la lettera? Si poteva evitare di render pubblica tale testimonianza? In fondo, bofonchieranno i più, sindaco e gli altri tutti non hanno fatto altro che vivere quel servizio loro affidato. Vero, anzi verissimo. Ma, stavolta, c’è di più. Bene ha fatto l’amministrazione comunale a diffondere tal missiva: è opportuno che tutti quanti comprendano, una volta per tutte, che il buon operato di una amministrazione comunale dipende, anche, dalla disponibilità della popolazione di… remare, sempre e comunque, insieme e nella stessa direzione. Tutti insieme. Non a caso, più volte, il sindaco Nastasi ha ribadito la gratitudine verso il popolo suo per il grande senso di responsabilità.
Ecco perché noi, oggi, abbiam voluto far conoscere tal vicenda: è buono e giusto che un pubblico amministratore metta a repentaglio, s’è del caso, anche la vita sua pur di vivere appieno la missione affidatagli, ma è obbligo del popolo, da quell’amministratore guidato, rispettare le indicazioni che, a seconda delle circostanze, gli vengono suggerite.
Altrimenti, qualsiasi cosa, anche la più banale, si complica. E nel complicarsi ne vanno tutti di mezzo. E a subir danni è la qualità della vita.
A Melito di Porto Salvo, così come all’ombra d’ogni altro Municipio calabro colpito da Harry, ci si sta rimboccando le maniche, si sta programmando, anzi, si sta sognando, concretamente. Ch’è, per un Comune, l’aspetto essenzialmente fondamentale: sognare, progettare, realizzare e crescere. Tutti insieme, indipendentemente dalla tessera custodita nel taschino destro della giacca buona. Tralasciando simpatie o antipatie. Abbandonando i famosi giochetti della cosiddetta Prima Repubblica. Mirando, finalmente, a fare esplodere le potenzialità d’una Terra, la nostra, che, se Dio e l’Uomo lo vorranno, potrà divenire fonte di reddito per quanti, con dignità e lealtà, amano veder crollare dalla fronte loro tante gocce di sudore. Perché ad aver sapore e fragranza è solo il pane guadagnato con onestà e sacrificio.
E, infine, ad esser politici, chiosava la scorsa estate Franco Benedetto, consigliere comunale in quel di Melito, non ci obbliga nessuno. Se decidiamo di candidarci, chiedendo il consenso alla gente, sappiamo che, poi, se eletti, saremo chiamati ad esserci sempre, per tutti. Altrimenti, meglio scegliere di fare altro, piuttosto che prendere in giro la popolazione.
